{"id":1051,"date":"2022-05-16T10:36:57","date_gmt":"2022-05-16T10:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1051"},"modified":"2022-05-16T10:37:00","modified_gmt":"2022-05-16T10:37:00","slug":"casale-pesca-e-il-caso-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1051","title":{"rendered":"Casale, Pesca e il \u201ccaso Moro\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Dal 16 marzo al 9 maggio 1978 l\u2019Italia attraversa uno dei suoi periodi pi\u00f9 difficili: sono i \u201c55 giorni\u201d della vicenda Moro. Dal rapimento all\u2019uccisione del presidente DC, non \u00e8 solo il mondo politico e istituzionale ad essere scosso e mobilitato, ma l\u2019intero Paese. In quei due mesi si apre quello che sar\u00e0 chiamato, nei decenni seguenti, il \u201ccaso Moro\u201d, mai chiuso davvero. Tra indagini complesse, depistaggi di varia natura, collusioni, omert\u00e0, segreti di Stato, veri o presunti coinvolgimenti di mafia, servizi segreti e quanto di oscuro agisce nei turbolenti \u201canni di piombo\u201d italiani, tra cui l\u2019immancabile e onnipresente \u201cbanda della Magliana\u201d; tra le indicibili verit\u00e0 democristiane, il gioco non sempre decifrabile dei rapporti tra i partiti della cosiddetta \u201cprima Repubblica\u201d e i condizionamenti interni del sistema dei blocchi in piena guerra fredda, la vicenda di Aldo Moro (e degli uomini della sua scorta, troppo spesso dimenticati) diventa uno dei, purtroppo, non pochi \u201cmisteri\u201d della nostra storia repubblicana, un vero \u201cbuco nero\u201d dei problemi irrisolti di quella storia, che si caratterizza per\u00f2 per una strana, eccessiva luce sui fatti e sulla loro interpretazione. Insomma, su quel \u201ccaso\u201d ne sappiamo tantissimo, come testimonia l\u2019abbondante pubblicistica coeva e successiva che non ha mai smesso di produrre materiale di ogni genere; eppure, al di l\u00e0 delle \u201cverit\u00e0 processuali\u201d e di quelle appurate con le inchieste parlamentari, non ne sappiamo nulla di definitivo. \u00c8 vero che la complessit\u00e0 della vicenda e i numerosi attori coinvolti hanno scatenato ricostruzioni dietrologiche e ipotesi complottistiche di ogni genere, delle quali noi italiani \u2013 forse per difesa dal potere e sfiducia nei suoi confronti \u2013 siamo da sempre maestri. Ma noi, contemporanei degli eventi o immediati posteri di quei fatti tragici, continuiamo a doverci accontentare di una sorta di \u201cverit\u00e0 mobile\u201d. Forse la verit\u00e0 storica emerger\u00e0 col tempo. A noi \u00e8 data solo la possibilit\u00e0 di continuare ad indignarci ad ogni ricorrenza dei fatti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-1024x733.jpg\" alt=\"Anno Santo 1975 (aprile), Mons. Casale incontra Paolo VI\" class=\"wp-image-1044\" width=\"459\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-1024x733.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-300x215.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-768x550.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-1536x1100.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05-1230x881.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/05.jpg 1655w\" sizes=\"auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/a><figcaption>Anno Santo 1975 (aprile), Mons. Casale incontra Paolo VI<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Tracce non marginali di questa indignazione le ritroviamo anche a Vallo durante quei fatidici 55 giorni. Il 17 marzo \u2013 a un giorno dal rapimento \u2013 si svolge in paese una manifestazione di solidariet\u00e0 voluta dal Comune e dalle forze politiche e sindacali alla quale si unisce anche il vescovo Casale. Tutti condannano la violenza \u2013 il che non \u00e8 scontato in quei giorni difficili \u2013 e ribadiscono l\u2019impegno in difesa delle istituzioni democratiche, mentre si augurano la liberazione dell\u2019on. Moro e il suo ritorno all\u2019attivit\u00e0 politica. L\u2019augurio cade nel vuoto e il 10 maggio \u2013 giorno seguente al ritrovamento del corpo di Moro \u2013 non resta che celebrare in cattedrale una messa di suffragio. Mons. Casale, che ha seguito la vicenda con apprensione, pronuncia in quell\u2019occasione una commossa omelia. Il bollettino della curia ne d\u00e0 conto. Da l\u00ec la recuperiamo per intero:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px\"><em>\u201cDa quel