{"id":2318,"date":"2023-12-29T15:26:12","date_gmt":"2023-12-29T15:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=2318"},"modified":"2023-12-31T13:31:45","modified_gmt":"2023-12-31T13:31:45","slug":"il-conservatorio-di-s-caterina-di-vallo-e-la-sua-sede-in-quattro-secoli-di-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=2318","title":{"rendered":"Il Conservatorio di S. Caterina di Vallo e la sua sede in quattro secoli di storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e687f552a9e1157c87dd3245ffee4a0b\" style=\"font-size:22px\">Qualche tempo fa, scrivendo a proposito della cappella del Crocifisso su questo stesso sito, accennavamo all\u2019edificio in cui essa \u00e8 inglobata, ripromettendoci di parlarne in maniera diffusa, quasi a farne una storia per quanto documentariamente ancora possibile. Qui di seguito mettiamo su carta quell\u2019intenzione (carta? beh, si fa per dire!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8cd32142ad0a4c1c3150c30777c30edf\" style=\"font-size:22px\">L\u2019odierno edificio di Santa Caterina, posto nell\u2019omonima piazza di Vallo della Lucania, costituisce la sede dell\u2019antico Monastero dedicato alla stessa santa di Alessandria d\u2019Egitto, detto anche \u201cConservatorio\u201d perch\u00e9 alle educande destinate alla \u201cmonacazione\u201d veniva impartito anche l\u2019insegnamento musicale, come avveniva in quegli istituti pii sorti a Napoli a partire dal Cinquecento per assistere i fanciulli poveri.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-1024x768.jpg\" alt=\"Qui e nella foto seguente, l\u2019edificio di S. Caterina oggi (2017)\" class=\"wp-image-2294\" style=\"width:304px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-1-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Qui e nella foto seguente, l\u2019edificio di S. Caterina oggi (2017)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2295\" style=\"width:299px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-2-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" style=\"font-size:26px\"><strong>La sua fondazione e la costruzione del fabbricato<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6c97d00acd219809f71f14037e80d268\" style=\"font-size:22px\">Nella sua struttura originaria, esso risale al XVII secolo, quando le principali famiglie locali fondarono il \u201cConservatorio di S. Caterina\u201d e iniziarono a costruirlo. Ancora oggi, nell\u2019iscrizione murata sulla porta della cappella interna (chiesa del Crocefisso), pu\u00f2 leggersi il giorno di fondazione \u2013 10 aprile 1626 \u2013 e l\u2019indicazione dei fondatori (scritta in maniera contratta secondo l\u2019uso dell\u2019epoca di derivazione medievale \u2013 come leggete nella foto sottostante \u2013 e che deve leggersi: <em>Juspatronatus Universitatis Cornotorum<\/em>). La data indica il giorno in cui fu stipulato l\u2019atto di fondazione dal \u201cnotaro\u201d Fabrizio Molinaro, mentre il testo chiarisce che la locale universit\u00e0 (cos\u00ec si chiamavano le comunit\u00e0 locali prima dell\u2019istituzione, a inizi Ottocento, dei comuni, intendendo col termine l\u2019universalit\u00e0 degli abitanti) si riserv\u00f2 sulla costruenda opera il diritto di patronato (cio\u00e8 un privilegio legale sull\u2019istituzione in favore dei fondatori e dei loro eredi). Questo perch\u00e9, dei due casali in cui allora si divideva la futura Vallo (<em>Cornuti<\/em> e <em>Spio<\/em>), quello di Spio non volle partecipare all\u2019opera. L\u2019iscrizione, quindi, pare pi\u00f9 voler indicare gli esclusi che gli inclusi nell\u2019esercizio di quel diritto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"403\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-1024x403.jpg\" alt=\"Iscrizione murata sul portone d\u2019ingresso della chiesa del Crocifisso\" class=\"wp-image-2296\" style=\"width:450px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-1024x403.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-300x118.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-768x302.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-1536x604.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-2048x806.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-3-1230x484.