{"id":1519,"date":"2022-09-28T16:06:50","date_gmt":"2022-09-28T16:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1519"},"modified":"2025-01-15T14:56:51","modified_gmt":"2025-01-15T14:56:51","slug":"scurati-e-il-suo-figlio-del-secolo-romanzo-o-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1519","title":{"rendered":"Scurati e il suo \u201cFiglio del secolo\u201d: romanzo o storia?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Pi\u00f9 che un romanzo, questo sembra un documentario, potremmo quasi assimilarlo a uno di quei docu-film oggi tanto di moda. L\u2019autore usa l\u2019espressione ibrida \u201cromanzo documentario\u201d, dove il secondo termine indica che nulla di quanto scritto \u00e8 inventato. Veri i personaggi, gli eventi, i discorsi, i dialoghi, cio\u00e8 tutti documentati storicamente o riferiti da testimoni credibili. Ma allora \u2013 ci si pu\u00f2 chiedere \u2013 cosa \u00e8 romanzo in ci\u00f2 che leggiamo, cosa \u00e8 fantasia, astrazione dal reale, pura invenzione? Cosa giustifica l\u2019uso del primo termine e in cosa differisce la costruzione romanzesca dalla ricostruzione storiografica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><strong>Scurati<\/strong> afferma abilmente che \u201cla storia \u00e8 un\u2019invenzione cui la realt\u00e0 arreca i propri materiali\u201d; invenzione s\u00ec, ma non arbitraria \u2013 si premura di aggiungere. E su questo, ma con una certa cautela, gli si potrebbe anche dar ragione. In fondo, la storia (meglio, la storiografia) \u00e8 il desiderio dell\u2019uomo di raccontare il proprio passato per dargli un senso, e per darne anche al suo presente. La cautela di cui si diceva sta tutta nell\u2019uso di quei materiali. <strong>Se lo storico \u201cinventa\u201d, <\/strong>deve tenere a freno la sua fantasia; il suo freno sono i documenti, che gli impediscono di illuminare tutto, di guardare dovunque vorrebbe, di conoscere tutte le cause e tutte le conseguenze, condizionandone il punto di vista e obbligandolo a seguire un percorso ad ostacoli. Le sue fonti costituiscono la sua bussola, il discrimine tra ci\u00f2 che pu\u00f2 dire e ci\u00f2 che non pu\u00f2 dire, a volte neanche ipotizzare; discrimine legato alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei documenti, ma mai del tutto eliminabile. <strong>Il romanziere<\/strong> non ha questo limite, anzi; per lui la fantasia \u00e8 tutto, non deve frenarla ma dispiegarla al massimo anche quando usa materiali presi in prestito dalla realt\u00e0 storica. Pu\u00f2 utilizzare i documenti ma senza rimanerne impigliato, piegandoli magari al suo obiettivo artistico e comunque interpretandoli secondo criteri tutti suoi che rispondono ai propri gusti estetici. Insomma, lo scrittore \u00e8 onnisciente, \u00e8 il signore del suo mondo, ne crea gli ambienti e i personaggi, fa muovere questi ultimi a suo piacimento. Ha un solo obbligo: la coerenza con le regole che ha stabilito per il suo mondo, cio\u00e8 il rispetto dei suoi lettori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Detto questo, e lungi dal voler elaborare una teoria della letteratura o, peggio, una teoria della storiografia, <strong>quella di Scurati \u00e8 storia o romanzo?<\/strong> Se pretende di essere entrambe le cose, riesce a mantenersi nell\u2019equilibrio richiesto dalla sua natura ibrida di \u201cromanzo documentario\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Non daremo una risposta ma solo un parere molto personale, confessando che il libro si legge come un romanzo ed \u00e8 documentato come un testo di storia. Facile alla lettura, deve esserne stata tutt\u2019altro che facile la scrittura. Vi si nota uno sforzo documentario non indifferente, che si trasferisce sulla pagina senza appesantirne la lettura, nonostante si tratti di un \u201cmattone\u201d che supera le ottocento pagine. Qui conta la raffinata capacit\u00e0 letteraria dell\u2019autore che tiene desta l\u2019attenzione e leggero il suo periodare. Scurati <strong>non scrive un romanzo storico<\/strong> dove, cio\u00e8, contesto e personaggi sono in gran parte reali ma la trama \u00e8 di fantasia. Infatti, usa intervallare il suo testo con brani tratti da giornali d\u2019epoca, diari dei protagonisti, lettere, rapporti di funzionari, documenti ufficiali (dunque, a rigore non \u00e8 neanche un romanzo e basta). Forse, la sua \u00e8 pi\u00f9 vicina a <strong>una storia romanzata<\/strong> dove, cio\u00e8, l\u2019invenzione si colloca in vari punti dello svolgimento dei fatti, senza alterarli ma \u2013 come si pu\u00f2 dire \u2013 arrotondandoli, aggiungendo o sottraendo particolari, lavorando di cesello, aggiustando dialoghi, inserendo aspetti sentimentali ed elementi emotivi. Ma forse anche questa definizione starebbe stretta all\u2019autore, il quale ribadirebbe che non ha inventato nulla, che \u00e8 tutto vero, rimandando piuttosto alla complessit\u00e0 dei fatti che racconta, molti dei quali pi\u00f9 incredibili di qualunque romanzo (dunque, <strong>\u00e8 verit\u00e0 storica ma non un libro di storia<\/strong>). Possiamo dire, allora, che la sua invenzione \u00e8 tutta nello stile, nella messa in scena, nella scelta di cosa illuminare con la sua poderosa scrittura. Di sicuro, non inventa i personaggi, ma tende a rappresentarne i sentimenti, la loro umanit\u00e0 spesso oscura e manipolatoria, gli ambienti in cui agiscono, le prospettive politiche intrise di motivazioni personali. Insomma, <strong>la sua \u00e8 una drammatizzazione che rende romanzesca la materia trattata<\/strong>, non nel senso di alterarla o inventarla ma in quello di puntare molto sugli aspetti emotivi, soggettivi, poco ordinari e pi\u00f9 accattivanti. In questo, a dir la verit\u00e0, lo aiutano i fatti che in larga misura sembrano usciti da un romanzo o comunque offrire una materia \u201cromanzabile\u201d al massimo. Il gioco realt\u00e0\/finzione appare assai sfumato e quasi indistinguibile in un contesto come quello del primo dopoguerra, in cui si muovono personaggi tutti un po\u2019 sopra le righe, come D\u2019Annunzio, i ras fascisti, i leader socialisti, e soprattutto lui, Mussolini.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1517\" width=\"402\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1.