{"id":1191,"date":"2022-07-06T16:26:05","date_gmt":"2022-07-06T16:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1191"},"modified":"2022-07-06T16:26:08","modified_gmt":"2022-07-06T16:26:08","slug":"madonna-delle-grazie-2022-un-quasi-decennio-a-vallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1191","title":{"rendered":"Madonna delle Grazie 2022: un \u201cquasi Decennio\u201d a Vallo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Se l\u2019intento era quello di celebrare degnamente un cinquecentenario, non si pu\u00f2 negare che il risultato sia stato all\u2019altezza di intenzione e aspettative. D\u2019altronde, questo \u00e8 un anno di ripartenza per tutti, anche per devozioni, feste e celebrazioni, da tempo limitate o del tutto soppresse a causa della nota emergenza sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ci riferiamo \u2013 com\u2019\u00e8 intuibile \u2013 ai <strong>festeggiamenti per il V Centenario della Statua della Madonna delle Grazie di Vallo della Lucania<\/strong> che hanno chiuso l\u2019Anno mariano parrocchiale indetto nel \u201921 dal vescovo diocesano. A voler sottilizzare, i conti non tornano: la statua lignea della Vergine risale al 1521, dunque ad oggi gli anni sono 501. Saremmo in ritardo di un anno per fare cifra tonda, se la pandemia non ci avesse costretti \u2013 parroco e organizzatori per primi \u2013 a considerare pari un anniversario dispari. Ma va bene cos\u00ec, in fondo il tempo, soprattutto quello della fede, \u00e8 relativo e i numeri in questo campo sono simboli che usiamo per dire che \u00e8 sempre il tempo per celebrare i misteri divini e affidarsi alla protezione della Madre Celeste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Dunque, tornando al nostro discorso \u2013 e promettendo di non deviare pi\u00f9 da esso \u2013 l\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento c\u2019era tutta per uscire dalla \u201csolita\u201d festa annuale e organizzare qualcosa che richiamasse, processione esclusa, le celebrazioni decennali. Un po\u2019 per gusto del paradosso, un po\u2019 per essere sanamente e bonariamente critici, a me piace scrivere di \u201cquasi Decennio\u201d, ma se a voi venisse in mente di parlare di \u201csemi\u201d o \u201cmini Decennio\u201d andrebbe bene lo stesso per salvare il piacere goliardico di noi vallesi, che amiamo soprattutto le cose che critichiamo e osiamo criticarle per farle davvero nostre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Gi\u00e0 entrando nella Chiesa-Santuario a fine maggio, al termine del mese mariano e all\u2019inizio dei festeggiamenti, ci si poteva render conto che il parroco e gli organizzatori avevano fatto le cose in grande (d\u2019altronde, tutto era stato gi\u00e0 pensato e, in parte, preparato l\u2019anno scorso): drappi color oro e bianco champagne (s\u00ec, \u201cchampagne\u201d!) dominavano dappertutto, partendo dalla parete di fondo del presbiterio dove incorniciavano la statua della Vergine con un artistico gioco che faceva sembrare le ondulazioni del tessuto come dei raggi che si dipartivano dalla stessa immagine sacra. L\u2019addobbo degli interni, che proseguiva lungo la navata con altri lunghi drappeggi a tono, era studiato per attrarre lo sguardo e l\u2019attenzione del visitatore, soprattutto se in entrata dalla porta principale, su quella nicchia eccezionalmente aperta per l\u2019occasione e sul suo prezioso contenuto di fede, d\u2019arte, di storia, di tradizione e di cultura alta e meno alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ai due lati della navata centrale, appena fuori dal presbiterio e a formare un trittico con l\u2019effige della Madonna, erano collocate due statue di santi, anch\u2019esse di antica manifattura, che poggiavano su due alti ripiani appositamente realizzati e rivestiti con drappi dorati. Di esse parleremo pi\u00f9 sotto, qui ci interessa accennare agli addobbi nel loro complesso. Pi\u00f9 che continuare a descriverli, per\u00f2, consapevoli che la parola non tiene dietro all\u2019immagine, \u00e8 meglio mostrarli:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1.-Chiesa-Santuario-Madonna-delle-Grazie-esterno-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1.-Chiesa-Santuario-Madonna-delle-Grazie-esterno-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1172\" width=\"508\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1.