tragico 16 marzo abbiamo vissuto lunghi e drammatici giorni nell\u2019attesa di una risposta umanitaria alle numerose e autorevoli voci che chiedevano la liberazione dell\u2019On. Moro. La risposta, invece, \u00e8 venuta ieri: fredda, implacabile spietata. Il corpo esanime dell\u2019On. Moro \u00e8 stato ritrovato nel bagagliaio di un\u2019auto, parcheggiata nel pieno centro di Roma, della capitale del nostro Paese, a poca distanza dalle sedi in cui si dirige la vita politica della Nazione. Gli assassini si aggirano, dunque, nelle nostre citt\u00e0, sfidano autorit\u00e0 e controlli, colpiscono senza alcuna piet\u00e0. \u00c8, questo, l\u2019aspetto pauroso di una civilt\u00e0 che ha ucciso l\u2019uomo; di una civilt\u00e0 che ha trasformato le nostre citt\u00e0 in una giungla, nella quale al rapporto vivo, umano, interpersonale \u00e8 subentrata la paura, che spinge ad isolarsi o a reagire con la violenza alla violenza. Perci\u00f2 ci sentiamo di affermare che in Aldo Moro non si \u00e8 assassinato soltanto l\u2019eminente uomo politico, l\u2019affettuoso padre di famiglia, il cristiano serio e consapevole, l\u2019infaticabile militante di tante battaglie democratiche. In Aldo Moro si \u00e8 ucciso l\u2019uomo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04-1024x854.jpg\" alt=\"Mons. Casale in un convegno con Mario Agnes, presidente nazionale A.C.(10 giugno 1978)\" class=\"wp-image-1043\" width=\"447\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04-1024x854.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04-300x250.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04-768x640.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/04.jpg 1226w\" sizes=\"auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><\/a><figcaption>Mons. Casale in un convegno con Mario Agnes, presidente nazionale A.C.(10 giugno 1978)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px;font-style:normal;font-weight:400\"><em>Ognuno di noi sente nella sua carne la ferita profonda di un assassinio che ci tocca tutti, ci coinvolge tutti e ci impegna a fare un serio esame di coscienza. Ognuno di noi si sente dolorosamente colpito dalla follia omicida e reagisce con la ferma condanna della violenza. Ma, il rifiuto deciso ed intransigente di ogni violenza non pu\u00f2 rimanere affermazione retorica; n\u00e9 ridursi a sentimento emotivo. Riusciremo a vincere la violenza che insanguina le strade del nostro Paese, se ne ricercheremo ed elimineremo le cause.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px;font-style:normal;font-weight:400\"><em>Chi sono e da dove vengono i gruppi armati che preparano con lucidit\u00e0 i loro piani di eversione? Essi costituiscono il sintomo pericoloso di un pi\u00f9 vasto malessere, che \u00e8 largamente diffuso, soprattutto tra i giovani. Accanto ai brigatisti rossi noi vediamo la moltitudine inquieta dei giovani disoccupati, dei laureati in lista di attesa, degli emigrati costretti a vivere nei suburbi delle citt\u00e0, facile preda dell\u2019estremismo rivoluzionario. Le radici della violenza sono ramificate e piantate nel tessuto di una nazione che, nonostante l\u2019innegabile progresso economico e sociale, vede ancora irrisolti problemi di importanza fondamentale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px;font-style:normal;font-weight:400\"><em>A questo punto della nostra riflessione, la ricerca delle cause della violenza ci conduce necessariamente a denunziare le gravi carenze di una societ\u00e0 che ha creduto di poter risolvere tutti i suoi problemi negando Dio e divinizzando la scienza, la tecnica, la razza, il sesso. L\u2019esplosione di violenza che ci sta facendo inorridire, \u00e8 il punto di arrivo di una violenza quotidiana, fatta di mancanza di rispetto per l\u2019altro, di continue violazioni della giustizia e delle solidariet\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px;font-style:normal;font-weight:400\"><em>La violenza, dunque, nasce soprattutto dall\u2019oscuramento e dalla negazione dei valori dello spirito, da una esasperata ed egoistica ricerca del benessere economico ad ogni costo. Senza la fede in Dio e senza l\u2019accettazione dei valori di onest\u00e0, di giustizia, di fraternit\u00e0, che su Dio si fondano, l\u2019uomo si ritrova in balia degli istinti pi\u00f9 pericolosi, che spingono alla distruzione e alla