-Copertina-libro-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Quella di Scurati \u00e8, in primo luogo, <strong>una sorta di biografia del \u201cduce\u201d<\/strong>, o di \u201cM\u201d il \u201cfiglio del secolo\u201d, come \u00e8 chiamato nel titolo di questo che \u00e8 solo il primo dei tre tomi annunciati (divenuti, a quanto pare, quattro). Una biografia che \u00e8 anche, necessariamente, quella del fascismo, di un intero mondo, di una realt\u00e0 ampia e che si amplia col crescere del suo potere. E quando si parla di Mussolini siamo gi\u00e0 dentro a un romanzo, drammaticamente vero. L\u2019autore assume il suo punto di vista, mostra il cinismo e l\u2019opportunismo dell\u2019uomo, le contraddizioni che lo caratterizzano ma anche la capacit\u00e0 di muoversi nella complessa realt\u00e0 politica del dopoguerra; indugia sulla sua sregolatezza sentimentale e sulla prepotenza sessuale, soffermandosi sul rapporto con <strong>Ida Dalser<\/strong>, <strong>Bianca Ceccato<\/strong>, e soprattutto <strong>Margherita Sarfatti<\/strong>, le \u201csue\u201d donne di questo periodo, mentre <strong>la moglie Rachele<\/strong> rimane sullo sfondo; alterna la scena pubblica del politico con quella privata dell\u2019uomo. Forse, quest\u2019ultima \u00e8 la parte pi\u00f9 \u201cromanzata\u201d, o quella che consente meglio di lavorare di fantasia, pur non mancando di una sua veridicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Scurati, nella sua libert\u00e0 di romanziere, sceglie cosa guardare di questo periodo non lungo ma assai ricco che costituisce la materia del primo volume; la sua prospettiva \u00e8 abbastanza ampia da offrire un\u2019immagine corale di fatti ed eventi, pur non riuscendo mai a superare del tutto quel senso di <strong>scarsa omogeneit\u00e0 del racconto<\/strong>, quasi di sfilacciamento del suo procedere. I suoi appaiono essere come tanti bozzetti d\u2019ambiente, godibili, spesso pregevoli e non di rado illuminanti; l\u2019ambiente che dipingono \u00e8 intinto nella storia, ma resta quel senso di poca unit\u00e0, soprattutto se lo si considera un romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La scena si apre con la riunione milanese del 23 marzo 1919, quando vengono fondati i Fasci di combattimento, e si chiude col celebre discorso del 3 gennaio 1925, quando il Mussolini capo del governo si assume tutta la responsabilit\u00e0 politica e morale dell\u2019omicidio Matteotti. In mezzo, sei anni turbolenti in cui si passa dal clima di guerra civile del primissimo dopoguerra all\u2019avvio della normalizzazione che condurr\u00e0 al regime fascista. Periodo scandito anno per anno, quasi mese per mese, con un procedere che non \u00e8 una mera cronaca, n\u00e9 un elenco di date, ma un racconto che si sofferma di volta in volta su persone, su eventi, su luoghi diversi. Sono quasi delle foto, o meglio, dei piccoli filmati che danno, come si diceva, quel senso di coralit\u00e0 nella visione e di scarsa unitariet\u00e0 di quello che vorrebbe essere anche un romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">L\u2019autore \u00e8 abile nel portarci dentro ai vari ambienti in cui si immerge e in cui prendono vita personaggi come <strong>Amerigo D\u00f9mini<\/strong>, <strong>Albino Volpi<\/strong>, <strong>Cesare Rossi<\/strong>, <strong>Michele Bianchi<\/strong>, <strong>Umberto Pasella<\/strong>, e tanti altri di quel microcosmo costituito dai primi collaboratori del Mussolini fascista; allarga il suo sguardo anche sugli oppositori come il comunista <strong>Nicola Bombacci<\/strong> e il socialista <strong>Giacomo Matteotti<\/strong>, del quale mostra il coraggio di denunciare tra i primi le violenze fasciste gi\u00e0 a gennaio del \u201821 ma anche il dramma di essere sempre pi\u00f9 solo in questo ruolo fino ai tragici fatti del giugno \u201924. Molto belle le pagine in cui mostra il delicato rapporto del deputato socialista con la moglie Velia attraverso le lettere che i due si scambiano, nelle quali politico e personale, pubblico e privato sono tutt\u2019uno e in cui Scurati mostra la capacit\u00e0 di trattare la materia storica con gli occhi del romanziere senza perdere in verit\u00e0 e significato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1518\" width=\"423\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2.-Quarta-di-copertina-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma non meno abile \u00e8 la sua capacit\u00e0 di presentare il clima generale di quel dopoguerra, a Milano, a Roma, nella Pianura padana, con l\u2019irrequietezza dei reduci incompresi nel loro desiderio di protagonismo e di rivalsa, l\u2019effervescenza degli operai convinti che la guerra sia stata solo una speculazione sulla loro pelle e il risentimento piccolo-borghese dei tanti ufficiali che hanno partecipato alla guerra e ora si sentono traditi dalla loro patria. \u00c8 soprattutto nella Milano del Mussolini direttore de <em>Il Popolo d\u2019Italia<\/em> che sono presenti tutte le tensioni, con scontri, scioperi, serrate, contrapposizioni anche violente tra ex combattenti, socialisti, fascisti, ed \u00e8 qui, come in molte delle grandi citt\u00e0 del Nord, che aleggia il fantasma della rivoluzione bolscevica, tra chi la invoca e chi la teme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Gabriele D\u2019Annunzio e Fiume<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Protagonista di questa fase \u00e8 D\u2019Annunzio col suo mito della \u201cvittoria mutilata\u201d e la controversa avventura fiumana. Scurati coglie bene lo strano rapporto di fascinazione e reciproca ostilit\u00e0 tra il Vate e Mussolini e coglie benissimo l\u2019atmosfera che si respira a Fiume, occupata dal settembre 1919, illustrandola con un vero pezzo di bravura:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>L\u2019intera citt\u00e0 appare in orgasmo. Il clima umano \u00e8 da orgia a cielo aperto. La libidine sfrenata del seduttore la pervade. Soldati, marinai, donne, cittadini turbinano, variamente allacciati, sul ritmo di fanfare militari. A ogni angolo, gruppi di Arditi giurano commossi su pugnali sguainati, le ragazze sfilano inghirlandate come statue votive oppure acconciate alla maschietta in uniformi prestate, i muri sono costellati da scritte che dichiarano \u2018me ne frego!\u2019. Anche la tenuta marziale \u00e8 dissipata. I fanti si aggirano con la giubba spaccata, il colletto aperto, il collo nudo. [\u2026] Tutto \u00e8 bizzarro, inusuale, eccitante. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa di sinistro in questa festa. La giovent\u00f9 del secolo, dopo esser scampata per quattro anni alla morte nelle trincee di tutta Europa, piuttosto che tornare al risparmio, alla famiglia, alla religione, agli avi, alle virt\u00f9, ai giorni, sembra essere scivolata a Fiume, in preda a una sbornia, per farla finita con questa stupenda, inutile vita<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">E ancora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>D\u2019altra parte, in poco pi\u00f9 di un mese, Fiume \u00e8 gi\u00e0 diventata un mondo di mondi, il porto franco del ribellismo di tutte le sponde politiche, nazionalisti e internazionalisti, monarchici e repubblicani, conservatori e sindacalisti, clericali e anarchici, imperialisti e comunisti. Le avanguardie politiche, sociali e artistiche di tutta Europa stanno accorrendo alla fiera delle meraviglie: sognatori, libertari, idealisti, rivoluzionari, anticonformisti, avventurieri, una folla di eroi e spostati, talenti inquieti ed eccentrici, uomini d\u2019azione e asceti, disperati senza niente da perdere e milionari in cerca di emozioni, giovani violenti e scrittori alla moda di Parigi, artisti vegetariani e preti riformati, amazzoni in divisa militare e militari agghindati come ballerine, seduttori in cerca di conquiste femminili e pederasti in cerca di conquiste maschili. L\u2019amalgama \u00e8 entusiastica, il baccanale orgiastico, la licenza normale, la sfrenatezza assoluta, lo spettacolo continuo, la festa ininterrotta. L\u2019individualismo, la