-Chiesa-Santuario-Madonna-delle-Grazie-esterno-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1.-Chiesa-Santuario-Madonna-delle-Grazie-esterno-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/1.-Chiesa-Santuario-Madonna-delle-Grazie-esterno-768x576.jpg 768w, 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width=\"411\" height=\"546\"\/><figcaption>Porta-principale-della-chiesa-di-S.-Maria-delle-Grazie-addobbo-per-le-celebrazione-2022<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/4.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/4.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-461x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1175\" width=\"236\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/4.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-461x1024.jpg 461w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/4.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-135x300.jpg 135w, 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href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1174\" width=\"436\" height=\"325\"\/><\/a><figcaption>Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie-interno-addobbo-celebrazioni-2022<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/6.-Interno-della-chiesa-durante-una-delle-celebrazioni-del-2022-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/6.-Interno-della-chiesa-durante-una-delle-celebrazioni-del-2022-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1177\" width=\"484\" height=\"361\"\/><\/a><figcaption>Interno-della-chiesa-durante-una-delle-celebrazioni-del-2022<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u00c8 la ricchezza del programma messo su per le celebrazioni che consente, per\u00f2, di parlare quasi di un assaggio di Decennio. Dall\u2019affidamento della citt\u00e0 alla Madonna delle Grazie compiuto dal parroco e dal neosindaco il 31 maggio, in apertura dell\u2019evento, ad alcuni incontri di grande interesse culturale e spessore spirituale svoltisi nei giorni seguenti, fino alla tradizionale Novena con ospiti sacerdoti invitati a parlare di alcuni esempi di santit\u00e0 locale. E poi, naturalmente le luci, i suoni, i colori, i fuochi, e tutto ci\u00f2 che rende gioiosa la festa. Aspetti, questi ultimi, su cui ci consentirete di sorvolare, essendo comuni ad ogni manifestazione religiosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Diciamo subito che l\u2019appuntamento pi\u00f9 interessante dal punto di vista artistico-culturale \u00e8 stato quello messo in calendario per il 22 giugno, quando <strong>il professore Riccardo Naldi, de \u201cL\u2019Orientale\u201d di Napoli<\/strong>, ha animato il convegno di studi sulla statua della Madonna delle Grazie. Atteso da tutti, l\u2019incontro ha riempito la chiesa \u2013 sempre nel rispetto delle norme anti-Covid, diventate ormai, forse a torto, solo delle regole prudenziali \u2013 e ha destato l\u2019interesse dei presenti, per la novit\u00e0 dell\u2019approccio e del tema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Introdotta da un prudente ma soddisfatto parroco, la relazione di Naldi, attraverso foto dettagliate della statua e il confronto iconografico con altri manufatti dello stesso artista, ha esposto la sua tesi principale: la statua lignea della Madonna delle Grazie di Vallo \u00e8 un\u2019opera di primo piano dello <strong>scultore cinquecentesco Giovanni da Nola<\/strong>. Non solo, anche le due statue esposte di cui si \u00e8 detto sono \u2013 secondo lo studioso \u2013 dello scultore nolano o comunque della sua bottega e rappresenterebbero <strong>S. Sofia<\/strong> e <strong>S. Giovanni Evangelista<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-461x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1176\" width=\"277\" height=\"616\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-461x1024.jpg 461w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-135x300.jpg 135w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-768x1707.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-691x1536.jpg 691w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-922x2048.jpg 922w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-1230x2733.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/5.-Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia-scaled.jpg 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><figcaption>Chiesa-S.-Maria-delle-Grazie.