{"id":2122,"date":"2023-09-23T14:57:04","date_gmt":"2023-09-23T14:57:04","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=2122"},"modified":"2023-09-23T14:57:05","modified_gmt":"2023-09-23T14:57:05","slug":"il-giorno-in-cui-vallo-conobbe-la-guerra-15-settembre-1943","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=2122","title":{"rendered":"Il giorno in cui Vallo conobbe la guerra: 15 settembre 1943"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In una giornata di fine estate ancora calda e gradevole, Vallo all\u2019improvviso vive l\u2019esperienza pi\u00f9 drammatica di una guerra. Il 15 settembre del 1943, poco dopo mezzogiorno, viene bombardata, forse per caso, forse intenzionalmente, ma con effetti tragici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Aerei, quasi certamente alleati (americani), sganciano alcune bombe che cadono in vari punti dell\u2019abitato. Due, in particolare, sono i quartieri colpiti: <em><strong>Spio<\/strong><\/em> e <em><strong>S. Pantaleo<\/strong><\/em> (<em>Piediscalella<\/em>, altrimenti detto \u201c<em>abbascio sammandaleo<\/em>\u201d). Sotto le macerie dei diversi edifici colpiti rimangono 17 vittime. Di queste, 9 sono bambini e bambine. \u00c8 il tributo di sangue pi\u00f9 alto del paese al conflitto mondiale, che pure, al suo termine, conter\u00e0 numerose vittime tra i militari chiamati a combattere sui vari fronti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">L\u2019elenco delle vittime lo troviamo scolpito alla base del monumento ai caduti sito nella piazza principale, eretto in ricordo di quelli della Grande guerra (quella del 1915-18) e poi, purtroppo, necessariamente esteso alla memoria anche dei morti della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Dell\u2019evento parla diffusamente un bel volume pubblicato nel 2011 dal comune di Vallo e scritto dall\u2019infaticabile <strong>Lodovico Calza<\/strong>, con la cura, il garbo e l\u2019afflato che gli sono propri, quelli di uno storico provetto che, ricorrendo alle interviste a protagonisti e discendenti, costruisce un libro-testimonianza, un documento assai importante sul piano storiografico. Oggi, a ottant\u2019anni da quei fatti, ne cogliamo anche l\u2019alto valore civile e culturale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-768x1024.jpg\" alt=\"Monumento ai caduti di Vallo. Elenco delle vittime del 15 settembre 1943\" class=\"wp-image-2108\" style=\"width:325px;height:433px\" width=\"325\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-1-Monumento-ai-caduti-di-Vallo.-Elenco-delle-vittime-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Monumento ai caduti di Vallo. Elenco delle vittime del 15 settembre 1943<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-725x1024.jpg\" alt=\"Il libro che ricostruisce il bombardamento vallese\" class=\"wp-image-2109\" style=\"width:316px;height:446px\" width=\"316\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-725x1024.jpg 725w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-213x300.jpg 213w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-768x1084.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-1088x1536.jpg 1088w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-1451x2048.jpg 1451w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-1230x1736.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-2-scaled.jpg 1813w\" sizes=\"auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il libro che ricostruisce il bombardamento vallese<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Alcune testimonianze tratte da quel testo sono davvero impressionanti, consentono quasi di vivere la drammaticit\u00e0 di quell\u2019esperienza. Leggiamo quella della <strong>signora Elena Cammarano<\/strong>, che all\u2019epoca aveva 18 anni, intervistata a luglio del 2010:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>In quel tragico giorno, che non ho mai dimenticato, i nostri genitori erano in campagna per cercare qualche cosa da mangiare per cena e per il giorno dopo, tanta era la miseria e la fame. Io stavo riscaldando delle patate che poi avrei consumato con le mie sorelle e mio fratello. Eravamo in sei: io, Vincenzo, Marianna, Giovanna, Vincenza e Gaetanina. All\u2019improvviso sentimmo un gran rumore d\u2019aereo a bassissima quota. Dalla finestra aperta entr\u00f2 una gran luce e il rumore assordante di uno scoppio: la bomba aveva colpito la nostra casa, allo \u2018Spio\u2019. Un mattone mi era caduto sul capo, mentre sprofondavo in basso assieme al pavimento. Rimasi sepolta con mia sorella Gaetanina. Sopra di noi sentivamo una persona che continuava a gridare: \u2018Mamma mia!