{"id":1001,"date":"2022-04-23T16:36:20","date_gmt":"2022-04-23T16:36:20","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1001"},"modified":"2022-04-26T13:23:24","modified_gmt":"2022-04-26T13:23:24","slug":"quando-i-cattolici-erano-popolari-anche-nel-cilento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1001","title":{"rendered":"Quando i cattolici erano \u201cpopolari\u201d, anche nel Cilento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Parafrasando un noto filosofo, oggi ci piace scrivere su un argomento inattuale, convinti che nulla lo sia davvero nel gran calderone della storia umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Qualcuno ricorder\u00e0 quando in Italia c\u2019era il partito cattolico (e dei cattolici, ma non solo), che col suo simbolo, lo \u201cScudocrociato\u201d, ha caratterizzato un intero periodo storico nella seconda met\u00e0 dello scorso secolo. Nato nelle macerie della guerra, esso si sciolse in maniera assai ingloriosa (e dolorosa) all\u2019inizio degli anni Novanta, durante la convulsa, e ancora tutta da storicizzare, fase di \u201cMani pulite\u201d che, tra le tante sue vittime, ebbe anche questa. I reduci da quell\u2019esperienza si dispersero in varie formazioni, barcamenandosi tra poli e coalizioni allora emersi nella nuova geografia politica italiana, ma non riuscirono pi\u00f9 a recitare un ruolo da protagonisti nella stagione che sembrava aver superato le ragioni e i motivi della presenza di un forte partito di ispirazione cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Oggi, pur non avendo un vero partito di riferimento, di cattolici in politica ce ne sono ancora, ma forse dirsi \u201ccattolico\u201d non paga pi\u00f9 in termini politici (e, mi sembra, che l\u2019aggettivo si sia alquanto sbiadito anche sul piano sociale) e sono di moda altre appartenenze, tutte labili, legate a categorie, non meno liquide, quali \u201cpopulismo\u201d e \u201csovranismo\u201d. Categorie forse gi\u00e0 consumatesi nel frenetico agone politico nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La presenza dei cattolici italiani in politica, e del loro simbolo, era per\u00f2 pi\u00f9 antica; risaliva al gennaio 1919, quando, il 18 di quel mese, con l\u2019appello \u201ca tutti gli uomini liberi e forti\u201d, don Luigi Sturzo poneva le basi del Partito popolare italiano. Nasceva allora la prima esperienza politica organizzata e consapevole del mondo cattolico nel nostro Paese dopo decenni di attivit\u00e0 prevalentemente sociale e religiosa. Col suo programma quel partito intendeva realizzare una serie di riforme sostanziali dell\u2019assetto politico-sociale dell\u2019Italia appena uscita \u2013 vincitrice ma malconcia \u2013 dalla Prima guerra mondiale (che allora per tutti era la \u201cgrande guerra\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Qui non vi faremo la storia dei popolari, breve ma intensa e anche, per certi aspetti e per alcuni di essi, drammatica; ma limiteremo il nostro sguardo ad un ambito pi\u00f9 ristretto e a noi pi\u00f9 vicino: il salernitano e il cilentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Rispondendo all\u2019appello di Sturzo, nel corso del \u201919 si costituiscono un po\u2019 in tutto il Paese le sezioni provinciali e comunali del partito. A marzo, nasce la sezione salernitana. Nelle sale del Circolo giovanile cattolico di Salerno si riuniscono pi\u00f9 di duecento persone, raccogliendo l\u2019appello proveniente dalla direzione romana. A guidarli ci sono Carlo Carucci, Giuseppe e Carmine de Martino. Quest\u2019ultimo invita a sostenere i punti programmatici del partito e diffonderne la presenza in ambito provinciale. Il giornale del movimento cattolico locale, \u201cIl Piccolo Corriere\u201d, sostiene l\u2019iniziativa e pubblica la cronaca della riunione il 19 marzo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-618x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1015\" width=\"449\" height=\"744\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-618x1024.jpg 618w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-181x300.jpg 181w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-768x1272.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-928x1536.jpg 928w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-1237x2048.jpg 1237w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-1230x2037.