-Statua-della-Madonna-nella-sua-nicchia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1178\" width=\"320\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/7.-S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><figcaption>S.-Giovanni-Evangelista.-Giovanni-da-Nola-1521.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1179\" width=\"324\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/8.-Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/a><figcaption>Santa-Sofia.-Giovanni-da-Nola-1521<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il prof sposa l\u2019ipotesi \u2013 gi\u00e0 fatta propria dal parroco nel 2018 \u2013 che le tre opere siano le uniche superstiti del polittico scultoreo collocato sopra il Tabernacolo e l\u2019Altare maggiore dello stesso santuario di cui parla <strong>il can. Giovanni Maiese<\/strong> nel suo libretto \u201cLa chiesa della Madonna delle Grazie di Vallo della Lucania\u201d, pubblicato nel 1919, citando la relazione del <strong>vicario Bartolomeo Piccinini<\/strong> che visit\u00f2 la chiesa nel 1631. Quest\u2019ultimo, descrivendo quel polittico, scrive che era composto dalla statua della \u201cDivae Virginis Mariae, puerum Jesum in brachio sustinentis\u201d (cio\u00e8, l\u2019attuale immagine della Madonna), ai cui lati erano poste \u201cSS. Apostolorum Petri et Pauli ligneae deauratae\u201d (cio\u00e8, le statue di legno dorato dei santi Pietro e Paolo, perdute), mentre sopra erano collocate altre tre statue a completare l\u2019opera, quelle della Visitazione della Vergine, di San Giovanni Evangelista e di Santa Sofia (\u201cvisitationis Divae Virginis, S. Joannis Evangelistae et S. Sophiae\u201d). La prima di quest\u2019ultimo terzetto \u00e8 anch\u2019essa perduta, le ultime due sarebbero \u2013 appunto \u2013 le statue esposte in quest\u2019occasione quasi a riformare, in parte e per la prima volta, quella perduta composizione scultorea multipla che doveva essere \u2013 ma possiamo solo immaginarlo \u2013 un\u2019opera dal fascino straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">L\u2019ipotesi \u00e8 assai credibile, anche se non abbiamo altre descrizioni o testimonianze oltre a questa seicentesca, n\u00e9 sappiamo quando venne realizzato il polittico e quando venne dismessa l\u2019intera struttura e le sue singole statue, n\u00e9 se il rinvenimento delle due superstiti sia in qualche modo riconducibile a quella dismissione. Seguendo il ragionamento del prof. Naldi, le caratteristiche iconografiche e la pregevolezza della manifattura del terzetto ligneo \u2013 soprattutto, dell\u2019immagine della Madonna, quella meglio conservata perch\u00e9 mai sottratta al culto \u2013 richiamano la mano dell\u2019artista nolano, considerato a inizi Cinquecento uno dei pi\u00f9 grandi scultori d\u2019Europa. Questa \u00e8 \u2013 a suo dire \u2013 la traccia pi\u00f9 significativa che unisce il terzetto e che consente di collegarlo, verosimilmente, alla descrizione del vicario Piccinini.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/9.-Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/9.-Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1180\" width=\"297\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/9.-Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/9.-Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/9.-Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><figcaption>Prof.-Riccardo-Naldi-durante-la-relazione-del-22-giugno-2022.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1182\" width=\"298\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/11.-Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><figcaption>Il-prof.-Naldi-si-intrattiene-con-alcuni-dei-presenti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1181\" width=\"546\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022-480x360.jpg 480w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/10.-Momento-del-convegno-22-giugno-2022.