\u201d, come se avesse perso la testa. Era un certo S. al quale chiedevamo aiuto, ma non ci sentiva. In quei momenti temevamo di morire. Annaspando fra calcinacci, pietre e travi di legno, dopo qualche tempo, sempre temendo di essere travolte da altri crolli e facendo molta fatica a muoverci e a respirare per la polvere che filtrava ovunque, finalmente riuscimmo ad uscire da sole. Quando ci ritrovammo insieme, ci accorgemmo che <\/em><em><strong>Giovanna di 12 anni<\/strong><\/em><em> e <\/em><em><strong>Vincenza di 9<\/strong><\/em><em> non erano con noi. Sperammo che si fossero allontanate per lo spavento. Pap\u00e0 e mamma le cercarono per due giorni percorrendo in lungo e in largo il paese e le campagne attorno, inseguendo la speranza che fossero ancora vive, perch\u00e9 qualcuno aveva detto d\u2019averle viste in giro. Non le trovarono perch\u00e9 erano volate in Cielo con altre bambine quando era caduto sulle loro teste un balcone, mentre erano sedute sui gradini di una scala di fronte a casa nostra. Con loro, se ricordo bene, c\u2019erano le piccole <\/em><em><strong>Franca Sansone di 7 anni<\/strong><\/em><em>; <\/em><em><strong>Giuseppina Sirignano di 9 anni<\/strong><\/em><em>; <\/em><em><strong>Vittorio di 3 anni<\/strong><\/em><em> e <\/em><em><strong>Tommasina Aiello di 11 anni<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Un racconto da brivido da parte di una sopravvissuta, che ci parla di sei dei nove bambini morti quel giorno solo perch\u00e9 sostavano su quei gradini, magari giocando o chiacchierando spensieratamente in attesa del magro pranzo che i genitori avrebbero procurato arrangiandosi alla meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Una testimonianza particolare ma non meno drammatica \u00e8 quella di <strong>Giovanna Nicoletti<\/strong>, anch\u2019essa intervistata a luglio del 2010:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Sono figlia di <\/em><em><strong>Angelo Nicoletti<\/strong><\/em><em> e di <\/em><em><strong>Maria Teresa Cortazzo<\/strong><\/em><em>, quando ci fu il bombardamento avevo 20 mesi. Perci\u00f2, quel poco che conosco me lo ha raccontato pap\u00e0. Il 15 settembre, lui stava lavorando in un terreno dove oggi sorge il Poliambulatorio di Vallo. Corse subito a casa e trov\u00f2 la famiglia distrutta. Sotto le macerie della sua casa allo \u2018Spio\u2019 erano sepolti la moglie, il suo <\/em><em><strong>piccolo Vincenzo di 3 anni<\/strong><\/em><em> e la sua <\/em><em><strong>bambina Maria di 8 anni<\/strong><\/em><em>. Li sentivano lamentarsi, ma quando li raggiunsero, erano deceduti. Io fui trovata viva sotto le macerie, con una gambina ferita. Mio fratellino Gaetano, per fortuna era fuori casa<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Qui c\u2019\u00e8 tutta la tragicit\u00e0 del destino tra chi muore per le difficolt\u00e0 e le lentezze dei soccorsi e chi si salva pur nella estrema fragilit\u00e0 dei suoi pochi mesi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-1024x722.jpg\" alt=\"Tre delle vittime al rione Spio (da L. Calza, Vallo della Lucania e il Cilento meridionale nel settembre del 1943, Comune di Vallo 2011)\" class=\"wp-image-2110\" style=\"width:429px;height:302px\" width=\"429\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-1024x722.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-300x212.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-768x542.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-1536x1084.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-2048x1445.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-3-Tre-delle-vittime-al-rione-Spio-1230x868.