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-del-PPI-pubblicato-su-Il-Piccolo-Corriere-del-16-ottobre-1919-1-scaled.jpg 1546w\" sizes=\"auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a><figcaption>Programma del PPI pubblicato su Il Piccolo Corriere del 16 ottobre 1919<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Le sezioni popolari si diffondono soprattutto nel successivo autunno, in previsione delle elezioni politiche di novembre, le prime del dopoguerra e le prime a tenersi col sistema proporzionale e in seguito all\u2019introduzione del suffragio universale maschile. Anche il circondario vallese \u00e8 interessato da questa espansione della nuova iniziativa cattolica. La sezione popolare di Vallo nasce all\u2019interno della Cassa Rurale \u201cSan Pantaleone\u201d, che \u00e8 la pi\u00f9 importante iniziativa nel movimento cattolico locale, attiva fin dal 1913 e guidata dal can. Alfredo Pinto. A met\u00e0 ottobre, questa sezione diffonde, su \u201cIl Piccolo Corriere\u201d, il seguente comunicato-appello:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">&#8220;Nella imminenza delle prossime elezioni politiche si \u00e8 formata anche in questo Capoluogo una Sezione del Partito Popolare Italiano con sede provvisoria presso la Cassa Rurale S. Pantaleone. Dato il programma e l\u2019indole del Partito che ha per suoi fondamentali obbiettivi la integrit\u00e0 ed unit\u00e0 della Patria, e la esplicazione di tutta la grandezza nazionale nella funzione civile, morale ed economica, non poteva mancare al nuovo Partito quella vasta adesione che, come interessante e notevole fenomeno, ha da per tutto incontrato un premuroso entusiasmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Noi, sventuratamente abituati a non intendere altri partiti che non siano stati quelli che finora funestarono questi paesi, perch\u00e9 aventi per mira e per base vedute, interessi ed ambizioni unicamente personali, salutiamo come una vera liberazione lo affermarsi del Partito Popolare Italiano che \u00e8 partito eminentemente nazionale; \u00e8 partito di principii e non di persone e di privato servizio; \u00e8 partito come \u00e8 stata la parola intesa dai migliori uomini di Stato; \u00e8 partito che vuol promuovere tutto il benessere della Nazione in base all\u2019ordine, alla concordia alla disciplina e al carattere del popolo che si vogliono vedere integrati e fortificati nella fede unica di una Patria grande e felice. In tali intendimenti si riassume il programma del Partito Popolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Vorranno le persone che sono nell\u2019ordine d\u2019idee di esso costituire e formare dei Comitati locali nei rispettivi Comuni, ricevere le adesioni, e diffondere il programma del Partito stesso; ragguagliando in pari tempo questa Sezione dell\u2019opera che si svolge e dei risultamenti (<em>sic<\/em>) a cui si perviene. Le comunicazioni ed adesioni si ricevono nella sede suddetta dal Segretario Politico, can. Alfredo Pinto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u00c8 la sintesi di un vero programma politico, che invita cattolici e non all\u2019azione. Il partito \u00e8 inteso, soprattutto, come lo strumento per dare ai cattolici il ruolo che spetta loro nella nuova Italia creata dalla guerra, in chiara antitesi con i personalismi del notabilato liberale meridionale. Vi si coglie l\u2019idea di partito propria di Sturzo, aconfessionale e nazionale, e quella che sembra essere la principale preoccupazione dell\u2019estensore dell\u2019appello: porre un argine alla politica dei partiti locali, animati dagli interessi personali dei singoli \u201cgalantuomini\u201d. Gli avversari da combattere non sono i socialisti, come altrove, ma i notabili con le loro fazioni e consorterie locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La sezione fa corpo unico con la Cassa rurale, il suo direttore \u00e8 anche il segretario politico. Ci\u00f2 prova quanto l\u2019esperienza popolare, almeno in questa prima fase, si appoggi e trovi riscontro nella rete degli organismi e delle associazioni cattoliche preesistenti, e in particolare nelle strutture create dal cattolicesimo sociale. E questo avviene soprattutto al Sud, dove gran parte del mondo cattolico passa automaticamente, o quasi, al partito, non sempre cogliendone i tratti distintivi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-823x1024.jpg\" alt=\"Il simbolo elettorale del PPI alle elezioni del 1919 (Il PIccolo Corriere, 13 novembre 1919\" class=\"wp-image-1011\" width=\"384\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-823x1024.jpg 823w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-241x300.jpg 241w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-768x956.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-1234x1536.jpg 1234w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-1646x2048.jpg 1646w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1-1230x1531.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Il-simbolo-elettorale-del-PPI-alle-elezioni-del-1919-Il-PIccolo-Corriere-13-novembre-1919-1.jpg 1668w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><figcaption>Il simbolo elettorale del PPI alle elezioni del 1919 (Il PIccolo Corriere, 13 novembre 1919<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La campagna di propaganda per i popolari si svolge con una certa intensit\u00e0. Ai primi di novembre, si tiene a Vallo un comizio del partito. Nel locale \u201cTeatro Italia\u201d, l\u2019avvocato Pasquale Pinto parla della lista Popolare, del suo programma, delle adesioni ricevute dai Comuni del collegio elettorale; legge il telegramma di uno dei <em>leaders<\/em> del partito nel Salernitano, il comm. Mattia Farina, e introduce i due candidati presenti: Mario Mazziotti e Amedeo Moscati. Questi si diffondono sugli