rovina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:19px;font-style:normal;font-weight:400\"><em>Ci siamo riuniti per innalzare a Dio una preghiera: di suffragio per il nostro fratello Aldo Moro e per i tutori dell\u2019ordine morti nell\u2019adempimento del loro dovere; di conforto per le famiglie duramente provate nei loro affetti. Ma, la celebrazione eucaristica, mentre ci invita a saper scorgere, al di l\u00e0 della morte, il traguardo della vita eterna con Dio, ci impegna a saper ripetere il gesto di Cristo. Il Suo gesto d\u00e0 significato e valore al sacrificio umano. La vita non \u00e8 e non pu\u00f2 essere soltanto ricerca egoistica di beni materiali. La vita \u00e8 risposta ad una chiamata di Dio che ci vuole solidali, pronti a donarci agli altri per la crescita integrale della societ\u00e0. Proprio nel momento in cui la paura pu\u00f2 attanagliare il nostro spirito e condurci a rinchiuderci in noi, la speranza cristiana ci sospinge sulle vie di un generoso impegno per il bene dei fratelli\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Con efficacia e partecipazione, l\u2019ordinario diocesano ripercorre gli eventi, col loro carico di tragedia e di speranza, e ne cerca le cause meno immediate, pi\u00f9 profonde che consentano di combattere quella insensata violenza. Il suo, al solito, \u00e8 un discorso che unisce la parte pi\u00f9 propriamente religiosa a quella sociale, o sociologica. In esso possiamo avvertire ancora l\u2019eco del clima di quel tempo, la costernazione dei presenti, i tentativi della Chiesa di trovare, se non una soluzione, almeno una chiave di lettura di quegli anni violenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-1024x740.jpg\" alt=\"L'on. Aldo Moro in un comizio a Vallo. Anni '70 (foto Del bello dell'antico e del curioso sulla citt\u00e0 di Vallo della Lucania, CPCC, Acciaroli, 2000)\" class=\"wp-image-1041\" width=\"572\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-1024x740.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-300x217.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-768x555.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-1536x1109.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-2048x1479.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/02-1230x888.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;on. Aldo Moro in un comizio a Vallo. Anni  &#8217;70 (foto Del bello dell&#8217;antico e del curioso sulla citt\u00e0 di Vallo della Lucania, CPCC, Acciaroli, 2000)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-1024x751.jpg\" alt=\"Il corpo di Moro ritrovato in Via Caetani, 9 maggio 1978 (Foto Ansa da Autobiografia di una nazione, a cura di L.Criscenti e G.D'Autilia, Editori Riuniti, Roma 2000)\" class=\"wp-image-1040\" width=\"423\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-1024x751.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-300x220.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-768x563.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-1536x1127.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-2048x1503.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/01-1230x902.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a><figcaption>Il corpo di Moro ritrovato in Via Caetani, 9 maggio 1978 (Foto Ansa da Autobiografia di una nazione, a cura di L.Criscenti e G.D&#8217;Autilia, Editori Riuniti, Roma 2000)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Tanti i libri che ricostruiscono e interpretano quella vicenda di 44 anni fa, raccontandone ogni tipo di retroscena, diffondendosi sul \u201cprima\u201d, sul \u201cdopo\u201d, sul \u201ccome\u201d. Non c\u2019\u00e8 solo saggistica, ma anche qualche romanzo. Tra questi, vi presentiamo quello di un amico, scritto in occasione del quarantennale. Ne parlammo gi\u00e0 qualche tempo fa, poco dopo la sua pubblicazione. Oggi, quella recensione non sembra granch\u00e9 invecchiata; quindi, sperando sia ancora interessante, ve la riproponiamo. \u00c8 anche un invito alla lettura.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1045\" width=\"397\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-720x1024.jpg 720w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-211x300.jpg 211w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-768x1092.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-1440x2048.jpg 1440w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-1230x1750.