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a><figcaption>Momento-del-convegno-22-giugno-2022<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><strong>Giovanni Marigliano da Nola visse tra il 1488 e il 1558<\/strong>, e fu molto attivo proprio nel Salernitano, sia nel Vallo di Diano che nel Cilento, come evidenziano il <strong>\u201cCompianto sul Cristo morto\u201d<\/strong> del 1510-14, nella chiesa della SS. Piet\u00e0 di Teggiano, opera commissionata dai Sanseverino e che alla scena centrale unisce le statue di S. Giovanni Evangelista e di S. Maria Maddalena, e la <strong>Madonna delle Grazie del 1528-30 circa<\/strong>, nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Evangelista di Sassano. Le due opere citate sono state mostrate, insieme ad altre, da Naldi, che, confrontandole con quelle vallesi, ne ha ricavato argomenti sufficienti per giungere alla sua attribuzione. Infatti, il modo di costruire la figura umana, la finezza nel disegnare e realizzare il drappeggio, la doratura e la decorazione della stoffa, l\u2019uso dei colori, le facce semplici ma delineate con cura con le fossette sul mento e i riccioli sulla fronte del bambino, il riproporre quel panno color crema che copre la testa e incornicia il volto di Maria, e diverse altre caratteristiche sono la firma di Giovanni e la prova che le opere escono da una grande bottega attenta anche ai pi\u00f9 minuti aspetti decorativi, oltre che capace di una tecnica fuori dal comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">A questi argomenti, va aggiunta una prova decisiva: la data. Se la statua della Madonna non \u00e8 firmata (e neanche le altre due), reca invece sulla sua base l\u2019indicazione dell\u2019anno presumibilmente di realizzazione, il 1521. Tale data \u00e8 pienamente compatibile col periodo in cui il Nolano era in attivit\u00e0, mentre non lo era l\u2019altra, quel 1571 che in passato si riteneva fosse l\u2019anno cui far risalire il manufatto ligneo. L\u2019equivoco era nato per un problema di interpretazione del segno grafico col quale si scriveva il due nel XVI secolo. Questa datazione, secondo Naldi, che \u00e8 grosso modo estensibile anche alle altre due statue, visto che tutte sarebbero state realizzate per il polittico, permette di risistemare un po\u2019 tutta l\u2019attivit\u00e0 di Giovanni da Nola per quanto riguarda la sua produzione in legno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Particolare-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Particolare-656x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1183\" width=\"322\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Particolare-656x1024.jpg 656w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Particolare-192x300.jpg 192w, 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src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-1024x386.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1186\" width=\"480\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-1024x386.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-300x113.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-768x289.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-1536x578.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/15.-Statua-Madonna-delle-Grazie.-Liscrizione-alla-base-2048x771.jpg 2048w, 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Naldi ci ha chiarito le idee e convinti che quelle statue, soprattutto quella della Madonna, siano opere d\u2019arte di assoluto valore, ma un appunto vogliamo farlo. Non tutto ci\u00f2 che abbiamo appreso in quest\u2019occasione costituiva una novit\u00e0. Qualcosa sul tema gi\u00e0 la conoscevamo, anzi pi\u00f9 di qualcosa. <strong>Il nome di Giovanni da Nola era gi\u00e0 circolato<\/strong>, mi sembra, al momento dell\u2019ultimo restauro dell\u2019immagine della Vergine, eseguito con grande cura e maestria da <strong>Rosa Anzani<\/strong> nel 2009, quando era stata riportata alla luce l\u2019originaria iscrizione della data, correttamente interpretata come 1521 e non pi\u00f9, come era accaduto in passato per svista o incompetenza, come 1571 o 1541. La stessa Anzani, attiva a lungo su molte opere locali, aveva restaurato, credo qualche anno prima, anche le altre due statue, ritrovate in uno stato di conservazione molto precario. In entrambi i casi, la restauratrice e gli esperti della Soprintendenza erano giunti, circa la datazione, l\u2019attribuzione e i culti rappresentati, mi sembra, alle stesse conclusioni. Non sarei del tutto sicuro sulle due statue, riguardo alle quali in paese circolavano voci confuse pi\u00f9 legate a una presunta tradizione che all\u2019effettiva conoscenza iconografica, ma forse c\u2019\u00e8 qualche pubblicazione a carattere scientifico che chiarisce diversi punti e probabilmente all\u2019epoca dovette esserci anche qualche incontro pubblico