pirateria, l\u2019eccentricit\u00e0, la trasgressione, la droga, la libert\u00e0 sessuale, il cosmopolitismo, il femminismo, l\u2019omosessualit\u00e0, l\u2019anarchismo pongono Fiume fuori dal mondo e, contemporaneamente, sopra di esso<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Mussolini appoggia D\u2019Annunzio ma non completamente, solo fino a quando pu\u00f2 strumentalizzarne l\u2019avventurismo. In definitiva, scrive il Nostro, \u201c<em>D\u2019Annunzio era un poeta e la principale delusione che la realt\u00e0 ci riserva consiste nel non assomigliare mai a un poema. A lui, al figlio del fabbro di Predappio, la realt\u00e0, invece, piaceva. Quella bassa, ferrigna, brutale, quella irriducibile. Non conosceva altro piacere al di fuori di quella<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Squadrismo e ras provinciali<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Interessante \u00e8 anche la ricostruzione dei fatti del \u201920-21, con la svolta a destra dei fasci, che dal confuso rivoluzionarismo sinistrorso di San Sepolcro cominciano a guardare a industriali, borghesia e Vaticano. La vera svolta avviene tra l\u2019estate e l\u2019autunno del 1920, quando per l\u2019inasprirsi dello scontro tra leghe socialiste e agrari, <strong>nasce lo squadrismo<\/strong>, cio\u00e8 il fascismo agrario delle regioni padane. Sono, in particolare, l\u2019occupazione delle fabbriche del settembre di quell\u2019anno, le elezioni amministrative del mese successivo che segnano la vittoria socialista in molte province, soprattutto in quelle \u201crosse\u201d di Ferrara e Bologna, e i fatti di <strong>Palazzo D\u2019Accursio<\/strong> di novembre, a fare da fiamma incendiaria. Scurati fa un\u2019avvincente cronaca di quest\u2019ultimo evento quando, durante la cerimonia per l\u2019insediamento della nuova Giunta comunale socialista di Bologna, la tensione esplode ed \u00e8 una strage con 10 morti e 50 feriti. Le responsabilit\u00e0 dell\u2019eccidio si rimpallano, ma \u00e8 il momento pi\u00f9 alto in cui l\u2019odio dei proprietari verso i contadini e le loro leghe, la paura o l\u2019attesa della rivoluzione provocano l\u2019inizio della reazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>L\u2019escalation si \u00e8 scatenata dopo la strage di Bologna. La progressione \u00e8 stata esponenziale, la direttrice univoca e lampante, come se a guidarla fosse un istinto della specie. Immediatamente dopo l\u2019eccidio, mentre i cadaveri dei morti e i feriti ancora gremivano la piazza, i fascisti gi\u00e0 s\u2019incolonnavano e percorrevano le vie della citt\u00e0 cantando i loro inni. All\u2019indomani stesso era cominciata la loro ascesa \u2013 migliaia di nuovi tesserati in pochi giorni \u2013 e i fascisti non avevano nessuna intenzione di disarmare. [\u2026] Le formazioni paramilitari fasciste, sognate a lungo e inutilmente dalla volont\u00e0 di potenza del Fondatore, ora germogliavano per generazione spontanea dal sangue versato in piazza Maggiore a Bologna<\/em>\u201d. \u201c<em>Un\u2019ondata di entusiasmo, infatti, e un coro di consensi aveva salutato ovunque le azioni delle squadre fasciste. Il successo era totale, l\u2019urto era stato capovolgitore, l\u2019incantesimo rosso si era spezzato. E non solo a Bologna. La violenza trionfale si propagava lungo tutta la via Emilia con la velocit\u00e0 del contagio [\u2026]. L\u2019effetto era a valanga, dall\u2019autodifesa si passava alla controffensiva, il fascismo sbocciava irrefrenabile in ogni provincia d\u2019Italia. Un\u2019aria di battaglia aleggiava nelle campagne<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Da chi era composto questo nuovo esercito? Da \u201cpiccolo-borghesi odiatori\u201d, risponde Scurati sposando la tesi, ormai consolidata, che si trattasse essenzialmente di gente impaurita da un possibile declassamento:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>I ceti medi declassati a causa delle speculazioni di guerra del grande capitale, gli ufficialetti che non si rassegnano a perdere un comando per tornare alla mediocrit\u00e0 della vita quotidiana, i travet che pi\u00f9 di ogni altra cosa si sentono insultati dalle scarpe nuove della figlia del contadino, i mezzadri che hanno comprato un pezzetto di terra dopo Caporetto e adesso sono pronti a uccidere pur di mantenerla, tutte brave persone prese dal panico, cadute in ansiet\u00e0. Tutta gente scossa nella propria fibra pi\u00f9 intima da un desiderio incontenibile di sottomissione a un uomo forte e, al tempo stesso, di dominio sugli inermi. Sono pronti a baciare le scarpe di qualsiasi nuovo padrone purch\u00e9 venga dato anche a loro qualcuno da calpestare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma il capo di questo esercito non \u00e8 Mussolini, che non lo ha creato n\u00e9 pu\u00f2 controllarlo. I capi sono i leader locali, che proprio in questo periodo emergono come <strong>ras provinciali<\/strong>, territoriali, con la loro violenza e le loro spedizioni punitive spesso su larga scala. Anche qui Scurati \u00e8 assai efficace nel tratteggiare le vicende di alcuni di questi protagonisti (anche se, forse, appare trattarli troppo come personaggi da romanzo), da <strong>Leandro Arpinati<\/strong>, tra i provocatori presenti a Bologna durante l\u2019eccidio di Palazzo D\u2019Accursio, a <strong>Italo Balbo<\/strong>, ex mazziniano che diventa tra la fine del \u201920 e gli inizi del \u201921 il ras di Ferrara e della Romagna, distinguendosi per violenza ed irrequietezza. Da <strong>Farinacci<\/strong>, capo intransigente dei fascisti di Cremona, a <strong>Dino Grandi<\/strong>, passato dopo i fatti di Bologna dai repubblicani ai fascisti, \u201ctesta politica del fascismo bolognese\u201d che \u201cprofessa una miscela di romanticismo rivoluzionario, di sindacalismo nazionalista e di dannunzianesimo d\u2019accatto. Identifica fascismo e fiumanesimo, predica di voler redimere le masse contadine e intanto prende i soldi dagli agrari\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Mussolini ne \u00e8 ben cosciente quando, ad aprile del \u201921, \u00e8 accolto, nella Bologna di Arpinati e Grandi, da 20.000 fascisti: \u201c<em>L\u2019accoglienza trionfale riservata all\u2019ospite \u00e8 anche un\u2019esibizione di potenza. L\u2019ospite non l\u2019ha generata quella forza, \u00e8 soltanto venuto a sedurla. [\u2026] A Bologna, la grande madre, l\u2019ape regina, lui non \u00e8 il padre del fascismo, \u00e8 soltanto il suo fuco<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Per centinaia di pagine Scurati mette in scena il dramma italiano di questi anni con un movimento, poi partito, armato che \u00e8 dedito a ogni tipo di violenza e il suo leader che pretende di controllare quella violenza, usandola cinicamente in chiave politica, cio\u00e8 dosandola secondo le sue convenienze per far crollare il sistema e presentarsi come l\u2019unico risolutore della crisi. In mezzo, lo Stato liberale che si sfascia, con i suoi partiti, compresi popolari e socialisti, incapaci di reagire efficacemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>La violenza<\/em> \u2013 