{"id":1869,"date":"2023-05-23T15:08:20","date_gmt":"2023-05-23T15:08:20","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1869"},"modified":"2023-06-11T15:34:03","modified_gmt":"2023-06-11T15:34:03","slug":"50-anni-al-servizio-di-clio-la-lezione-storiografica-di-luigi-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=1869","title":{"rendered":"50 anni al servizio di Clio. La lezione storiografica di Luigi Rossi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u00c8 uscito di recente un corposo volume che si occupa di storia a Salerno. Pi\u00f9 precisamente, di storia contemporanea nell\u2019Ateneo salernitano. Meglio ancora, di storia e metodo storico presso la Facolt\u00e0 di Scienze politiche di quest\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Del libro potete osservare la copertina qui sotto. L\u2019autore \u00e8 il professor Luigi Rossi, a lungo docente in quella Facolt\u00e0 che ha anche guidato come preside. Il testo si segnala per la particolarit\u00e0 del contenuto, che \u00e8 storia e memoria, racconto ed analisi, lezione e vita personale. Insomma, \u00e8 accaduto che a uno storico venisse la voglia di affiancare alla narrazione delle tante battaglie svoltesi durante i secoli del passato quella delle non meno numerose \u201cbattaglie\u201d affrontate durante il suo ricco e articolato magistero universitario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Non \u00e8 una rarit\u00e0, anzi accade spesso, non di rado per vezzo, vanit\u00e0, desiderio di protagonismo. Qui, per\u00f2, non troverete nulla di tutto questo. L\u2019autore appare animato soprattutto dalla volont\u00e0 di presentare un metodo storiografico che coinvolge sia la didattica \u2013 \u201cinsegnare\u201d storia \u2013 sia la ricerca \u2013 \u201cfare\u201d storia. Ci\u00f2 appare assai importante oggi, nel nostro mondo liquido in cui ad essersi liquefatta \u00e8 anche la conoscenza del passato, se non l\u2019intera cultura. Ci ha pensato, purtroppo, l\u2019\u201camico\u201d Putin, con la sua mossa da vecchio impero ottocentesco, a far tornare duro il nostro mondo, ripristinando a modo suo le categorie di Occidente\/Oriente, amico\/nemico, guerra\/pace nella nostra Europa e in tutto l\u2019assetto internazionale. E noi, ignoranti ormai della storia recente e remota, appiattiti sul presente luccicante, da vetrina, buono solo per i social, ci siamo trovati disarmati soprattutto di senso (di armi vere no, quelle non mancano mai!), incapaci anche di dare significato alle nostre ragioni e confondendo, non di rado, l\u2019ideologia con i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Conoscere la storia serve, non ad evitare di compiere errori nel futuro, ma come condizione per il presente di ciascuno, unico modo per giudicare nella maniera pi\u00f9 equilibrata possibile e, in definitiva, per dare fondamento alla nostra libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Dunque, quando qualcuno ci parla di storia, meglio ascoltarlo. A me, l\u2019autore del libro in oggetto ha concesso un\u2019intervista, poi gentilmente inserita anche in appendice allo stesso volume. Qui sotto ne trovate il testo completo. Buona lettura!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--597x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1865\" width=\"341\" height=\"585\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--597x1024.jpg 597w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--175x300.jpg 175w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--768x1318.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--895x1536.jpg 895w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--1194x2048.jpg 1194w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--1230x2110.