intenti del partito e sui loro precedenti rapporti col territorio. Mazziotti sar\u00e0 il pi\u00f9 votato nel circondario. \u00c8 sempre \u201cIl Piccolo Corriere\u201d, del 13 novembre, a riportare la cronaca del comizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I risultati sono un successo per i cattolici. Dei cento deputati eletti sul piano nazionale, dieci provengono dalle liste campane e, tra questi, tre dal collegio di Salerno: Mattia Farina, Goffredo Lanzara e Salvatore Camera. Nel circondario di Vallo, la lista col simbolo \u201cScudo crociato\u201d si piazza al terzo posto per numero di preferenze, superando i quattromila voti. Un risultato di tutto rilievo considerando che ai primi due posti ci sono le liste dei notabili liberali, quella dei nittiani del Partito liberale democratico, cio\u00e8 la lista sostenuta dal governo in carica (con oltre 13.000 voti, di cui pi\u00f9 di 7.000 al solo Andrea Torre), e quella dei giolittiani del Partito democratico (con oltre 6.000 voti). I cattolici, inoltre, hanno avuto contro sia il sindaco di Vallo, Filadelfo de Hippolitys, che sosteneva l\u2019avvocato Giovanni Cuomo della lista ministeriale, sia il sottoprefetto, che naturalmente spingeva i candidati della stessa lista, guidata da Andrea Torre. I popolari vallesi hanno orientato il voto, soprattutto, su Mazziotti e Farina, ma dei due solo quest\u2019ultimo viene eletto. L\u2019onorevole Farina diventa il referente politico dei popolari locali, cos\u00ec come era stato, e continuava ad essere, uno dei <em>leaders<\/em> del movimento cattolico in provincia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-731x1024.jpg\" alt=\"Prima pagina de Il Piccolo Corriere, 27 novembre 1919\" class=\"wp-image-1014\" width=\"431\" height=\"604\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-731x1024.jpg 731w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-768x1076.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-1096x1536.jpg 1096w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-1462x2048.jpg 1462w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-1230x1723.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Prima-pagina-de-Il-Piccolo-Corriere-27-novembre-1919-1-scaled.jpg 1827w\" sizes=\"auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a><figcaption>Prima pagina de Il Piccolo Corriere, 27 novembre 1919<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il successo dei popolari in provincia \u00e8 dovuto sia alla novit\u00e0 rappresentata dalla presenza di un partito cattolico, dopo i numerosi tentativi degli anni precedenti di aggregare quel mondo in occasione delle tornate politico-amministrative, sia al sostegno ottenuto dagli agrari e dalla loro associazione nel Salernitano. Lo stesso Farina proviene da quel mondo, come d\u2019altronde i due candidati presentatisi a Vallo in comizio, Mazziotti e Moscati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Due anni dopo, alle elezioni politiche del \u201921, il partito cattolico, non pi\u00f9 appoggiato dagli agrari, in provincia riesce a far eleggere soltanto l\u2019uscente Mattia Farina. Nel circondario vallese, questi \u00e8 il pi\u00f9 votato della lista, ma con circa trecento preferenze in meno rispetto al \u201919. Nel complesso, la lista \u201cScudo crociato\u201d cala vistosamente, ottenendo poco meno di 1.300 voti. Pesano anche i riscontri ottenuti dalle due liste liberali, la governativa del Partito democratico riformista e quella dell\u2019opposizione del Partito democratico liberale, quasi appaiate nei risultati con oltre 8.000 voti ciascuna. Entrambe le liste sono trascinate dai rispettivi notabili, tra cui spiccano, in quest\u2019ultima, Torre, Amendola e Cuomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I popolari agiscono sulla base del programma nazionale del partito, ma nel circondario vallese, come in tutto il Meridione, l\u2019azione dei loro candidati nelle elezioni politiche del \u201919 e del \u201821 \u00e8 quella tipica dei notabili liberali, con tutto il portato di clientele e trasformismo propri della tradizione locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">A Vallo, il sostegno ad Andrea Torre \u00e8 quello al <em>patron<\/em> politico del territorio, cui in parte si contrappongono altri \u201cgalantuomini\u201d. Lo stesso Farina agisce, qui come in altri ambiti provinciali, in maniera non dissimile. Il popolarismo locale non sfugge a tali caratteristiche della lotta politica e tender\u00e0 in seguito a seguire gli orientamenti e le scelte del suo uomo di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In questi anni, \u00e8 difficile identificare la consistenza e l\u2019attivit\u00e0 dei popolari vallesi, cos\u00ec come le posizioni della curia. Il vescovo non era pi\u00f9 Iacuzio, trasferito a Sorrento, ma mons. Francesco Cammarota, entrato in diocesi nel corso dell\u2019estate 1918. Se non di sostegno, la sua posizione nei confronti del nuovo impegno politico dei cattolici dovette essere d\u2019attesa nei primi anni; il suo non fu l\u2019appoggio convinto e decisivo dato al movimento cattolico dal