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iscrizione murata sul portone d\u2019ingresso della chiesa del Crocifisso<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-669a75d167f65d1f0a387337d9058355\" style=\"font-size:22px\">Il canonico Maiese (<em>Notizie storiche intorno alla Baronia di Novi Velia\u2026<\/em>, a cura di L. Rossi, CPCC, Acciaroli, 2016, p. 59) scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1551491cb3c1658daa0671d58238bf98\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Alla fondazione concorsero tutti i cittadini dell\u2019universit\u00e0 dei Cornuti, i quali presero un tanto per uno, ciascuno secondo le proprie forze, per la erezione del detto Convento, eleggendo in pubblico parlamento i SS.ri Ascanio de Sevo e Antonio Venturello Maestri e Governatori dell\u2019opera<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-68dee328ec944bee98f65dfc7473fe6b\" style=\"font-size:22px\">Tra i molti cittadini che dotarono di rendite la nuova istituzione, alcuni dei quali non vallesi, si trovano le famiglie De Hippolitis, Lista, Tipoldo, Pinto, Di Sevo e Saracino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6c6159dce5580c5f65305df66d0305c0\" style=\"font-size:22px\">L\u2019intenzione era di costituire un luogo idoneo all\u2019educazione delle giovani. Nell\u2019atto si parla, in particolare, di educazione morale e religiosa allo scopo di vestire l\u2019abito monacale. L\u2019obiettivo svela l\u2019uso dell\u2019epoca \u2013 siamo in pieno Seicento spagnolo \u2013 di far \u201cmonacare\u201d le donne delle famiglie abbienti o aristocratiche destinate a non sposarsi per non frazionare il patrimonio. Infatti, chi donava almeno 300 ducati acquistava il diritto a un posto di monaca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2411aab1f45b9abb02071490d589bb30\" style=\"font-size:22px\">Poche le notizie storiche sullo svolgimento dei lavori. I promotori acquistarono il terreno dalla parrocchia di San Pantaleone. Un giardino a \u201cCapocasale nel luogo detto <em>le forge<\/em>\u201d, poco lontano dalla chiesa (G. Maiese, <em>Vallo Lucano e suoi dintorni<\/em><em>\u2026<\/em>, a cura di L. Rossi, Galzerano, Casal Velino, 1983, pp. 333 s.). Con le risorse acquisite cominciarono subito a costruire, ma i lavori vennero realizzati molto lentamente e ci volle quasi un secolo per veder terminato l\u2019edificio. Altri donatori si aggiunsero nel corso degli anni: dai De Marsilio di Vallo agli Scelza di Angellara. Le rendite sembravano non bastare e i lavori di erezione ne risentivano. D\u2019altronde, il periodo storico non era dei migliori. I due casali e l\u2019intero territorio subivano proprio allora le conseguenze demografiche ed economiche della crisi provocata dalla peste del 1656, anche se essi furono tra i primi paesi a riprendersi da quella crisi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-768x1024.jpg\" alt=\"Libro di conti del \u201cMonasterio di S. Catarina del Vallo\u201d, 1675 (I)\" class=\"wp-image-2298\" style=\"width:327px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-bis-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libro di conti del \u201cMonasterio di S. Catarina del Vallo\u201d, 1675 (I)\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-768x1024.jpg\" alt=\"Libro di conto del \u201cMonasterio di S. Catarina del Vallo\u201d, 1675 (II)\" class=\"wp-image-2300\" style=\"width:330px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5-bis-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Libro di conto del \u201cMonasterio di S. Catarina del Vallo\u201d, 1675 (II)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-eea83e32de6d6a355b0ad7fca5e54992\" style=\"font-size:22px\">Alla fine del secolo, la fabbrica non era ancora terminata. Nel 1684, il vescovo di Capaccio, Giovanni Battista De Pace, si rec\u00f2 a Vallo in visita pastorale, trovando i lavori eseguiti solo in parte. Giuseppe Volpi (<em>Cronologia de\u2019 vescovi ora detti di Capaccio<\/em>, 1752, ristampa anastatica 1994, p. 182) scrive, riferendosi al presule, che<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-dcf33bead23a9f32841083cf810c721d\" style=\"font-size:22px\"><em>\u201c<\/em><em>incominciata la visita, pass\u00f2 nel Vallo. Quivi ritrov\u00f2 imperfetta una gran fabbrica, incominciata fin dall\u2019anno 1626, e destinata da quella Comunit\u00e0 per un Monistero di Sacre Vergini; ond\u2019egli con gran dispendio di suo danaro la compi\u00e8 sotto il titolo di S. Caterina; e provvedendo le stanze di tutte le comodit\u00e0 necessarie, e la Chiesa di molti quadri, stabil\u00ec in quel luogo la sua residenza con grandissimo piacere di quel popolo<\/em><em>\u201d .