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-1-copertina--scaled.jpg 1492w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A colloquio con l\u2019autore<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">L\u2019idea di mettere su carta il suo pi\u00f9 volte decennale impegno nei campi della didattica e della ricerca occupava da tempo i suoi pensieri. Riandare con la memoria a quelle esperienze, ripercorrere anni di lezioni, scoperte, condivisioni umane e scientifiche, mettere ordine in quell\u2019affastellarsi di attivit\u00e0 stancanti ma entusiasmanti, era per <strong>Luigi Rossi<\/strong> non tanto un nuovo impegno quanto una sorta di dovere verso se stesso. Il dovere di fare sintesi di una lezione di cultura umanistica che \u00e8 stata un percorso di vita, un ricco e ampio girovagare nello sconfinato regno di Clio, un viaggio compiuto con tanti che si riconoscono suoi allievi ma che lui ha sempre ritenuto compagni d\u2019avventura storiografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Incontro il <em>prof<\/em> in occasione dell\u2019uscita del volume <em>Mezzo secolo alla corte di Clio<\/em>, col quale realizza quell\u2019idea. Mi dice subito che, in realt\u00e0, non ha inteso solo presentare la sua esperienza ma quella pi\u00f9 ampia dell\u2019insegnamento della storia nell\u2019Ateneo salernitano nei suoi primi cinquant\u2019anni di vita e, pi\u00f9 specificamente, nella sua facolt\u00e0 di Scienze politiche a poco pi\u00f9 di trent\u2019anni dall\u2019istituzione. Infatti, precisa: \u201cIl sottotitolo recita <em>La storia contemporanea a Scienze Politiche di Unisa<\/em>\u201d. Dunque, non \u00e8 un volume di memorie personali e collettive, o perlomeno non \u00e8 solo questo, ma lo si potrebbe intendere come un affresco storiografico dove il proprio passato \u00e8 visto nel suo contesto, si unisce con quello pi\u00f9 ampio di un\u2019intera istituzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>S\u00ec, hai centrato il punto!<\/em>\u201d, esclama con soddisfazione. \u201c<em>Per le memorie personali ci sar\u00e0 tempo e poi<\/em> \u2013 confida \u2013 <em>non intendevo fare una sorta di monumento a me stesso; il libro si occupa di passato, ma il suo sguardo \u00e8 rivolto al futuro che \u00e8 l\u2019atteggiamento della storiografia pi\u00f9 sana<\/em>\u201d. E continua: \u201c<em>Il libro non nasconde anche un certo intento pedagogico, non nel senso del vecchio motto ciceroniano della <\/em>historia magistra vitae<em>, ma perch\u00e9 vuole trasmettere la passione per la storia e il suo insegnamento, trasferire un metodo a chi la studia e a chi la insegna, ruoli spesso entrambi vissuti con noia e con quel nozionismo scolastico che \u00e8 l\u2019esatto contrario dell\u2019apprendimento<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma cosa c\u2019\u00e8 da sapere sulla \u201cstoria a Unisa\u201d? \u2013 chiedo per entrare un po\u2019 nel merito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Non \u00e8 solo la \u2018storia a\u2019 ma la \u2018storia di Unisa\u2019 ad avere il suo interesse<\/em>\u201d, risponde convinto. \u201c<em>Il volume traccia un rapido ma denso profilo degli sviluppi dell\u2019istituzione salernitana, dal precario Magistero degli anni Quaranta all\u2019Universit\u00e0 di fine anni Sessanta, quando si avvia a diventare un Ateneo di massa. Ed \u00e8 la storia di una citt\u00e0, della sua cultura, dei suoi rapporti con la vasta provincia, del suo sviluppo economico, dei cambiamenti sociali. In altri termini, l\u2019Universit\u00e0 cresce e cambia con la citt\u00e0 in un rapporto pi\u00f9 spesso dialettico che di reciproca collaborazione<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">E la storia e gli storici?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Anche qui<\/em> \u2013 riprende il suo discorso \u2013 <em>lo sguardo va ampliato. Si tratta, cio\u00e8, di guardare al ruolo dei docenti universitari, al loro contributo allo sviluppo dell\u2019istituzione, alla loro capacit\u00e0 di fare ricerca ma anche formare nuovi ricercatori e, pi\u00f9 in generale, cittadini consapevoli. Per questo si allarga lo sguardo a tanti docenti che non si occupano di storia, ma che sono centrali per le vicende dell\u2019Ateneo, soprattutto nei suoi anni di crescita. I nomi sono tanti, da <\/em><em><strong>Aldo Masullo<\/strong><\/em><em> a <\/em><em><strong>Tullio De Mauro<\/strong><\/em><em>, da <\/em><em><strong>Fulvio Tessitore<\/strong><\/em><em> a <\/em><em><strong>Valentino Gerratana<\/strong><\/em><em>, da <\/em><em><strong>Biagio De Giovanni<\/strong><\/em><em> a <\/em><em><strong>Roberto Racinaro<\/strong><\/em><em>. Non tutti rimangono a lungo a Salerno, ma molti vi svolgono una parte importante delle proprie ricerche e contribuiscono al suo prestigio. Per