pensa il Mussolini di Scurati agli inizi del \u201921 \u2013 <em>deve continuare quel tanto che basta a far capire ai vecchi borghesi imbecilli che non possono fare a meno dei violenti. Ma bisogna anche tenere a bada quei forsennati selvatici che ammazzano per sport nelle campagne della bassa<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">E numerosi sono gli atti di violenza fascista descritti. Baster\u00e0 citarne uno per tutti, il brutale omicidio del capolega davanti alla famiglia nel suo casolare nelle campagne del Polesine a febbraio \u201921, assunto ad esempio di centinaia di gesta del genere da parte degli squadristi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I tentativi di Mussolini di usare lo squadrismo per i suoi fini riescono solo in parte. Dai <strong>\u201cblocchi nazionali\u201d<\/strong> per le elezioni politiche del maggio \u201921, che portano i primi fascisti alla Camera e che sono il frutto delle strategie contrapposte di Giolitti e di Mussolini: \u201c<em>Giolitti ha un suo piano: imbrigliare l\u2019illegalit\u00e0 fascista, ritenuta un fenomeno passeggero, impastoiandola nell\u2019arco costituzionale. Mussolini ha un contropiano: suscitare il disordine per dimostrare che l\u2019ordine pu\u00f2 ripristinarlo soltanto lui. Scatenare gli squadristi con una mano per poi imbrigliarli con l\u2019altra. [\u2026] Gli squadristi, va da s\u00e9, non gli reggono il gioco. Sono violentemente antiparlamentari. Sanno di essersi imposti fuori dal Parlamento e oggi se ne infischiano di avere dieci o cinquanta deputati fascisti. Hanno ragione: tutto il fascismo \u00e8 nato come movimento antiparlamentare. Ma il Duce li rassicura: nulla \u00e8 cambiato, la marcia continua senza sosta, con la stessa meta. Solo che adesso si andr\u00e0 in Parlamento predicando contro il Parlamento<\/em>\u201d; al <strong>\u201cpatto di pacificazione\u201d<\/strong> dell\u2019estate successiva, l\u2019accordo tra socialisti e fascisti per salvare il fascismo dalle conseguenze della sua stessa violenza all\u2019indomani della formazione del governo Bonomi e della possibile coalizione di tutte le forze moderate in chiave antifascista: \u201c<em>Se non ci si vuole suicidare<\/em>, \u2013 pensa il Mussolini di Scurati \u2013 <em>bisogna tornare al principio, bisogna smetterla di fare dello \u2018sterminismo\u2019. Altrimenti Bonomi, liquidati i socialisti massimalisti con la violenza dei fascisti, e alleatosi con quelli moderati, gli avrebbe servito presto il calcio dell\u2019asino<\/em>\u201d. Ma i ras delle province si ribellano e ne provocano il fallimento: \u201c<em>La pacificazione, per gente come Balbo e Grandi, significa la fine certa, rapida, la condanna a un limbo oscuro, senza azione, senza storia perch\u00e9 senza luce e senza luce perch\u00e9 senza storia. E loro sono disposti a dare la vita ma non a regalarla<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; \u201cTrattare, ingannare, minacciare\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I governi Facta del \u201922 segnano il progressivo sfaldamento dello Stato, mentre le azioni dello squadrismo agrario e urbano si fanno di massa. A ottobre, <strong>il problema di Mussolini \u00e8 la presa del potere<\/strong>, ma il dubbio \u00e8 se con la forza o con l\u2019azione politica, magari con entrambe agendo col cinismo del giocatore d\u2019azzardo. Scurati coglie in pieno il suo gioco politico fatto di molte incertezze e finzioni. La forza serve ma non basta, se l\u2019esercito spara sulle squadre il fascismo crolla in un attimo; allora, bisogna solo minacciarne l\u2019uso, far finta di usarla sperando che il bluff regga il tempo necessario alla vera operazione politica, \u201c<em>fare \u2018come se\u2019 [\u2026] proclamare mobilitarsi, armare, ammazzarsi anche un poco e poi\u2026 poi fingere di marciare marciando davvero. [\u2026] si tratta di una finzione che per essere creduta vera richiede un eccesso di realt\u00e0<\/em>\u201d. E cos\u00ec, mentre si organizza la \u201cmarcia su Roma\u201d, con la mobilitazione delle squadre, Mussolini tratta con tutti, <strong>Salandra, Nitti, Facta, Giolitti<\/strong>: \u201c<em>si scommettono tutte le poste, si confida sui veti incrociati, si rinfocolano gli odi di fazione \u2013 il veto di Sturzo a Giolitti, la rivalit\u00e0 tra questi e Nitti \u2013 si lusingano le vanit\u00e0 di ciascuno, ciascuno abbocca. In fondo, si promette a ognuno la stessa cosa: la presidenza di un governo di coalizione, l\u2019appoggio dei fascisti redenti in cambio di quattro o cinque ministeri. E a ognuno si rifila la stessa fregatura. L\u2019obiettivo primario, il \u2018piano segreto\u2019 di Mussolini, rimane, infatti, il medesimo: temporeggiare, portare la crisi politica a un punto di non ritorno, al punto in cui nessuna soluzione alternativa a un governo fascista sia pi\u00f9 possibile, poi, e soltanto allora, spingere Facta alle dimissioni minacciando l\u2019insurrezione e impossessarsi del potere senza colpo ferire. Il terzo tempo della rivoluzione che diventa il primo. Ed \u00e8, infatti, tutta questione di tempismo: bisogna scongiurare il \u2018troppo presto\u2019, che consentirebbe ancora ad altri di formare un governo d\u2019emergenza escludendo i fascisti, o il \u2018troppo tardi\u2019, che smaschererebbe il loro bluff militare. [\u2026] C\u2019\u00e8 solo un uomo in grado di salvare il Paese dal caos della violenza squadrista. \u00c8 lo stesso uomo che prima deve suscitarla<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Tre parole servono a Scurati per definire la strategia di quest\u2019operazione mussoliniana: \u201c<strong>Trattare, ingannare, minacciare. Trattare con tutti, tradire tutti<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Mentre racconta come in una sorta di film i vari scenari su cui si svolge la \u201cmarcia\u201d (con un magnifico montaggio, che insegue gli eventi e incalza i protagonisti), l\u2019autore cos\u00ec descrive il 28 ottobre degli squadristi in marcia verso i luoghi di raduno attorno alla capitale stabiliti nei giorni precedenti:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-1024x712.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1514\" width=\"570\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-1024x712.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-300x209.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-768x534.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-1536x1069.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-2048x1425.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/111111-1230x856.