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d57ebd854af164cc1cede120a65b2426\" style=\"font-size:22px\"><br>Nessuno dei precedenti vescovi diocesani si era occupato del Conservatorio n\u00e9 della sua chiesa. Mons. De Pace \u00e8 il primo a fermarsi a Vallo, scegliendola come residenza non ufficiale. Da qui il suo interessamento al monastero, sia alle sue strutture sia alla sua cappella. Questo evidenzia che, sebbene non fosse ancora stata ultimata, la fabbrica del Monastero era a fine secolo in larga parte realizzata. Giovanni Maiese, nel suo citato <em>Vallo Lucano<\/em>, riprendendo le notizie del Volpi, scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d75d707b334841a683fa56eac5b01200\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Fu lui che arricch\u00ec la chiesa di S. Caterina dei pregevolissimi quadri che ancora vi si ammirano, fu lui che compr\u00f2 il grande Crocifisso che \u00e8 circondato di tanta venerazione dal popolo vallese. Lui infine arred\u00f2 le stanze del monastero di tutta la mobilia necessaria<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0f27e53a2a53e8de5ebb5e61f83c33ce\" style=\"font-size:22px\">Ma il canonico, che scrive nei primi decenni del Novecento, ha anche altre fonti che gli consentono di entrare in alcuni dettagli dell\u2019intervento del vescovo De Pace in favore dell\u2019opera. Per questo, aggiunge, citando le sue fonti, che<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8f7f9ba95e4a5304227ba610dc5a0db1\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>pel solo Crocifisso spese duc. 203, per la Cappella duc. 800, Notaro Sagaria Seniore istrumento del 5 maggio 1697 fol. 48; atti della S. Visita 1698. I quadri nella chiesa di S. Caterina sono cinque: uno rappresenta il Santo Presepe, un altro la Nativit\u00e0 di Maria, un altro S. Barbara, un altro S. Nicola, ed un altro Cristo Morto. Quest\u2019ultimo \u00e8 di una bellezza straordinaria. Vi \u00e8 un altro quadro all\u2019Altare Maggiore rappresentante S. Teresa, ma non \u00e8 di nessun valore; di pregio \u00e8 il Crocifisso a grandezza naturale.<\/em>\u201d (pp. 334 s., nota 34).<br><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6977c57e384d3fd6d2a20fa551c79980\" style=\"font-size:22px\">Annotazioni di notevole interesse, dal momento che il can. Maiese, quando scrive, \u00e8 Vicario Generale della Diocesi e Parroco della Cattedrale di San Pantaleone ed ha accesso a documenti oggi perduti o difficilmente reperibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f93345372a9ec92f28a26995058bcfbe\" style=\"font-size:22px\">La Cappella arredata da De Pace \u00e8 quella di S. Caterina da cui siamo partiti. Su di essa non ci diffondiamo ulteriormente, rimandando a quanto scritto nell\u2019articolo <em>Miracolo a Vallo: il Crocifisso di Santa Caterina<\/em> del giugno 2021. Facciamo notare solo che, stranamente, il canonico non cita il sesto quadro presente nella chiesa, quello rappresentante S. Orsola, mentre mette in evidenza le due opere pi\u00f9 importanti: il Crocefisso e la Deposizione. Il primo, attribuito a Giacomo Colombo, il secondo a Giovan Bernardo Azzolino (notizie che Maiese non ci fornisce perch\u00e9, con ogni probabilit\u00e0, non ne \u00e8 a conoscenza).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-1024x768.jpg\" alt=\"Interno della chiesa del Crocefisso (2017)\" class=\"wp-image-2297\" style=\"width:380px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-4-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Interno della chiesa del Crocefisso (2017)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"686\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--686x1024.jpg\" alt=\"Statua lignea del Crocefisso attribuita a G. Colombo (seconda met\u00e0 XVII-inizi XVIII sec.)\" class=\"wp-image-2299\" style=\"width:269px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--686x1024.jpg 686w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--201x300.jpg 201w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--768x1147.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--1029x1536.jpg 1029w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--1372x2048.jpg 1372w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--1230x1836.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-5--scaled.jpg 1715w\" sizes=\"auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Statua lignea del Crocefisso attribuita a G. Colombo (seconda met\u00e0 XVII-inizi XVIII sec.)\t<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-768x1024.jpg\" alt=\"Il soffitto della chiesa del Crocefisso. Al centro, il quadro con i santi Caterina d\u2019Alessandria, Teresa d\u2019Avila, Giovanni della Croce\" class=\"wp-image-2302\" style=\"width:261px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-7-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il soffitto della chiesa del Crocefisso. Al centro, il quadro con i santi Caterina d\u2019Alessandria, Teresa d\u2019Avila, Giovanni della Croce<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"649\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-1024x649.jpg\" alt=\"Deposizione. Quadro attribuito a G. B. Azzolino (fine XVI-inizi XVII sec.)\" class=\"wp-image-2301\" style=\"width:455px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-1024x649.