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tre delle vittime al rione Spio (da L. Calza, Vallo della Lucania e il Cilento meridionale nel settembre del 1943, Comune di Vallo 2011)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Un\u2019altra testimonianza \u00e8 quella di <strong>Carabella Ametrano<\/strong>, all\u2019epoca venticinquenne:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Quando vi fu il bombardamento, ero affacciata con un\u2019amica alla finestra di Palazzo Angelo Raffaele Nicoletti, dove abitavo, ad osservare le persone che passeggiavano per via Roma. Era mezzogiorno. Improvvisamente udimmo il rombo di due aerei, volavano affiancati in direzione di Vallo, ritengo da nord. Non facemmo in tempo a fare pochi passi per correre in giardino che una fortissima esplosione mand\u00f2 in frantumi i vetri delle finestre: erano stati colpiti i due rioni di Vallo, lo \u2018Spio\u2019 e San Pantaleo. In giardino non esisteva nessun rifugio ma, cos\u00ec ci dicemmo, facendoci coraggio, almeno non saremmo stati sepolti dalle macerie se la casa fosse stata colpita. Quando gli aerei si allontanarono, mentre intorno a noi le persone si muovevano in una confusione indescrivibile, fuggimmo nella campagna<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Rappresentazione plastica del repentino passaggio dalla tranquillit\u00e0 di una giornata estiva dedita al passeggio all\u2019incubo delle bombe che possono seppellirti sotto la tua stessa casa. Cosa, quest\u2019ultima, che accade all\u2019allora quasi ventenne <strong>Adelina Melone<\/strong>, nel suo drammatico racconto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Il 15 settembre, verso mezzogiorno lavoravo all\u2019uncinetto di fronte ad una finestra che illuminava le scale. Improvvisamente sentii un rombo fortissimo di aerei, corsi da pap\u00e0 e con lui scendemmo gi\u00f9, per ripararci sotto l\u2019arco che dava l\u2019accesso alla legnaia. Un aereo americano, mi dissero poi, attaccato da un caccia tedesco per alleggerirsi e poter fuggire pi\u00f9 celermente, sganci\u00f2 delle bombe su Vallo. Una bomba colp\u00ec la nostra casa, nel quartiere S. Pantaleo, a circa 50 metri sotto la Cattedrale, e un\u2019altra fu sganciata su alcune case allo \u2018Spio\u2019\u2026 La bomba che colp\u00ec casa nostra, dopo aver attraversato i due piani, esplose nel pozzo che serviva alle sei famiglie della casa per lavare e innaffiare. La casa croll\u00f2, seppellendo una donna con la figlia di 19 anni. Io e pap\u00e0 ci salvammo protetti dal robusto arco in muratura, ma restammo imprigionati dalle macerie. Vivemmo momenti di terrore. Nel buio completo, la polvere dei calcinacci mi entrava nei polmoni dandomi la sensazione di soffocare. Le orecchie mi fischiavano per lo spostamento d\u2019aria. Piangevo e mi disperavo mentre pap\u00e0 cercava di rincuorarmi. Sentivo che mamma continuava a chiamare i nostri nomi, con angoscia. I soccorritori, intanto, scavando per tirarci fuori, avevano aperto un piccolo varco nelle macerie da cui filtrava un po\u2019 di luce. Per quanto scioccata, per affrettare la liberazione, iniziai ad allargare il buco dall\u2019interno con le mani fino a spellarle. Restammo sottoterra per due ore. Quando fummo liberati, volli vedere la ragazza mia amica, che era morta. Ancora calda, stava stesa su un tavolaccio. Poi mi portarono all\u2019\u2018Ospedale\u2019 del Dott. Lettieri<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Un\u2019esperienza che segn\u00f2 il resto dell\u2019esistenza della signora e che ci parla delle due vittime provocate dalla bomba caduta in zona Cattedrale (le altre quindici si ebbero tutte al rione Spio).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1024x997.jpg\" alt=\"(da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)\" class=\"wp-image-2111\" style=\"width:326px;height:317px\" width=\"326\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1024x997.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-300x292.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-768x748.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1536x1496.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-2048x1994.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-4-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1230x1198.