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a><figcaption>I quadrumviri della &#8220;marcia su Roma&#8221; (da Autobiografia di una nazione, a cura di L. Criscenti e G. D&#8217;Autilia, Editori Riuniti, Roma, 2000)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Mentre nelle strade di Roma si affigge il proclama dello stato d\u2019assedio che dovrebbe stroncarla, nelle campagne del Lazio l\u2019insurrezione \u00e8 gi\u00e0 fallita. La divisione per la difesa della capitale, agli ordini del risoluto generale Pugliese, ammonta complessivamente a 28.000 uomini fra soldati, carabinieri, guardie di finanza e guardie regie, che dispongono di 60 mitragliatrici, 26 cannoni, 15 autoblindate. A fronte di questo imponente bastione difensivo, nel momento in cui l\u2019azione dovrebbe cominciare, le tre colonne fasciste che hanno raggiunto le zone di concentramento contano forse in tutto 10.000 uomini. Sono uomini assetati, affamati, appiedati, avviliti, male armati, fradici di pioggia. Molti portano alla cintura soltanto pistole, pugnali e arnesi agricoli, nelle mani brandiscono mazze corte, bastoni, staffili. La maggior parte \u00e8 senz\u2019armi. Quelli che impugnano un fucile militare non hanno cartucce. [\u2026] La pioggia, torrenziale, li batte impietosa: scroscia di traverso, investe in pieno i volti, penetra sotto le mantelline, schizza sulle pozzanghere sollevando una spruzzaglia fangosa. L\u2019interruzione delle linee ferroviarie a Orte e a Civitavecchia, disposta dal comando di Roma, obbliga i fascisti a proseguire a piedi. Si disperdono nelle campagne e nei boschi. I giovani rivoluzionari, dopo aver marciato da tutta Italia nella notte per andare all\u2019assalto della Storia, si accampano come primitivi nelle capanne, nelle grotte, cercano riparo dalla pioggia sotto gli olmi. [\u2026] I ranci sono scarsi \u2013 pochi sacchi di patate, gallette di riso. [\u2026] Indolenziti, zoppicanti, improvvisati, avanzano. [\u2026] Sono \u2018scalzacani\u2019, sono decine di migliaia di giovani venuti da tutto il Paese per fare la rivoluzione ma nessuno gli ordina n\u00e9 di ritirarsi n\u00e9 di attaccare. Come nei tre anni di trincea, sono imprigionati in questa nuova terra di nessuno tra Orte e Tivoli e rimangono, dimenticati, alluvionati, catturati, con la loro cattiveria, con la loro fame di bottino, con i loro ideali, a marcire sotto la pioggia in questo vicolo cieco della storia<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Qui c\u2019\u00e8 tutto il bluff mussoliniano, la \u201cmarcia\u201d deve essere pi\u00f9 che altro <strong>rappresentazione della violenza<\/strong>, una finzione da giocare come elemento di pressione sui tavoli romani. Infatti, una volta ritirato lo stato d\u2019assedio nella mattina del 28 perch\u00e9 il re si rifiuta di firmare il decreto (\u201c<em>Inutile chiedersi il perch\u00e9. Le ragioni sono tante e nessuna. La sfinge della storia siede muta, inamovibile, su ci\u00f2 che \u00e8 stato, che sar\u00e0, che avrebbe potuto essere e che invece rester\u00e0 per sempre increato<\/em>\u201d), la messa in scena delle squadre fasciste ammassate alle porte di Roma permette a Mussolini di presentarsi come l\u2019unico in grado di fermarle. Cos\u00ec, il 30 pu\u00f2 presentarsi vincente al Quirinale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Alle 11.05 del 30 ottobre millenovecentoventidue, nel momento in cui aveva salito le scale del Quirinale per ricevere dal re d\u2019Italia l\u2019incarico di governarla, Benito Mussolini, di origine plebea, zingaro della politica, autodidatta del potere, a soli trentanove anni era il pi\u00f9 giovane primo ministro del suo Paese, il pi\u00f9 giovane dei governanti di tutto il mondo al momento dell\u2019ascesa, non aveva nessuna esperienza di governo n\u00e9 di amministrazione pubblica, era entrato alla Camera dei deputati soltanto sedici mesi prima e indossava la camicia nera, la divisa di un partito armato senza precedenti nella storia. Con tutto ci\u00f2, <\/em><em><strong>il figlio del fabbro \u2013 figlio del secolo<\/strong><\/em><em> \u2013 aveva salito le scale del potere. In quel momento, il nuovo secolo si era aperto e, al tempo stesso, si era richiuso sui suoi passi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-737x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1515\" width=\"360\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-737x1024.jpg 737w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-216x300.jpg 216w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-768x1067.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-1105x1536.jpg 1105w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-1474x2048.jpg 1474w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-1230x1709.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/222222-scaled.jpg 1842w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a><figcaption>30 ottobre 1922. Vittorio Emanuele III incontra Mussolini, nuovo capo del governo (da Autobiografia di una nazione&#8230;) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Il \u201cbivacco di manipoli\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Anche il celebre \u201cdiscorso del bivacco\u201d, col quale il 16 novembre Mussolini chiede e ottiene la fiducia della Camera, nelle mani di Scurati diventa arte letteraria senza perdere la sua drammatica veridicit\u00e0. L\u2019autore descrive il clima di quel giorno: \u201c<em>L\u2019Italia, comunque la si rivolti, \u00e8 in luna di miele con quest\u2019uomo che entra in Parlamento con passo trionfale, tanto sollevato da terra che, pur camminando, d\u00e0 l\u2019impressione di entrare a cavallo. [\u2026] Nei suoi confronti l\u2019aspettativa \u00e8 enorme. Ci si aspetta che con lui, animale notturno, emerso dalle tenebre, la notte abbia termine<\/em>\u201d. Tutti scorgono in lui \u201cuna promessa di pace\u201d: Croce, Giolitti, Nitti, Salvemini, \u201c<em>persino Amendola, cui gli squadristi hanno incendiato il giornale, si aspetta dal Duce il ripristino della legalit\u00e0. [\u2026] Quasi tutti, e anche alcune delle sue vittime, augurano lunga vita e una \u2018salute di ferro\u2019 all\u2019uomo dell\u2019emergenza perch\u00e9 spurghi la ferita infetta. Alla malattia che deve curare se stessa<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Mussolini pronuncia un discorso di rispetto formale per il Parlamento, ma di sostanziale disprezzo, si appella al popolo contro i parlamentari, dichiara di difendere i diritti della rivoluzione e potenziarla al massimo. Dice: \u201c<em>Mi sono rifiutato di stravincere e potevo stravincere. Mi sono imposto dei limiti. [\u2026] <\/em><em><strong>Potevo fare di quest\u2019aula sorda e grigia un bivacco di manipoli<\/strong><\/em>\u201d. Commenta Scurati: \u201c<em>Una scudisciata in pieno volto. L\u2019insulto al Parlamento riecheggia nell\u2019aula del Parlamento stesso: quest\u2019aula sorda e grigia! Ora \u00e8 chiaro che l\u2019istituzione democratica sopravvive per pietosa concessione dell\u2019uomo che sarebbe chiamato a governarla, a rispettarla, ed \u00e8 lui stesso a dichiararlo. <\/em><em><strong>L\u2019immagine del castigo \u2013 risparmiato ma, forse, soltanto rimandato \u2013 diventa, per gli onorevoli disonorati, il castigo stesso<\/strong><\/em><em>. Una frustata in faccia. Quasi tutti, sentendo di averla guadagnata, la ricevono senza nemmeno cercare di scansarla, senza riparo e senza reazione<\/em>\u201d. Mussolini continua: \u201c<em>Potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo di soli fascisti. Potevo ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto<\/em>\u201d. Commenta ancora Scurati: \u201c<em>I rappresentanti di diritto delle