passare agli storici, in Ateneo insegnano <\/em><em><strong>Gabriele De Rosa<\/strong><\/em><em>, che \u00e8 il primo rettore quando l\u2019Istituto diventa Universit\u00e0, e <\/em><em><strong>Renzo De Felice<\/strong><\/em><em>, che vi rimane per poco ma lascia non poche tracce del suo rigore storiografico<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Anche in questo caso i nomi sono numerosi, ma l\u2019elenco completo lo si pu\u00f2 leggere nelle pagine che passano in rassegna la distribuzione delle cattedre di storia nelle facolt\u00e0 di Magistero, di Lettere e Filosofia, di Economia e Commercio, e nel corso di laurea in Scienze Politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Eh s\u00ec, Scienze politiche! Prima di diventare Facolt\u00e0, \u00e8 stata a lungo un corso di laurea di Giurisprudenza, vivendo tutti i limiti di una difficile convivenza per la schiacciante preponderanza numerica e di insegnamenti di questa Facolt\u00e0. Ne scrivo per esperienza diretta, avendola frequentata proprio negli anni a cavallo della sua trasformazione (e di quella di un intero mondo, con la caduta del Muro di Berlino, il crollo dell\u2019Urss, la fine della guerra fredda).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Orgogliosamente, Rossi rivendica la sua importanza e ne fa la storia, soprattutto dal momento in cui \u2013 a luglio del \u201992 \u2013 acquisisce quella dignit\u00e0 e quell\u2019autonomia conferitele dalla qualifica di Facolt\u00e0. \u00c8 davvero convinto \u2013 si nota dal tono delle sue parole \u2013 che <strong>le caratteristiche di Scienze politiche<\/strong> \u2013 la variet\u00e0 degli insegnamenti, la molteplicit\u00e0 dei percorsi formativi, l\u2019integrarsi di conoscenze a vari livelli specialistici \u2013 lungi dal costituirne quella indeterminatezza di cui spesso la si accusa, ne rappresenti, invece, il punto di forza, l\u2019elemento centrale del suo valore formativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il nostro <em>prof<\/em> ha passato una vita a Scienze politiche e, nelle pagine che ne ripercorrono la storia, si sente tutta la sua esperienza e l\u2019intima conoscenza dell\u2019ambiente. Passa, cos\u00ec, in rassegna i difficili primi anni, quando gli spazi erano pochi e il titolo di Facolt\u00e0 appariva pi\u00f9 formale che di sostanza; e gli anni dell\u2019espansione e del consolidamento con <strong>i presidi Musi e Amendola<\/strong>, con la conquista di propri spazi, di un ruolo sempre pi\u00f9 definito e di un certo prestigio anche per l\u2019articolazione degli insegnamenti e la complessiva proposta didattica e formativa. Qui la storia dell\u2019istituzione si incontra con la sua personale, negli anni in cui l\u2019autore ha svolto l\u2019ufficio di preside della Facolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Viene spontaneo domandare quanto abbia influito sul suo \u201cfare\u201d storia una cattedra in una facolt\u00e0 come Scienze politiche, da molti ritenuta \u201cfacile\u201d. Mutuo l\u2019aggettivo, e il suo uso ironico, da quanto lui stesso scrive nel volume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Il termine<\/em> \u2018<em>facile\u2019<\/em> \u2013 risponde \u2013 <em>era frutto di un\u2019errata percezione divenuta luogo comune. In realt\u00e0, quella \u2018facilit\u00e0\u2019 era un modo per tradurre, banalizzandolo, il termine pi\u00f9 appropriato di \u2018complessit\u00e0\u2019, cio\u00e8 quella multidisciplinarit\u00e0 propria del percorso proposto. Oggi, potremmo chiamarla anche \u2018trasversalit\u00e0\u2019, cio\u00e8 capacit\u00e0 di fornire la variet\u00e0 di competenze che attraversano i saperi degli ambiti politologico, diplomatico, storiografico ed economico. Variet\u00e0 che consente di interpretare la modernit\u00e0 e di inserirsi nell\u2019odierno mondo liquido ma interconnesso, globalizzato ma pullulante di localismi<\/em>\u201d. E aggiunge con convinzione: \u201c<em>Per raggiungere tali finalit\u00e0, la storia \u00e8 la regina delle discipline del variegato panorama scientifico di Scienze politiche. Ma, quando dico \u2018storia\u2019, intendo non la sua banalizzazione nozionistica o la stanca ripetizione di formule in cui si affastellano nomi, date ed eventi. No, la storia \u00e8 la