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> (da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1017x1024.jpg\" alt=\"(da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)\" class=\"wp-image-2112\" style=\"width:326px;height:328px\" width=\"326\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1017x1024.jpg 1017w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-298x300.jpg 298w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-150x150.jpg 150w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-768x773.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1526x1536.jpg 1526w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-2034x2048.jpg 2034w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1230x1238.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-5-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> (da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Di queste \u2013 mamma e figlia \u2013 ci racconta <strong>Antonia Ruocco<\/strong> con la sua testimonianza indiretta della tragedia occorsa al padre, allora diciottenne, <strong>Pantaleo, per tutti \u201cLuccio\u201d<\/strong>. \u201c<em>Mio padre<\/em>\u201d, esordisce, mentre lavorava come apprendista barbiere in piazza, quella mattina del 15 settembre, all\u2019improvviso, verso le 12.30, sent\u00ec un \u201c<em>fortissimo rombo di aerei che volavano a bassa quota, subito dopo un sibilo lacerante seguito dall\u2019esplosione di una o pi\u00f9 bombe. Istintivamente, mio padre decise di correre verso la sua casa per accertarsi che nulla fosse accaduto ai famigliari e forse per cercare un rifugio sicuro<\/em>\u201d. Luccio, infatti, abitava con la famiglia nel quartiere San Pantaleo. \u201c<em>Giunto vicino a casa, mio padre vide solo delle macerie in una nube di polvere cos\u00ec densa da coprire e nascondere tutto, e preso dal presentimento angoscioso che qualche cosa di grave fosse accaduto alla sua famiglia, cominci\u00f2 a chiamare a gran voce la mamma e il padre. Qualcuno, intanto, gli si avvicin\u00f2 e gli disse che, purtroppo, sua madre e sua sorella probabilmente erano rimaste sotto le macerie della casa, mentre di suo padre non si sapeva nulla. (\u2026) La sorella di pap\u00e0, che aveva solo 19 anni, fu estratta dalle macerie lo stesso giorno; invece per recuperare la madre ce ne vollero 8: alla fine si pensava di sospendere le ricerche ma le preghiere insistenti di mio padre valsero a persuadere le Autorit\u00e0 a far continuare lo scavo perch\u00e9 la mamma avesse una degna sepoltura\u201d. <\/em>L\u2019unica notizia positiva \u00e8 che il padre, invece, dato per disperso all\u2019inizio, fu poi ritrovato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1024x779.jpg\" alt=\"Le due vittime al rione S. Pantaleo (da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)\" class=\"wp-image-2113\" style=\"width:438px;height:333px\" width=\"438\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1024x779.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-300x228.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-768x584.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1536x1168.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-2048x1557.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-6-Tratta-da-L.-Calza-Vallo-della-Lucania-1230x935.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le due vittime al rione S. Pantaleo (da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Seppur capaci di offrirci un quadro assai vivo di quegli eventi, queste testimonianze \u2013 e le numerose altre raccolte e commentate nel volume \u2013 sono in genere imprecise e contraddittorie quanto alla dinamica dei fatti. Essendo soggettive, non riescono a rispondere alle domande riguardanti il numero degli aerei e delle bombe, il tipo di velivolo, la sua nazionalit\u00e0 e, soprattutto, le motivazioni di quel bombardamento (se ve ne furono). L\u2019ampia analisi compiuta da Calza, anche se lascia spazio ad altre ipotesi e non intende prendere posizioni definitive, lasciando al lettore la libert\u00e0 di farsi una sua idea, in particolare, sulle cause, arriva a delle conclusioni se non definitive largamente condivisibili. Queste: a sorvolare Vallo quel 15 settembre fu pi\u00f9 di un aereo, probabilmente due; si trattava di