libert\u00e0 democratiche stanno accettando che siano loro concesse dall\u2019alto, per puro arbitrio e a patto che non ne facciano pi\u00f9 alcun uso. Ci\u00f2 che resta dell\u2019istituzione democratica si aggiusta a vivere una vita a credito. Evidentemente, nessuno, o quasi, dei suoi rappresentanti si sente degno di rappresentare la libert\u00e0, titolato a difenderla<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">A conclusione del suo discorso, Mussolini dice: \u201c<em>Signori, io non voglio governare contro la Camera\u2026 finch\u00e9 mi sar\u00e0 possibile\u2026 ma la Camera deve sentire la sua posizione particolare che ne rende possibile lo scioglimento fra due giorni come fra due anni<\/em>\u201d. E anche Scurati chiude: \u201c<em>E, con questo ultimatum, la XXVI legislatura \u00e8 seppellita. I pi\u00f9 intelligenti dubitano che ce ne possa essere un\u2019altra. Sopravvivr\u00e0, due giorni o due anni, scontando a credito la propria morte<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Elezioni e omicidio Matteotti<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Le elezioni ci saranno dopo un anno e mezzo circa, quando, ottenuta la nuova legge elettorale e formato il \u201clistone\u201d governativo che ingloba in quello fascista molti esponenti degli altri partiti e annacqua anche lo stesso Pnf soggiogandolo alla volont\u00e0 del capo, <strong>Mussolini \u2013 il 6 aprile del \u201924 \u2013 ottiene una schiacciante vittoria, col 64,9 per cento dei consensi<\/strong>. Scurati osserva che, anche se le opposizioni sono state decimate e solo i comunisti hanno guadagnato qualcosa, \u201c<em>il listone fascista \u00e8 in minoranza nelle grandi regioni industrializzate del Nord e in tutti i loro capoluoghi, Milano compresa: gli operai delle fabbriche settentrionali hanno ostinatamente votato contro il fascismo. Il suo trionfo \u00e8 dovuto al plebiscito del Centro e, soprattutto, del Sud, dove fino alla marcia su Roma il fascismo quasi non esisteva. Sono i fascisti dell\u2019ultima ora ad aver consegnato il Paese a Mussolini, \u00e8 la vocazione al servaggio dei popoli a scarsa educazione politica, la corsa a saltare sul carro del vincitore<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma in Parlamento, ostinato come sempre, \u00e8 stato eletto anche uno degli oppositori pi\u00f9 intransigenti: <strong>Giacomo Matteotti<\/strong>. Da brivido le pagine in cui l\u2019autore descrive il suo discorso alla Camera del 30 maggio \u201924, col quale contesta i risultati delle elezioni, anzi contesta le elezioni <em>tout court<\/em>. Scurati si sofferma sull\u2019atmosfera ostile dell\u2019aula, sulla marea aggressiva della maggioranza fascista. Tra rumori, ingiurie, interruzioni, schiamazzi dei deputati fascisti, Matteotti parla per pi\u00f9 di un\u2019ora, sostenendo che i voti della lista di maggioranza non sono stati ottenuti liberamente, e fa l\u2019elenco delle violazioni: \u201c<em>Firme mancanti alla presentazione delle liste, formalit\u00e0 notarili impedite con la violenza, comizi elettorali negati agli oppositori, seggi dominati dai rappresentanti di lista fascisti\u2026<\/em>\u201d. Il deputato socialista non si lascia scoraggiare dalle urla e dalle minacce e va fino in fondo nella sua contestazione, pur costretto pi\u00f9 volte ad interrompersi, \u201cricorda che il governo per coartare gli elettori disponeva di una milizia armata\u201d, fa irritare i 370 deputati fascisti: \u201c<em>I cuori martellano nei petti, la pressione dilata le arterie, l\u2019aula di Montecitorio s\u2019impregna dei sentori del sangue<\/em>\u201d. I suoi attacchi al governo continuano anche nei giorni seguenti, fino a quando \u201c<em>si vocifera che Matteotti, durante il suo viaggio in Inghilterra, abbia raccolto un dossier sulle gravi irregolarit\u00e0 nella concessione petrolifera alla Sinclair Oil. Il deputato socialista si preparerebbe a denunciarle in pubblico durante la seduta parlamentare dell\u201911 giugno, dedicata alla discussione dell\u2019esercizio provvisorio<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><strong>Cos\u00ec, l\u2019uomo firma la sua condanna a morte<\/strong>, dal momento che la violenza fascista nell\u2019anno e mezzo precedente non era mai cessata sia contro i dissidenti interni che contro gli oppositori, come puntualmente raccontato da Scurati che si sofferma, in particolare, sull\u2019uccisione di <strong>don Giovanni Minzoni<\/strong>, ad Argenta, in provincia di Ferrara, nell\u2019agosto \u201923.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La fase pi\u00f9 drammatica dei drammatici eventi di questi anni \u00e8 raccontata dall\u2019autore seguendo il concitato svilupparsi degli eventi. All\u2019aggressione-omicidio del 10 giugno, eseguita dagli uomini capeggiati da Amerigo D\u00f9mini (l\u2019ex Ardito di cui Scurati ha seguito fin dal marzo \u201919 la carriera politico-criminale, con tanti episodi che ora acquistano il loro significato), seguono le \u201ccento ore terribili\u201d, i cinque giorni fino al 15 giugno in cui Mussolini, subito informato dai suoi collaboratori, appare travolto dalle immediate conseguenze del caso. <strong>Scurati sposa la tesi del suo pieno e intenzionale coinvolgimento<\/strong>. Il 12 la notizia della scomparsa di Matteotti si \u00e8 gi\u00e0 diffusa, nel pomeriggio il Duce parla alla Camera:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Alle 19.30 il presidente del Consiglio affronta il Parlamento. Lo accolgono lo sdegno e il terrore di uomini oramai consci che un loro simile, un loro collega pu\u00f2 essere assalito e rapito in pieno giorno nel centro cittadino della capitale del Regno. Mussolini asseconda il loro sentimento: le circostanze del rapimento suggeriscono \u2018l\u2019ipotesi di un delitto\u2019 \u2013 dichiara \u2013 un delitto che non potrebbe non suscitare \u2018la commozione e lo sdegno del governo e del Parlamento\u2019. Poi, di fronte a 500 rappresentanti del popolo e alla solennit\u00e0 della tragedia, Benito Mussolini mente spudoratamente: \u2018La polizia, nelle sue rapide indagini, si \u00e8 gi\u00e0 messo sulle tracce di elementi sospetti, e nulla trascurer\u00e0 per far luce sull\u2019avvenimento, arrestare i colpevoli e assicurarli alla giustizia. Mi auguro che l\u2019onorevole Matteotti possa presto tornare in Parlamento\u2019<\/em><em><strong>. In questo preciso istante, il capo del governo conosce luogo, dimensioni e copertura della fossa in cui giace il cadavere trafitto dell\u2019uomo che si augura di poter rivedere presto. Una bestemmia contro l\u2019unica divinit\u00e0 che non le perdona, il dio dei morti<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Segue, lo stesso giorno, l\u2019arresto di Amerigo D\u00f9mini trasferito a Regina Coeli. Intanto, il 13 girano voci incontrollate e le pi\u00f9 fantastiche:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>La notizia del rapimento di un parlamentare, in pieno giorno, nelle vie del centro, ha spezzato con violenza la vita violenta di tutti i giorni. L\u2019indignazione \u00e8 generale, le voci di protesta di elevano ovunque, anche tra gli stessi fascisti. [\u2026] Il