volto a presentare il lavoro di restauro. Tutto questo, non per fare confusione a mia volta, ma solo per dire \u2013 senza polemica alcuna \u2013 che <strong>accennare a questi fatti, dire che il lavoro scientifico su quelle statue non era all\u2019anno zero sarebbe stato quanto mai opportuno<\/strong>, magari interpellando quegli esperti e, soprattutto, chi, restaurando, ha visto da vicino le opere, ha toccato con le sue mani, \u00e8 intervenuto con le sue conoscenze e competenze. Speriamo di rifarci in futuro con un confronto aperto tra esperti d\u2019arte e restauratori. Si potrebbe pensare a qualcosa del genere quando Naldi presenter\u00e0, come promesso, il testo scritto della sua relazione del 22 giugno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-693x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1187\" width=\"302\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-693x1024.jpg 693w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-203x300.jpg 203w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-768x1135.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-1040x1536.jpg 1040w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-1386x2048.jpg 1386w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-1230x1817.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/16.-Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro-scaled.jpg 1733w\" sizes=\"auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a><figcaption>Statua-di-S.-Sofia-durante-il-restauro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1024x668.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1188\" width=\"352\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1024x668.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-300x196.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-768x501.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1536x1003.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-2048x1337.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/17.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1230x803.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a><figcaption>-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1024x653.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1189\" width=\"341\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1024x653.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-300x191.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-768x490.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1536x980.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-2048x1306.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/18.-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro-1230x784.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><figcaption>-Statua-di-S.-Giovanni-Evangelista-durante-il-restauro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Quanto agli aspetti religioso-cultuali, anche la Novena della festa di quest\u2019anno ci \u00e8 sembrata particolarmente curata. Il parroco ha impostato quel solenne atto di culto sulla riscoperta \u2013 ma potremmo dire vera e propria scoperta \u2013 di alcune figure di \u201csanti\u201d che hanno frequentato il nostro paese. <strong>Don Nicola Grosso<\/strong>, proveniente dalla diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, ha parlato del <strong>servo di Dio Padre Giuseppe Maria Leone<\/strong>, della sua devozione mariana e del legame con Vallo, paese dove ha operato a met\u00e0 circa dell\u2019Ottocento durante il periodo in cui il convento annesso al santuario vallese ospitava una comunit\u00e0 di Redentoristi, l\u2019Ordine fondato da <strong>Sant\u2019Alfonso de\u2019 Liguori <\/strong>e, per questo, detto anche dei \u201cliguorini\u201d. Apparteneva invece ai Vocazionisti <strong>don Claudio De Caro<\/strong>, provinciale di quest\u2019ordine fondato da <strong>don Giustino Russolillo<\/strong>, che ha portato la sua riflessione sul fondatore canonizzato lo scorso maggio. Anche San Giustino \u00e8 legato a Vallo e alla sua diocesi, perch\u00e9 \u00e8 qui che ebbe grande diffusione la sua \u201cSociet\u00e0 delle Divine Vocazioni\u201d, favorita dall\u2019allora vescovo diocesano <strong>mons. Francesco Cammarota<\/strong>, molto attento al difficile problema delle vocazioni che cominciavano a scarseggiare in ambito locale gi\u00e0 a quel tempo (anni Venti e Trenta del secolo scorso). A concludere