cacciabombardieri americani del tipo <em><strong>P 38-Lightnings <\/strong><\/em>(cio\u00e8 \u201cFulmine\u201d), quelli a \u201cdoppia coda\u201d cio\u00e8 con una doppia fusoliera; le bombe sganciate dovettero essere all\u2019incirca 6, ma solo due fecero danni; il bombardamento non fu un errore o una necessit\u00e0 dovuta a uno scontro con aerei tedeschi, ma dovette essere intenzionale nel senso che gli aerei, provenienti da nord (la zona dello sbarco) e di ritorno agli aeroporti siciliani, in cerca di truppe nemiche nelle retrovie, \u201cper non atterrare con le bombe sotto le ali, le avrebbero sganciate sul primo grosso abitato lungo la rotta di ritorno, nel nostro caso Vallo, forse perch\u00e9 credevano che i tedeschi fossero ancora nel paese\u201d (Calza, p. 272).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Dunque, pur non essendo un obiettivo militare, Vallo offriva quelle circostanze che dovettero motivare lo sganciamento degli ordigni. L\u2019ipotesi appare credibile, anche perch\u00e9 il paese era stato attraversato dalle colonne di alcune divisioni tedesche dirette a nord probabilmente proprio qualche giorno prima (come lo stesso Calza accerta attraverso le interviste e i riferimenti documentari).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-1024x593.jpg\" alt=\"Il modello degli aerei che, presumibilmente, sganciarono le bombe su Vallo (A. Petacco, La Seconda guerra mondiale, A. Curcio Editore, Roma, vol. III, pp. 986-7)\" class=\"wp-image-2114\" style=\"width:496px;height:288px\" width=\"496\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-1024x593.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-300x174.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-768x444.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-1536x889.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-2048x1185.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-7-1230x712.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Il modello degli aerei che, presumibilmente, sganciarono le bombe su Vallo (A. Petacco, La Seconda guerra mondiale, A. Curcio Editore, Roma, vol. III, pp. 986-7)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Spostandoci dalle cause alle conseguenze e tornando in paese, i soccorsi arrivarono con celerit\u00e0, tenendo conto della situazione. I primi a portarsi presso le macerie dovettero essere il <strong>vescovo De Giuli<\/strong> e, probabilmente, <strong>il suo vicario, mons. Nicodemo<\/strong>, i quali, se erano nella sede della curia l\u00ec vicino, avvertirono il boato e lo spostamento d\u2019aria degli ordigni. Arrivarono anche i <strong>Padri Saveriani dell\u2019Istituto per le Missioni Estere di Massa<\/strong> e, via via, autorit\u00e0 e cittadini. Inizialmente, si dovette scavare con le mani, le operazioni durarono giorni, nessuno era preparato non avendo esperienza al riguardo. Era il primo bombardamento subito dal paese. Mentre i morti venivano portati nella vicina chiesa di S. Nicola, i feriti erano ricoverati presso la clinica Lettieri o quella del prof. Leopoldo Cobellis. Si dovette pensare anche agli sfollati, a quanti, pi\u00f9 numerosi ancora, avevano perso la casa perch\u00e9 crollata o pericolante. Si trov\u00f2 la soluzione di ospitarli nell\u2019edificio delle Scuole elementari, all\u2019epoca quasi nuovo (era stato completato nel \u201935), e in quello dell\u2019ex Conservatorio di S. Caterina, nell\u2019omonima piazza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-659x1024.jpg\" alt=\"Mons. Raffaele De Giuli nel 1936 (foto G. Di Vietri)\" class=\"wp-image-2115\" style=\"width:327px;height:508px\" width=\"327\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-659x1024.jpg 659w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-193x300.jpg 193w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-768x1194.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-988x1536.jpg 988w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8-1230x1912.