predecessore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Nel gennaio del 1923, l\u2019avv. Pasquale Pinto, fratello di don Alfredo, in qualit\u00e0 di componente del comitato provinciale dei popolari, partecipa a Napoli all\u2019incontro di tale comitato con don Sturzo. Sono presenti, tra gli altri, anche l\u2019on. Farina e il segretario provinciale, il marchese Giovanni Imperiali. Si fa il punto della situazione a pochi mesi dalla presa del potere da parte di Mussolini. Farina riferisce sul partito in provincia, sostenendo che i Fasci di combattimento sono in espansione e che i popolari hanno buoni rapporti con essi, con pochi episodi di violenza e la sostanziale tenuta delle adesioni al partito nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In provincia la situazione appare abbastanza tranquilla. Dopo la \u201cmarcia su Roma\u201d le sezioni fasciste sono in espansione, ma lo squadrismo \u00e8 sostanzialmente assente, mentre i popolari tengono, visto che alla riunione del comitato a giugno del \u201923 sono presenti i delegati di ben 50 sezioni del partito. La tranquillit\u00e0, per\u00f2, nasconde una situazione in rapido cambiamento. Al centro \u00e8 gi\u00e0 iniziata la manovra mussoliniana per dividere e smembrare il partito, per costringere la Gerarchia a prenderne le distanze, mentre nel Meridione \u00e8 in corso l\u2019attacco ai vecchi partiti liberali, con la cooptazione dei notabili e l\u2019assorbimento delle loro clientele. Un processo i cui frutti sono ben evidenti alle elezioni politiche del \u201924, quando nel \u201clistone\u201d governativo, cio\u00e8 fascista, compaiono nomi quali quelli del liberale Andrea Torre e del popolare Mattia Farina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Uno sguardo ai risultati di questa tornata elettorale, svoltasi col sistema maggioritario forzatamente voluto dal governo di Mussolini, consente di capire i nuovi rapporti di potere impostisi anche in ambito locale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-1024x634.jpg\" alt=\"Leader fascisti salernitani\" class=\"wp-image-1013\" width=\"557\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-1024x634.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-768x476.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-1536x951.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-2048x1268.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Leader-fascisti-salernitani-1-1230x762.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/a><figcaption>Leader fascisti salernitani<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La \u201clista nazionale\u201d, cio\u00e8 quella governativa, ottiene nel circondario di Vallo oltre 16.000 voti su circa 18.600 votanti. Le altre liste si dividono le briciole, con l\u2019\u201cOpposizione costituzionale\u201d di Giovanni Amendola che riceve 1.091 preferenze e il Partito popolare che scende a 118 voti. Quest\u2019ultimo \u00e8 ridotto a una presenza poco pi\u00f9 che simbolica e, a cinque anni dalla nascita, tale risultato ne completa la parabola politica. Mattia Farina, che ne era stato il <em>leader<\/em>, nel \u201clistone\u201d fascista ottiene un notevole riscontro con oltre 4.600 voti. Di questi, molti provengono dai popolari locali che lo hanno seguito anche nella sua opportunistica scelta, lasciando il partito al suo destino. Il can. Alfredo Pinto, ex segretario della sezione locale del PPI, fa votare in quest\u2019occasione per il Farina divenuto, o in procinto di divenire, esponente del partito governativo, segnando in tal modo l\u2019entrata nel regime fascista del mondo cattolico locale e la fine delle esperienze maturate in seno al cattolicesimo sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Anche se si deve tener conto del generale clima di intimidazione in cui si svolge questa tornata elettorale, nel circondario le motivazioni di fondo del voto rimandano al collaudato sistema delle affiliazioni personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In definitiva, la logica politica che, a Vallo e nel Cilento, muove quanti votano e credono nel partito popolare non \u00e8 molto diversa da quella derivante dalla tradizione locale e sviluppatasi durante il periodo liberale. Ci si orienta sulle scelte del notabile di riferimento, anche quando queste sono in aperto contrasto con il suo passato, con le decisioni politiche e col programma del suo partito. Questo forse \u00e8 stato il punto debole di tutta la breve storia del popolarismo cilentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Circa vent&#8217;anni dopo sar\u00e0 ancora il can. Pinto ad essere uno dei promotori a Vallo della nuova formazione politica dei cattolici, la Democrazia Cristiana. Nuova ma collegata per tante vie alla vecchia fondante esperienza popolare.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"1001\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parafrasando un noto filosofo, oggi ci piace scrivere su un argomento inattuale, convinti che nulla lo sia davvero nel gran calderone della storia umana. 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