questi incontri \u00e8 stato <strong>il gesuita P. Jean Paul Hern\u00e0ndez<\/strong>, docente dell\u2019Universit\u00e0 Gregoriana, che si \u00e8 diffuso sul tema, quantomai appropriato, dell\u2019iconografia della Madonna delle Grazie, quasi a fare il paio, ma da un punto di visto pi\u00f9 teologico che artistico, con l\u2019intervento del prof. Naldi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Padre Leone e don Giustino sono stati presentati come modelli di santit\u00e0 soprattutto per la loro filiale devozione alla Vergine e, in particolare, a quella sua peculiare rappresentazione cinquecentesca che \u00e8 la Madonna delle Grazie di Giovanni da Nola custodita a Vallo. \u00c8 forse il pi\u00f9 chiaro esempio del legame sviluppatosi per secoli tra arte e fede, tra il tentativo di rappresentare visivamente l\u2019invisibile e la devozione del fedele. E lo scultore nolano ne era ben cosciente, se a distanza di mezzo millennio la sua opera ci parla ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">A proposito di santit\u00e0, l\u2019ultimo degli incontri in programma, quello con <strong>la signora Antonia Salzano<\/strong>, \u00e8 stato assai coinvolgente e, direi, assolutamente in tema. La signora \u00e8 <strong>la madre del beato Carlo Acutis<\/strong>, il \u201csanto\u201d dei giovani, dell\u2019eucaristia, dell\u2019impegno sociale e catechistico, molto amato da papa Bergoglio, che ama citarlo nelle pi\u00f9 diverse occasioni. Con molta efficacia, con linguaggio spontaneo e ricco di esempi di vita vissuta, mamma Antonia ha presentato la sera del 4 luglio l\u2019esperienza del figlio, tragicamente morto di leucemia nel 2006 a soli quindici anni. A molti ha dato l\u2019impressione che, parlando di Carlo, del suo amore per Ges\u00f9, per l\u2019Eucarestia, per la Chiesa, di quella sua \u201csantit\u00e0\u201d precoce e quasi profetica, Antonia parlasse di se stessa, della sua conversione attraverso l\u2019esempio del figlio. Infatti, il beato Carlo nasce e cresce in una famiglia poco credente e poco praticante, ma gi\u00e0 a 7 anni, nel giorno della Prima comunione scrive che il suo unico programma di vita \u00e8 quello di restare sempre unito a Ges\u00f9, per poi tener fede a questo proposito coltivando l\u2019amore per l\u2019Adorazione eucaristica, per il Rosario recitato quotidianamente e per la Messa anch\u2019essa quotidiana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1190\" width=\"541\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/19-Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/a><figcaption>Momento-dellincontro-con-Antonia-Salzano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La signora Salzano, con animo missionario, ha raccontato del figlio che diceva, con frasi diventate ormai famose, che <strong>l\u2019Eucarestia \u00e8 l\u2019autostrada verso il Paradiso<\/strong>, che <strong>tutti nasciamo originali ma molti diventano e muoiono fotocopie<\/strong>, che <strong>al sole ci abbronziamo, ma davanti all\u2019Eucarestia ci facciamo santi<\/strong>; e aggiungendo a queste frasi, quasi slogan per la santit\u00e0, esempi della dedizione al prossimo del giovanissimo Carlo, il suo accettare la sofferenza ed abbracciare la morte nella certezza di aver speso la sua breve vita per la santificazione di s\u00e9 e degli altri. Insomma, l\u2019ascoltare quella madre \u00e8 parsa a tutti un\u2019esperienza significativa sulla strada della propria vita di fede. Il beato Acutis, che si avvia presumibilmente in tempi brevi verso la canonizzazione, \u00e8 davvero un esempio da imitare per i credenti e su cui riflettere per gli scettici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">L\u2019incontro del 4 luglio ha chiuso la parte pi\u00f9 cospicua delle celebrazioni cinquecentenarie, ma la conclusione vera e propria si avr\u00e0 solo il prossimo 15 agosto, quando, in occasione della solennit\u00e0 dell\u2019Assunzione, si terr\u00e0 la cerimonia di chiusura della nicchia della Madonna. Per la riapertura dovremo attendere il prossimo Decennio, salvo sorprese per l\u2019Anno santo 2025.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"1191\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019intento era quello di celebrare degnamente un cinquecentenario, non si pu\u00f2 negare che il risultato sia stato all\u2019altezza di intenzione e aspettative. 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