probabile crimine appare cos\u00ec perverso e odioso da mettere in crisi l\u2019intero sistema. La corruzione palese, i metodi violenti di lotta politica, la corrosione degli ideali sono diventati improvvisamente intollerabili a tutti. [\u2026] In casa fascista scatta il \u2018si salvi chi pu\u00f2\u2019. [\u2026] Si preparano memoriali difensivi [\u2026] comincia l\u2019occultamento delle prove, la disseminazione di indizi fuorvianti, la distruzione delle tracce, partono i depistaggi, le false notizie diffuse ad arte, la macchina del fango<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il pomeriggio del 13, Mussolini ritorna alla Camera, ma ci sono solo i 370 deputati fascisti, le opposizioni hanno deciso di disertare l\u2019aula per protesta. <strong>Velia Matteotti lo incontra quello stesso pomeriggio<\/strong>. Il giorno seguente, \u201c<em>un\u2019ondata di sdegno e commozione sta sommergendo il fascismo, un gorgo di mormorazioni lo risucchia verso il fondo. Man mano che emergono dettagli del delitto compromettenti per gli uomini del governo, i giornali si scatenano in rivelazioni scandalose su loro malefatte di ogni sorta [\u2026] La foto di gruppo che risulta dagli uomini attorno a Mussolini \u00e8 quella di una corte da basso impero. Per contro, la figura di Giacomo Matteotti assurge alla gloria del santo. La sua casa in via Giuseppe Pisanelli \u00e8 gi\u00e0 diventata meta di pellegrinaggio, nel luogo del rapimento si accumulano centinaia di corone di fiori, una sorta di mausoleo a cielo aperto. [\u2026] Il Duce appare sgomento, inebetito dalla sorpresa, paralizzato dalla delusione [\u2026] scuote il capo, fissa uno sguardo vitreo a un fantasma sulla linea dell\u2019orizzonte: lui aveva sempre sognato, predicato, la necessit\u00e0 storica della violenza chirurgica, la ferocia precisa, esatta, inesorabile e si ritrova, invece, tra le mani impiastricciate di feci e sangue, il delitto bestiale<\/em>\u201d. Il 15, \u201c<em>attorno a Benito Mussolini d\u2019improvviso si \u00e8 fatto il vuoto. L\u2019ordine di mobilitazione della Milizia che avrebbe dovuto difendere a spada tratta il regime \u00e8 andato quasi deserto: a Roma ha risposto il quaranta per cento dei militi, a Milano il venti, a Torino nessuno<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma dal 16 giugno, il re, tornato a Roma, gli riconferma la fiducia e lo incoraggia a proseguire la \u201cnormalizzazione\u201d, nonostante Giovanni Amendola e le altre opposizioni lo abbiano sollecitato a chiederne le dimissioni. Mussolini si rianima e comincia con le contromisure, sacrifica alcuni collaboratori, come Aldo Finzi e Cesare Rossi, per spezzare la catena delle responsabilit\u00e0. Ma il Paese rimane indignato, anche se \u201copaco\u201d. <strong>Tra fine giugno e luglio le opposizioni si organizzano<\/strong>, decidono di astenersi dai lavori parlamentari \u201cfino alla restaurazione dell\u2019ordine politico e giuridico infranto\u201d. <strong>\u00c8 l\u2019Aventino<\/strong> che \u201c<em>punta l\u2019intera posta sulla questione morale. Come se il blocco fascista, cementato dall\u2019ossequio a Mussolini e dalle complicit\u00e0 del potere, per essere frantumato, non dovesse uscire sconfitto da una battaglia a colpi di martello. Come se bastasse l\u2019indignazione a contrastare il manganello. Come se la morale fosse una categoria della politica<\/em>\u201d. Ma tutto il Paese \u00e8 nelle stesse condizioni: \u201c<em>S\u00ec, la maggioranza degli italiani, inorriditi dal delitto, vorrebbe la caduta del fascismo per bonificare le sue case infestate dai fantasmi ma, poi, verso l\u2019ora di cena, le esigenze della vita quotidiana prevalgono. La moralit\u00e0 non \u00e8 tra queste. Il Paese \u00e8 opaco, il suo sentimento della giustizia \u00e8 fiacco, torbido, il sentimento di rivolta si riduce alla passione morbosa con cui si segue la cronaca dello scandalo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Il cadavere<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Impietoso il commento di Scurati, ma assai efficace, cos\u00ec come lo \u00e8 il vivace prosieguo della sua cronaca a partire dal 16 agosto, quando, nel bosco della Quartarella, vicino Roma, viene ritrovato il cadavere di Matteotti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>L\u2019orrore invade di nuovo il mondo. I giornalisti si scatenano. Nei boati della stampa, la cronaca minuziosa della svestizione del corpo, la violenza usata alla salma per comprimerla a forza in una fossa inadatta [\u2026] scariche di shock emotivo riscuotono gli italiani dal loro torpore semifestivo. Durante la notte, nelle strade della capitale, i ritratti di Mussolini vengono ritoccati con chiazze di vernice rosso sangue. La terra, dunque, ha reso il cadavere di Giacomo Matteotti. Il cadavere, pur con i suoi pochi lembi di carne, placa il fantasma. L\u2019incubo \u00e8 finito. La fine \u00e8 iniziata<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il 21 agosto, a Fratta Polesine, si tiene il funerale di Matteotti: \u201c<em>Da questo momento in avanti, tutto precipita, la baracca si sfascia, l\u2019Italia \u00e8 un Paese in lutto, schierato al fianco del dolore materno. Il fascismo, di nuovo odiato dal mondo, ripiomba nel baratro dello squadrismo<\/em>\u201d. Ma a ripudiarlo sono in molti: gli industriali Olivetti, Conti, Pirelli; i liberali ne prendono le distanze; il Corriere della Sera lo attacca apertamente. Le celebrazioni del secondo anniversario della marcia su Roma si svolgono in piazze deserte. Alla riapertura della Camera, agli inizi di novembre, si vocifera di accordi tra i principali leader liberali per scalzare Mussolini. \u201cLa maggioranza si sgretola, il potere di Mussolini scricchiola\u201d, si parla di successione. L\u2019inchiesta giudiziaria porta i magistrati a chiedere il rinvio a giudizio, oltre che per gli esecutori materiali del delitto, anche per alcuni responsabili politici, quali Rossi e Marinelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Arroccate sull\u2019Aventino, le opposizioni tentano di usare l\u2019arma pi\u00f9 potente: \u201cl\u2019accusa del sangue\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Amendola decide di usare <strong>il memoriale di Cesare Rossi<\/strong> di cui \u00e8 in possesso. A novembre, lo invia al re, sperando che sia lui a recidere il nodo; ma questi, come suo solito, non muove un dito. Allora, lo pubblica:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>La prima anticipazione del memoriale appare sul suo giornale Il Mondo, il 27 dicembre. Il fascismo vi \u00e8 smascherato come un vero e proprio illegalismo di Stato; il politico Mussolini vi \u00e8 dipinto come un\u2019indole di delinquente, mandante diretto delle violenze; l\u2019uomo vi appare con una psicologia da basista del crimine, sempre attento a procurarsi un alibi per il giorno e l\u2019ora del delitto. [\u2026] L\u2019impressione suscitata dalle rivelazioni di Rossi, comunque, \u00e8 ancora una volta enorme. Gli squadristi scalpitano, i giornali fascisti le liquidano come le solite chiacchiere, il Corriere della Sera chiede per la prima volta apertamente le dimissioni del presidente del Consiglio. Siamo di nuovo al muro contro muro, di nuovo ai coltelli<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-1024x731.