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/06-scaled.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Sorprende non poco questo piccolo libro, uscito qualche anno fa con perfetto tempismo. Forse, si \u00e8 un po\u2019 perso fra le tante pubblicazioni apparse in occasione dei quarant\u2019anni della vicenda Moro, l\u2019<em>affaire<\/em> pi\u00f9 drammatico della storia italiana dell\u2019ultimo dopoguerra; ma di certo \u00e8 meritevole di una lettura attenta e consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">\u00c8 un romanzo, e come tale la storia si dipana secondo un\u2019abile regia in cui il protagonista si muove su uno scenario di segreti, di ricordi e vicende familiari, ma \u00e8 anche qualcosa di diverso, un viaggio nella notte pi\u00f9 buia della Repubblica, per usare l\u2019efficace espressione di Zavoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Romanzo storico in cui, purtroppo, molte cose non sono inventate, in cui la fantasia dell\u2019autore si confronta di continuo con una storia che appare inverosimile per la sua complessit\u00e0 e i suoi punti oscuri. Insomma, la materia su cui Antonio Pesca lavora \u00e8 vera ed \u00e8 ancora viva, eppure \u00e8 pi\u00f9 incredibile di un romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Il protagonista, Giovanni Parente, a vent\u2019anni dal \u201ccaso Moro\u201d, ripercorre i drammatici \u201c55 giorni\u201d tra il rapimento e l\u2019uccisione attraverso gli articoli di Fernando, giornalista del torinese \u201cXX secolo\u201d e, soprattutto, suo padre. Il dramma nazionale si intreccia con quello personale e familiare del giornalista d\u2019inchiesta piemontese che, dopo averne seguito gli sviluppi di cronaca, a pochi giorni dal ritrovamento del cadavere di Moro, si suicida nelle acque del Po, in maniera inspiegata e apparentemente incomprensibile agli occhi dei suoi e a quelli di suo figlio Giovanni, allora un bambino di otto anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">\u00c8 il dramma del bambino del \u201978 ad essere ripercorso dall\u2019uomo del \u201998. Giovanni vuole sapere il perch\u00e9 di quel gesto disperato, vuol conoscere i motivi per i quali lui e la sua famiglia hanno visto spezzate le loro vite, hanno vissuto nel dolore, acuito dall\u2019assenza di un motivo. Cos\u00ec, il protagonista entra in quei vorticosi giorni, si cala nella lettura dei servizi del padre, spesso allusivi ed enigmatici, vive il clima oppressivo di quella quotidianit\u00e0. Quel clima \u00e8 ben reso dalla trovata dell\u2019autore di far coincidere i tempi del romanzo con quelli della vicenda di Moro di vent\u2019anni prima. Giovanni Parente, infatti, si muove tra il marzo e il maggio del \u201998, in parallelo alla cronaca temporale che va dal rapimento all\u2019uccisione del presidente DC. Durante quei due mesi, le scoperte che fa, leggendo i numeri del giornale dell\u2019epoca e incontrando vari personaggi implicati in modi differenti nella storia giornalistica del padre, sono sempre pi\u00f9 incalzanti fino al <em>climax<\/em> finale, racchiuso nelle ultime dieci pagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Il percorso del protagonista verso la conoscenza dei fatti e delle loro molteplici implicazioni \u00e8, in realt\u00e0, il modo attraverso il quale l\u2019autore pone alla nostra attenzione le tante incongruenze del rapimento, della detenzione e dell\u2019omicidio di Moro. Passano sotto i nostri occhi lo scenario di via Fani, insolitamente \u201caffollato\u201d, il mistero di via Gradoli, i documenti trovati nel covo di via Monte Nevoso a Milano, e tanti altri tasselli della storia di quegli anni tutti connessi eppure difficili da tenere uniti. Traspare da ci\u00f2 il lavoro di documentazione dell\u2019autore, di certo non minore rispetto a quello fatto recitare al protagonista Giovanni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Un giallo fantapolitico, quello scritto da Antonio Pesca. La soluzione c\u2019\u00e8, ed \u00e8 \u2013 come nella migliore tradizione del genere \u2013 posta nel finale. Giovanni trova la risposta che cercava. Non il nome di un assassino che non c\u2019\u00e8, ma le ragioni di un suicidio, tutte interne alla logica della storia, non solo quella del delitto Moro ma quella pi\u00f9 ampia della \u201cstrategia della tensione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Quella risposta \u00e8 amara al punto che Giovanni, dopo averla trovata, lascia l\u2019Italia, un luogo senza redenzione. Poco prima aveva letto le ultime parole scritte dal padre: \u201cCi sono posti della terra dove chi vive nella verit\u00e0, e nell\u2019onest\u00e0, si sente a casa. Tra questi posti, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 l\u2019Italia\u201d (p. 110). E prima ancora, la confessione paterna era stata ancora pi\u00f9 dura: \u201cLa pi\u00f9 grande delusione \u00e8 l\u2019aver creduto che, raccontando la verit\u00e0, avrei servito il mio Paese, rendendolo libero. Invece, quelle verit\u00e0, mi hanno reso solo un uomo morto. Insomma, la mia sconfitta \u00e8 aver creduto che esistessero un popolo e una patria\u201d (p. 108).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Parole importanti e pesanti funzionali alla trama del romanzo, ma utilizzate anche per scuotere il lettore, costringerlo ad interrogarsi. Dure come un pugno nello stomaco e volte a far interagire finzione e realt\u00e0. Chi legge \u00e8 velatamente indotto a pensare che la storia italiana degli ultimi decenni sia stata un gioco di specchi, un \u201cteatro dell\u2019ipocrisia\u201d, perch\u00e9 \u201cil potere non si regala al popolo, ancor meno a un non popolo come il nostro. L\u2019unica concessione \u00e8 l\u2019illusione, creata in un grande palcoscenico, dove campeggiano le parole democrazia e libert\u00e0, e dove il reale diventa irreale lasciando che la finzione sostituisca la realt\u00e0\u201d (p. 108).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Non vorremmo aver dato l\u2019impressione che si tratti di una sorta di documentario scritto, pesante alla lettura e pedante nel sollecitare riflessioni politico-morali. No, il libro \u00e8 un romanzo e come tale si legge in modo scorrevole e con gusto. Nelle poco pi\u00f9 di cento pagine il ritmo \u00e8 incalzante e tutto si muove verso le rivelazioni finali, anche con un piacevole enigma da <em>spy-story<\/em> quando il protagonista \u00e8 chiamato a decrittare il messaggio del padre per aprire la fatidica cassetta con i documenti scottanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Lo stile \u00e8 buono e non privo di qualche preziosismo. Buoni anche i dialoghi e le descrizioni d\u2019ambiente, con quella Torino primaverile che fa da scenario al dramma interiore. Il protagonista \u00e8 ben delineato \u2013 anche se ci\u00f2 che interessa all\u2019autore \u00e8 il suo passato, la sua curiosit\u00e0 e il suo mondo interiore \u2013 e vive anche una sua quotidianit\u00e0 di lavoro e di relazioni. Forse, la storia sentimentale con Elena avrebbe meritato pi\u00f9 spazio, apparendo appena abbozzata, cos\u00ec come la stessa figura della donna, molto, troppo evanescente. Uno sviluppo maggiore e un ruolo meno marginale del rapporto tra i due avrebbe certamente reso pi\u00f9 equilibrato l\u2019intreccio narrativo senza appesantire il testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px;font-style:normal;font-weight:400\">Anche la chiusura appare sbrigativa. Giovanni Parente vola via dal suo Paese ed \u00e8 un viaggio senza ritorno. Il segreto del padre ha messo in pericolo anche la sua vita. Lui sceglie di salvarsi e i dossier trasmessigli in eredit\u00e0 dal padre \u2013 con le loro indicibili verit\u00e0 \u2013 finiscono anch\u2019essi \u201cnelle tranquille acque del Po\u201d. Come aveva scritto Fernando, \u201cci sono cose preziose della vita, insieme alla verit\u00e0, che solo il fiume pu\u00f2 salvare!\u201d (p. 31). Dunque, il vero protagonista sembra essere il Po, che, col suo placido scorrere, custodisce i segreti della turbolenta vita torinese e italiana. Ma quella fuga, se vuole essere una denuncia civile, finisce con l\u2019apparire una sorta di rinuncia alla lotta e, per certi aspetti, quasi un tradimento, un voltare le spalle al suo Paese, a quel \u201cpopolo senza memoria e senza sovranit\u00e0\u201d (p. 110). Ma \u2013 dimenticavo \u2013 \u00e8 solo un romanzo, ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti, o esistite, \u00e8 puramente casuale. O no?!<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"1051\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 16 marzo al 9 maggio 1978 l\u2019Italia attraversa uno dei suoi periodi pi\u00f9 difficili: sono i \u201c55 giorni\u201d della vicenda Moro. 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