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-8.jpg 1284w\" sizes=\"auto, (max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Mons. Raffaele De Giuli nel 1936 (foto G. Di Vietri)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La situazione, per\u00f2, era difficile. All\u2019indomani del crollo del regime, dell\u2019armistizio e dello sbarco alleato nella pianura pestana, anche Vallo viveva giorni non facili, con i tedeschi che lasciavano il paese per risalire verso la piana, gli angloamericani in arrivo e la presenza di non pochi soldati italiani sbandati, alcuni dei quali provenienti dalla Sicilia. Una transizione complessa e non indolore dal fascismo a un futuro indefinito, dall\u2019ultimo podest\u00e0, <strong>l\u2019avv. Pasquale Pinto<\/strong>, al commissario prefettizio che gi\u00e0 risponde alle nuove autorit\u00e0, <strong>l\u2019avv. Francesco Castiello<\/strong>, insediatosi presumibilmente verso la fine di quello stesso mese e, agli inizi di dicembre, sostituito dal <strong>dott. Luigi Cobellis<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il Comune, per\u00f2, \u00e8 praticamente in <em>default<\/em>. Chiede e ottiene l\u2019aiuto finanziario del Governo militare alleato. A ottobre, in una delibera, il Commissario scrive che \u201c<em>sia lo stato di guerra, sia l\u2019occupazione militare di questa Citt\u00e0, sia l\u2019incursione aerea che numerose vittime faceva tra la popolazione civile, arrecando gravi danni ad edifici pubblici e privati, hanno completamente paralizzato la vita cittadina, sia pubblica che privata<\/em>\u201d. Il Comune, continuava, \u201c<em>si \u00e8 venuto a trovare nella condizione di far fronte ad urgenti elevate spese per spedalit\u00e0, per assistenza ai sinistrati dell\u2019incursione aerea e sfollati, per rimozione e sgombro di macerie, inumazione di numerose vittime, abbattimento di fabbricati pericolanti, riparazioni urgenti ad edifici pubblici, sistemazione della viabilit\u00e0 cittadina, aumento dei pubblici servizi<\/em>\u201d. Senza l\u2019intervento delle autorit\u00e0 militari, vi sarebbe stato \u201c<em>il dissesto della civica azienda<\/em>\u201d, anche perch\u00e9 \u201c<em>non \u00e8 stato possibile<\/em> \u2013 si scriveva ancora nella citata delibera \u2013 <em>chiedere sovvenzioni ad alcun Istituto di Credito, sia per la totale mancanza di comunicazione e sia perch\u00e9 questi hanno sospesa ogni attivit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il bombardamento, dunque, si innesta su una situazione gi\u00e0 critica, aggravandola. Il contesto finanziario e logistico ha provocato la paralisi della vita locale, come provano il blocco dell\u2019attivit\u00e0 bancaria e l\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare. Strade pericolose o dissestate e mezzi di trasporto sempre pi\u00f9 rari sono causa e conseguenza della crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Una settimana circa dopo il bombardamento, il Commissario aveva comunicato alle autorit\u00e0 militari alleate che in paese c\u2019erano oltre 500 sfollati, tre casi di tifo e un decesso per lo stesso motivo, poche riserve alimentari di grano, pasta e olio, una scorta di 31 quintali di farina \u201c<em>bastevole per soli giorni 7 in ragione di grammi 75 a persona non produttrice, da distribuirsi un giorno s\u00ec ed un altro no<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La scarsit\u00e0 dei generi alimentari, oltre alle cause indicate, deriva dal malfunzionamento del sistema degli ammassi, dall\u2019irregolarit\u00e0 nella gestione del razionamento dei prodotti di prima necessit\u00e0, dalla <strong>\u201cborsa nera\u201d<\/strong>. In pratica, fin dall\u2019inizio della guerra, chi produceva beni necessari, soprattutto alimentari ma non solo, non poteva venderli sul libero mercato, ma doveva consegnarli agli ammassi pubblici che provvedevano a distribuirli attraverso il sistema delle tessere annonarie rilasciate alla popolazione. Gli ammassi, per\u00f2, pagavano a chi consegnava i prodotti un prezzo politico, cio\u00e8 prestabilito dalle autorit\u00e0 e poco remunerativo. Molti erano indotti a non consegnare tutto e a vendere sotto banco quanto sottratto all\u2019ammasso; naturalmente, a un prezzo maggiore, spesso molte volte superiore a quello calmierato. Questo era il meccanismo che generava il \u201cmercato\u201d o \u201cborsa nera\u201d e Vallo, come il resto del territorio, non ne era esente. Si trattava di dinamiche inflazionistiche in atto da tempo e che, nella drammatica estate del \u201943, quando tutte le crisi provocate dalla guerra sono al loro apice, raggiungono dimensioni inedite e del tutto fuori controllo, al punto da ridurre poveri e ceto medio alla fame.