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1516\" width=\"521\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-300x214.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-768x548.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-1536x1096.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-2048x1462.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/33333-1230x878.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/a><figcaption>16 agosto 1924. Ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti (da Autobiografia di una nazione&#8230;)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><em><strong>&#8211; Il \u201c3 gennaio\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il 3 gennaio \u201925 Mussolini rompe il nodo gordiano della vicenda Matteotti, tutt\u2019altro che remissivo di fronte a un\u2019opposizione che continua a disertare l\u2019aula: \u201c<em>quest\u2019uomo, messo con le spalle al muro, creduto oramai spacciato da tutti i suoi nemici, dimostra subito che non scender\u00e0 a patti. La sua poltrona di presidente del Consiglio \u00e8 ancora una barricata, la sua apostrofe \u00e8 rivolta a viso aperto ai suoi nemici<\/em>\u201d. Quando chiede minaccioso ai deputati se qualcuno voglia avvalersi dell\u2019articolo 47 dello Statuto, che consente alla Camera di accusare i ministri del re e tradurli dinanzi all\u2019Alta corte di giustizia, non parla nessuno. Cos\u00ec commenta Scurati:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Silenzio. Uno solo. \u00c8 sufficiente che parli uno solo e lui sarebbe perduto. Tra i capi delle opposizioni, seduti ai loro scranni o mischiati tra la folla delle tribune, ci sono uomini di coraggio. Per anni la loro vita quotidiana \u00e8 stata una trincea, hanno sopportato continue minacce, alcuni sono gi\u00e0 stati picchiati pi\u00f9 volte. Basta che si alzi uno soltanto di loro, che si erga solitario nell\u2019accusa, spezzando la disciplina di partito, l\u2019anello della violenza, opponendo forza morale a forza fisica, rispondendo all\u2019appello del futuro, giustiziato nel presente per esser vendicato dai posteri, sommerso dalla vita per salvarsi nella storia. \u00c8 sufficiente che si alzi uno solo per avvelenare tutto ci\u00f2 che \u2018Lui\u2019 avrebbe ancora da dire, annotato in pochi appunti aperti all\u2019improvvisazione su di un foglio volante. Nessuno si alza. Balzano in piedi soltanto i cortigiani fascisti per applaudire il loro Duce<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Poi dichiara di assumersi \u201cla responsabilit\u00e0 politica, morale, storia di tutto quanto \u00e8 avvenuto\u201d. E aggiunge: \u201cSe le frasi pi\u00f9 o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non \u00e8 stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore giovent\u00f9 italiana, a me la colpa! Se il fascismo \u00e8 stato un\u2019associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!\u201d. Scurati commenta: \u201c<em>Di nuovo, nessuno si alza ad arrestare il figlio del secolo<\/em>\u201d. A rispondere sono solo i fascisti con devozione entusiasta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Insomma, l\u2019avrete capito: il libro \u00e8 tutto da leggere. Forse lo apprezzer\u00e0 maggiormente chi ama la storia e magari vuol leggere qualcosa che non sia un manuale o un saggio storico. Chi vi cerca un romanzo, e solo questo, potrebbe rimanere deluso, o confuso, se non si accontenta della splendida scrittura di Scurati, di cui, citando diversi passi, abbiamo cercato in minima misura di render conto. Potrebbe, infatti, perdersi nei tanti capitoletti che cercano di tenere insieme le vicende mussoliniane come le tessere di un enorme puzzle. A tutti sarebbe consigliato, per\u00f2, di affiancare a questo \u201cromanzo documentario\u201d un vero libro di storia, magari pi\u00f9 d\u2019uno; non dico i troppo dettagliati De Felice e Vivarelli, o magari il classico \u201cNascita e avvento del fascismo\u201d di Angelo Tasca (che unisce a un certo valore storiografico anche quello della testimonianza personale), uscito di recente in edicola in un\u2019edizione curata proprio da Scurati; ma almeno qualche biografia tra le numerosissime esistenti. Non guasterebbe anche il recente volume di Paolo Nello sulla \u201cStoria dell\u2019Italia fascista\u201d. D\u2019altronde, a molte di queste fonti bibliografiche, oltre che documentarie, ha attinto lo stesso autore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Aggiungo, e chiudo, che mi sembra di aver letto da qualche parte la prossima trasformazione di questo libro in una serie televisiva. Non saprei se sia una cosa buona, di sicuro in molte parti il testo si presta a tale uso, apparendo abbastanza vicino a una sceneggiatura. Non vorrei che fosse, per\u00f2, solo un modo per volgarizzare la storia, nel senso di cercare di rendere appetibile il discorso storico a un pubblico potenzialmente vasto infarcendolo di semplificazioni, drammatizzazioni e sentimentalismi. Insomma, un\u2019operazione di marketing, che crea e vende <strong>una storia-fiction<\/strong> ad uso e consumo del pigro spettatore medio, tanto sensibile al prodotto televisivo quanto allergico a quello cartaceo. Per capacit\u00e0 di scrittura, lavoro di documentazione e impegno civile, Scurati \u00e8, invece, sfuggito ad ogni pericolo di banalizzazione. Se il suo racconto non \u00e8 storia ma letteratura, la sua penna aiuta ad avvicinarsi alla storia, invoglia a saperne di pi\u00f9, invita ad allargare l\u2019orizzonte delle proprie letture, cio\u00e8 lo spazio della propria mente.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"1519\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 che un romanzo, questo sembra un documentario, potremmo quasi assimilarlo a uno di quei docu-film oggi tanto di moda. L\u2019autore usa l\u2019espressione ibrida \u201cromanzo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1513,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[135,7],"tags":[231,230,221,228,232,239,226,243,224,591,236,223,244,227,238,237,225,229,233,32,222,235,242,592,594,240,241,593,234],"class_list":["post-1519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","category-storia","tag-albino-volpi","tag-amerigo-dumini","tag-antonio-scurati","tag-bianca-ceccato","tag-cesare-rossi","tag-dino-grandi","tag-duce","tag-facta","tag-fascismo","tag-figlio-del-secolo","tag-gabriele-dannunzio","tag-giacomo-matteotti","tag-giolitti","tag-ida-dalser","tag-italo-balbo","tag-leandro-arpinati","tag-marcia-su-roma","tag-margherita-sarfatti","tag-michele-bianchi","tag-morra-manlio","tag-mussolini","tag-nicola-bombacci","tag-nitti","tag-primo-volume-scurati","tag-recensione-mussolini","tag-roberto-farinacci","tag-salandra","tag-serie-sky-mussolini","tag-umberto-pasella","wpcat-135-id","wpcat-7-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1519"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1519\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}