ricerca dei nessi tra i fatti, lo scavo tra il mare delle cause e delle conseguenze, l\u2019interazione tra breve e lunga durata, tra locale e generale, sociale e politico! Insomma, processi, percorsi, influenze e interferenze, ma anche la ricerca di un metodo per scriverla e insegnarla. Dunque, la risposta \u00e8 s\u00ec: a Scienze politiche non si pu\u00f2 che fare una storia che, per contenuti e metodologie, si ponga sul piano di quella complessit\u00e0 dinamica e creativa che \u00e8 la ragion d\u2019essere della facolt\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Chi volesse rendersi conto delle complesse ragioni esposte da Rossi, dovrebbe leggere i densi capitoli dedicati a \u201cLa mia lezione di storia\u201d e a \u201cIl manuale\u201d, un <em>excursus<\/em> nei contenuti di un modo di fare storia e sul senso che deve avere una buona esposizione manualistica. In quest\u2019ultimo capitolo, il <em>prof<\/em> fa una sorta di sintesi del suo manuale di storia contemporanea uscito in due volumi nel 2016 per i tipi dell\u2019Editrice Gaia. \u00c8 una lunga e affascinante cavalcata nella contemporaneit\u00e0 articolata nei due secoli dell\u2019Ottocento e del Novecento, compiuta come \u201cuna ricerca di senso nella post-modernit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1866\" width=\"368\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--726x1024.jpg 726w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--213x300.jpg 213w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--768x1083.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--1089x1536.jpg 1089w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--1452x2048.jpg 1452w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--1230x1735.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-2-quarta-di-copertina--scaled.jpg 1815w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ma \u00e8 soprattutto la seconda parte del libro a ricostruire il percorso didattico e umano dello storico, quella in cui il suo discorso si fa esperienza di vita. Gli chiedo cos\u2019abbia significato ripercorrere quella vera e propria selva fatta di centinaia di tesi assegnate nel corso degli anni nelle varie discipline di cui \u00e8 stato supplente o titolare di cattedra. La risposta, se un po\u2019 lo conosco, \u00e8 quasi ovvia: \u201c<em>l\u2019emozione di comprendere nuovamente quanto sia feconda e stimolante la funzione di docente<\/em>\u201d. Un passo del testo, che \u00e8 quasi una confessione, \u00e8 ancora pi\u00f9 esplicativo: \u201cLeggere i nomi dei laureati nelle discipline di cui si \u00e8 stato titolare diventa una sorta di film perch\u00e9, pur se il tempo ha cancellato la fisionomia dei volti, persiste il ricordo di un rapporto docente-discente aperto all\u2019approfondimento di problematiche mentre emergeva l\u2019entusiasmo del sentirsi protagonisti di una ricerca capace di illuminare lo spirito e conferire capacit\u00e0 critica alla mente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Film, entusiasmo, spirito, mente: sono parole che rivelano, prima del rigore scientifico, il piacere di trasmettere e condividere la passione della scoperta. Sembra strano, ma non lo \u00e8. Rossi, infatti, era famoso (e temuto) \u2013 e stavolta sono io a confessarlo \u2013 perch\u00e9 assegnava quasi <strong>solo tesi di ricerca<\/strong>, apparendogli poco soddisfacente un lavoro di mera compilazione (che si risolveva, perlopi\u00f9, in un passivo copia e incolla). La sua scelta non era dettata dalla volont\u00e0 di mettere i bastoni tra le ruote a studenti per i quali la tesi era solo un ostacolo fastidioso verso la meta, ma dall\u2019intenzione sanamente pedagogica di <strong>trasferire un metodo<\/strong>, di <strong>far cogliere il valore stesso della ricerca<\/strong>, <strong>umano prima che scientifico<\/strong>. Non te ne accorgevi, ma il suo rapporto con lo studente tesista era di tipo socratico: il <em>prof<\/em> imparava con te, la sua conoscenza su questo o quell\u2019altro tema cresceva con la tua. Da qui il suo entusiasmo e anche il tuo, se riuscivi a capirlo e a superare l\u2019idea riduttiva di una tesi anonima e incapace di arricchirti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il film sulle tematiche assegnate \u00e8 ricco anche se necessariamente selettivo, perch\u00e9 riguarda quasi tutto il campo delle discipline storiografiche della facolt\u00e0, avendo Rossi insegnato, di volta in volta o contemporaneamente, <strong>storia contemporanea<\/strong>, <strong>del Risorgimento<\/strong>, <strong>della Chiesa<\/strong>, <strong>delle Relazioni internazionali<\/strong> e l\u2019amata <strong>storia degli Stati Uniti<\/strong>. \u201c<em>Mi \u00e8 costato non poco dover selezionare, per esigenze di spazio e di unitariet\u00e0 del discorso, tra i tanti lavori degni di nota licenziati negli anni<\/em>\u201d, dice mentre fa un elenco di alcune tesi per il quale rimandiamo alla lettura del testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Da una scorsa al volume, noto che il film sul lavoro della cattedra si estende anche ad altre esperienze didattiche e di ricerca, quali i corsi di perfezionamento, la partecipazione alla Scuola Interuniversitaria Campana di specializzazione all\u2019insegnamento, il Laboratorio di storia \u201cRuggero Moscati\u201d. Perch\u00e9, non bastavano le tesi a illustrare il dinamismo della cattedra? \u2013 viene spontaneo chiedergli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>In un certo senso, s\u00ec!<\/em> \u2013 non ha difficolt\u00e0 a rispondere \u2013 <em>Ma le tesi appartengono alla ricerca pi\u00f9 che alla didattica, e quelle citate sono tutte attivit\u00e0 didattiche organizzate per rendere pi\u00f9 coinvolgente e creativo l\u2019insegnamento della storia, superando la classica lezione frontale, l\u2019esposizione meramente manualistica, lo studio mnemonico<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il <em>prof<\/em> ci tiene a evidenziare quella che ritiene tra le esperienze pi\u00f9 importanti svolte all\u2019inizio degli anni Duemila: il Dottorato. \u201c<em>La sua attivazione<\/em> \u2013 sostiene \u2013 <em>veniva incontro all\u2019esigenza di soddisfare la domanda di percorsi formativi post-laurea nell\u2019ampio bacino di utenza dell\u2019Universit\u00e0 salernitana. Ed \u00e8 motivo di grande soddisfazione aver potuto coordinare, in particolare, quello relativo al tema del \u2018declino dello Stato-nazione\u2019. Il dottorato riguarda sia la ricerca che la didattica, anche se pi\u00f9 la prima che la seconda. \u00c8 un percorso sostanzialmente propedeutico alla formazione di nuovi ricercatori. La soddisfazione deriva sia dal fatto che si trattasse di una sorta di coronamento scientifico della facolt\u00e0, un segnale del suo accresciuto rilievo nel panorama non solo locale, sia da quello che non pochi di quei dottorandi siano riusciti in seguito ad inserirsi nella carriera universitaria. E infatti, ho ritenuto di un certo interesse diffondermi anche sui lavori di ricerca di alcuni di essi che sono stati collaboratori della cattedra e poi docenti; un modo per ricordarne l\u2019impegno e anche per cogliere la variet\u00e0 delle tematiche coltivate in quel laboratorio storiografico che ho sempre ritenuto dovesse essere una cattedra universitaria di storia<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--1024x538.jpg\" alt=\"Gruppo di studenti a Scienze politiche\" class=\"wp-image-1867\" width=\"666\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--1024x538.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--300x158.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--768x404.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--1536x808.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--2048x1077.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Foto-3-Gruppo-di-studenti-a-Scienze-politiche--1230x647.