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-1024x806.jpg\" alt=\"(da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)\" class=\"wp-image-2116\" style=\"width:381px;height:300px\" width=\"381\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-1024x806.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-300x236.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-768x604.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-1536x1208.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-2048x1611.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-9-1230x968.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">(da L. Calza, Vallo della Lucania\u2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-768x1024.jpg\" alt=\"La piazzetta al rione Spio, oggi\" class=\"wp-image-2117\" style=\"width:265px;height:353px\" width=\"265\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-10-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La piazzetta al rione Spio, oggi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Un esempio rende chiara la situazione. Tra dicembre \u201943 e gennaio \u201944, passa per Vallo la \u201c<strong>missione Stevenson<\/strong>\u201d, voluta dal governo americano per conoscere la realt\u00e0 delle zone italiane occupate dalle truppe Usa. Nel suo rapporto, si scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Vallo della Lucania, a sud-est di Salerno, nel periodo in cui vi si trovava la missione \u00e8 rimasto privo di pane per otto o dieci giorni. La popolazione di questo piccolo comune attendeva la \u2018razione di Natale\u2019 promessa dall\u2019AMG, una razione extra di 100 grammi di pane e di 50 grammi di pasta, ma il 24 dicembre non era ancora giunto nulla<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Pane, pasta e farina scarseggiavano o mancavano del tutto. Il paese dipendeva dagli Alleati, ma questi avevano difficolt\u00e0 a garantire la continuit\u00e0 dei rifornimenti, viste le condizioni logistiche generali. <strong>Il pane<\/strong>, per\u00f2, non mancava al <strong>\u201cmercato nero\u201d<\/strong> e le motivazioni sono chiare: <strong>il suo prezzo legale, cio\u00e8 imposto, era di 3,60 lire al chilo, quello praticato con la vendita illegale era di 130 lire al chilo<\/strong>. Il prezzo politico non consentiva di rientrare nei costi, quello \u201cnero\u201d permetteva di vivere e, spesso, di arricchirsi. I prezzi sono quelli del mercato napoletano, a Vallo dovevano essere pi\u00f9 bassi, ma lo squilibrio rimaneva, agendo il medesimo spirito speculativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Lo stesso accadeva per <strong>l\u2019olio d\u2019oliva, pagato dagli ammassi 19 lire al litro e venduto illegalmente a 120 lire al litro<\/strong>. Una differenza notevole, nonostante si trattasse della principale produzione alimentare locale, quindi presente con una certa abbondanza. Dal dato, traspare come fosse larghissima l\u2019evasione all\u2019obbligo dell\u2019ammasso, che generava un fiorente \u201cmercato nero\u201d i cui prezzi variavano col tempo e da zona a zona. Nelle citt\u00e0, ovviamente, erano pi\u00f9 elevati. A Napoli, ad esempio, nello stesso periodo, l\u2019olio d\u2019oliva era venduto \u201ca nero\u201d a ben 250 lire al litro; pi\u00f9 del doppio che a Vallo, essendo merce rara.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-768x1024.jpg\" alt=\"Lapide commemorativa in Piazza Cattedrale\" class=\"wp-image-2118\" style=\"width:249px;height:333px\" width=\"249\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-11-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide commemorativa in Piazza Cattedrale<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-1024x768.jpg\" alt=\"Lapide commemorativa in Piazza Cattedrale\" class=\"wp-image-2119\" style=\"width:505px;height:378px\" width=\"505\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-12-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide commemorativa in Piazza Cattedrale<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Del protrarsi di questa situazione danno chiara testimonianza le parole del vescovo De Giuli scritte a febbraio del \u201944:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>\u00c8 nostro preciso e grave dovere di levare la voce di severa condanna contro tutti coloro (contadini, padroni, commercianti, artigiani ecc.) che, approfittando delle attuali condizioni di disagio, cercano di arricchire in tutti i modi, costringendo i poveri a subire la fame per l\u2019impossibilit\u00e0 di acquistare i prodotti della terra per i prezzi disonesti imposti o richiesti. Chiamiamo questa infame cupidigia con nome esecrabile di furto, strozzinaggio, usura. Pare incredibile che anche la semplice gente nostra sia stata invasa da follia chiudendo il cuore alla piet\u00e0 per aprirlo alla bramosia del denaro. (\u2026) Attenti a non tentare giustificazioni stolte e insostenibili: il furto \u00e8 sempre furto anche quando fosse praticato da tutto il mondo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Parole da incorniciare, ma poco ascoltate se, a dicembre dello stesso anno, \u00e8 costretto a ripetere il messaggio, scrivendo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>\u00c8 vero che viviamo in tempi in cui tutti abbiamo bisogno perch\u00e9 gravi sono le esigenze quotidiane. Ma \u00e8 pur vero che le disuguaglianze sociali persistono, e accanto all\u2019operaio salariato v\u2019\u00e8 il contadino provvisto d\u2019ogni ben di Dio; accanto all\u2019impiegato, al professionista preoccupati del domani della famiglia vi sono i commercianti, i possidenti che vedono aumentare la loro ricchezza, mentre il povero si spoglia anche di un mobile per vivere la sua grama vita d\u2019ogni giorno<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">E continua, dicendo che, chi ama Dio, oggi deve \u201c<em>aiutare il povero dividendo con lui il pane, piegando la ricchezza all\u2019ufficio di serva del povero, negando alla cupidigia i facili, disonesti guadagni del mercato nero, vendendo i prodotti della terra ai prezzi onesti che ne permettano l\u2019acquisto anche al povero<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Siamo a Natale del \u201944, la situazione a Vallo era certamente migliore rispetto al dicembre del \u201943, ma le ragioni della crisi erano ancora tutte in piedi. La speculazione non era cessata, il Comune stentava ad aiutare i poveri ed era anche gravato dalle spese per alloggiare i senza casa e i tanti sfollati provenienti da diversi luoghi che continuavano a rimanere in paese. La normalizzazione socio-economica era di l\u00e0 da venire \u2013 d\u2019altronde, la guerra continuava anche se il fronte si era spostato sempre pi\u00f9 a nord \u2013 e la ricchezza era ben lungi dal farsi \u201cserva del povero\u201d, nonostante il generoso e infaticabile esempio del vescovo, il quale \u2013 come scrisse tempo dopo <strong>don Fulvio Parente<\/strong> \u2013 nei \u201cgiorni della fame diede fondo a quanto aveva, a tutto quello che riusc\u00ec ad acquistare o che ebbe in dono\u201d e mostr\u00f2 \u201cun cuore di padre, sempre teso nell\u2019aiutare tutti, fino all\u2019impossibile\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-768x1024.jpg\" alt=\"Lapide commemorativa al rione Spio\" class=\"wp-image-2120\" style=\"width:304px;height:405px\" width=\"304\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-13-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide commemorativa al rione Spio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-1024x768.jpg\" alt=\"Lapide commemorativa al rione Spio\" class=\"wp-image-2121\" style=\"width:534px;height:401px\" width=\"534\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-14-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide commemorativa al rione Spio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div><div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"2122\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una giornata di fine estate ancora calda e gradevole, Vallo all\u2019improvviso vive l\u2019esperienza pi\u00f9 drammatica di una guerra. 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