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Gruppo di studenti a Scienze politiche<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Ne ero gi\u00e0 al corrente, ma la nostra chiacchierata ha contribuito a rafforzare l\u2019idea che l\u2019insegnamento di Rossi non sia mai stato solo teoria, accademia, n\u00e9 tantomeno difesa di prerogative cattedratiche, ma abbia sempre cercato di essere lezione pratica, scambio di esperienze, comunicazione di valori. La sua attivit\u00e0, e quella dei tanti collaboratori, sempre aperta e disponibile a nuove sperimentazioni didattiche e collaborazioni di ricerca, spesso si \u00e8 trasformata in convegno, incontro, conferenza, organizzati e tenuti in Universit\u00e0 o, non di rado, fuori, presso enti, scuole, comuni, istituzioni varie. Anche di questo il libro in oggetto offre un\u2019ampia ricognizione, anzi l\u2019attivit\u00e0 convegnistica sembra essere una di quelle a cui Rossi tiene di pi\u00f9. Convinto, gliene chiedo conferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>S\u00ec,<\/em> \u2013 confessa \u2013 <em>l\u2019organizzazione di un convegno, o la partecipazione a un incontro proposto da altri, ha sempre costituito per me motivo di una certa soddisfazione, quasi di orgoglio. \u00c8 quella, infatti, l\u2019occasione per presentare le proprie ricerche, per fare il punto sullo stato delle conoscenze dei temi in oggetto, per far conoscere i lavori dei collaboratori e prendere atto di quelli di altri studiosi. Si tratta anche di un modo per fare, come si pu\u00f2 dire, diplomazia della ricerca, avviando conoscenze personali, collaborazioni con altre cattedre, universit\u00e0, scuole storiografiche. Ed \u00e8<\/em> \u2013 conclude \u2013 <em>il modo pi\u00f9 concreto per uscire dalla propria torre d\u2019avorio accademica e scendere in quelle realt\u00e0 dove si fa la storia, dove c\u2019\u00e8 bisogno di conoscerla, dove essa si trasforma in esperienza. \u00c8 qui, soprattutto, che lo storico esercita la sua funzione di stimolo civile e culturale, quel suo ruolo pubblico di intellettuale che non pu\u00f2 rinunciare ad agire nel sociale, ad essere coscienza critica del potere e mai suo servo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I convegni di cui si d\u00e0 conto, in effetti, sono dimostrazione di un impegno di ricerca e di una molteplicit\u00e0 e continuit\u00e0 di interessi davvero poco comune. <strong>Lasciando il <\/strong><em><strong>prof<\/strong><\/em><strong>, e ringraziandolo per avermi concesso un\u2019amabile e amichevole chiacchierata<\/strong>, ricordo alcuni convegni: quelli sul tema del \u201ctradimento dei chierici\u201d, del dicembre 2002; sulla \u201cRivoluzione del 1799 in provincia di Salerno\u201d, in occasione dei duecento anni da quegli eventi; sulla tragica impresa di Pisacane, a centocinquant\u2019anni dal 1857, tenutosi a Padula, uno dei luoghi dello \u201csbarco\u201d; su \u201cGaribaldi e i garibaldini in provincia di Salerno\u201d, organizzato due anni prima, in occasione del bicentenario della nascita dell\u2019eroe dei due mondi; sulla drammatica e poco conosciuta esperienza degli IMI, gli internati militari italiani in Germania dopo l\u2019armistizio del settembre \u201943. In alcuni casi, gli incontri focalizzano l\u2019attenzione su alcuni personaggi locali e non, come i fratelli <strong>Luigi e Francesco Cacciatore<\/strong>, il direttore dell\u2019Archivio di Stato salernitano <strong>Leopoldo Cassese<\/strong>, il primo rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno <strong>Gabriele De Rosa<\/strong>. Ma \u00e8 solo un accenno a quanto si pu\u00f2 leggere nel testo, dove si comprende che quasi sempre quei convegni si sono trasformati in libri collettanei capaci di dare un respiro pi\u00f9 ampio alle relazioni presentate nelle varie occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La lettura di questa parte consente di farsi pi\u00f9 che un\u2019idea sul dinamismo delle cattedre di Rossi e, pi\u00f9 in generale, su metodi e contenuti del suo magistero storiografico. Per lui, l\u2019animazione culturale \u00e8 stata \u2013 e continua ad essere \u2013 una sorta di missione, \u00e8 l\u2019Universit\u00e0 che si proietta nel sociale e l\u00ec ritrova il suo vero posto. D\u2019altronde, <strong>lo storico non \u00e8 un mero custode del passato, ma soprattutto un costruttore di ponti verso il futuro<\/strong>. La sua attivit\u00e0 non va mai in crisi perch\u00e9 ce n\u2019\u00e8 sempre bisogno, n\u00e9 si conclude col pensionamento. Il nostro <em>prof<\/em> ne d\u00e0 qui ampia dimostrazione.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"1869\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uscito di recente un corposo volume che si occupa di storia a Salerno. Pi\u00f9 precisamente, di storia contemporanea nell\u2019Ateneo salernitano. 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