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-300x190.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-768x487.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-1536x974.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-2048x1298.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-6.deposizione-1230x780.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Deposizione. Quadro attribuito a G. B. Azzolino (fine XVI-inizi XVII sec.)\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-44ae20793f76126d0a9c946ec754df34\" style=\"font-size:22px\">Mons. De Pace mor\u00ec nel 1698 dopo quattordici anni di episcopato. Il suo successore, Vincenzo Corcione, fu invece molto meno longevo sulla cattedra capaccese, morendo pochi anni dopo l\u2019entrata in Diocesi. Volpi (ed. cit., p. 186) scrive: \u201c<em>Mor\u00ec adunque VINCENZO a gli 8. di Novembre dell\u2019anno 1703. nel Castello del Vallo di febbre maligna, e fu nella Chiesa di S. Catarina seppellito<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-dcda52e96f98d5c16388238fab64532c\" style=\"font-size:22px\">La notizia del luogo di sepoltura non \u00e8 attestata da Maiese (<em>Vallo Lucano<\/em>, cit.) n\u00e9 da Rossi (<em>Vallen in Lucania<\/em><em>\u2026<\/em>, CPCC, 2001, p. 119) ed \u00e8 di difficile verificabilit\u00e0. In ogni caso, essa pare attestare che agli inizi del nuovo secolo la chiesa fosse completata ed officiata. Grazie al decisivo intervento del vescovo De Pace e ad altri donatori, l\u2019opera nel complesso pu\u00f2 dirsi ultimata nei primi anni del Settecento. Infatti, l\u2019Universit\u00e0 di Vallo (l\u2019antica denominazione di <em>Cornuti<\/em> o <em>Corinoti<\/em> era stata definitivamente abbandonata) chiede a mons. Francesco De Niccolai (vescovo di Capaccio dal 1704 al 1716) di erigerlo in Conservatorio e permettervi, finalmente, l\u2019entrata delle prime monache. Al contempo, essi supplicano il papa Clemente XI di concedere la clausura per lo stesso monastero. Ma \u00e8 solo il suo successore, Carlo Francesco Giocoli, ad emanare nel 1719 la Bolla di fondazione, con la quale le monache vengono poste sotto la regola di Santa Teresa, con la tutela dell\u2019Ordinario diocesano e il giuspatronato dell\u2019Universit\u00e0 di Vallo (rispettando, quindi, quanto scritto nell\u2019atto notarile di quasi un secolo prima). Ce ne d\u00e0 notizia ancora Volpi, per il quale Carlofrancesco Giocoli \u201c<em>introdusse le Monache nel Monistero di S. Caterina del Vallo, fabbricato fin da\u2019 tempi di Monsignor Pace<\/em>\u201d (ed. cit., p. 201).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-81429ff704d8d4fd959947a549c0f696\" style=\"font-size:22px\">Dalla Bolla emerge che le rendite permettessero l\u2019entrata in monastero di 12 monache, che le stesse per l\u2019amministrazione dei beni dovessero eleggersi un Procuratore e scegliersi l\u2019avvocato, il medico, il notaio e le persone di servizio, che il patronato della locale Universit\u00e0 consistesse essenzialmente nella nomina di un Agente generale in carica per un anno con il compito di vigilare sulla complessiva amministrazione del Conservatorio. La chiesa interna era officiata da un cappellano. La dote necessaria per ogni monaca era di 300 ducati, per le converse di 100, mentre per le giovani provenienti da altri casali occorrevano rispettivamente 400 e 130 ducati.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Il Settecento<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-10af75341facf694088bd9d3072fb2a7\" style=\"font-size:22px\">Ultimata la costruzione dell\u2019edificio e i suoi arredi interni, ottenuta la Bolla vescovile che ne sanciva ufficialmente la fondazione, il Conservatorio di Santa Caterina inizia nei primi decenni del Settecento la sua attivit\u00e0 religioso-educativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0ab19e36ac181349f13491a77f35373d\" style=\"font-size:22px\">Le prime monache \u201cteresiane\u201d (si trattava di Carmelitane che seguivano la regola dell\u2019Ordine riformata nel Cinquecento da S. Teresa d\u2019Avila e S. Giovanni della Croce; da qui la presenza nella cappella di un quadro raffigurante questi due santi posti ai lati di S. Caterina) non tardano ad entrarvi, animando l\u2019ampia struttura, gi\u00e0 pochi anni dopo l\u2019atto emanato da mons. Giocoli. All\u2019epoca il fabbricato aveva due piani, oltre a degli ambienti ricavati nei lati Nord e Ovest delle sostruzioni e collocati a livello della piazza; mentre sul secondo piano e nella parte del prospetto principale si elevava un\u2019alta soffitta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ff0e4f0e6c04c877e84e5895ebf62b16\" style=\"font-size:22px\">Nel 1729 il Monastero ospita sette suore, tra cui la Priora, \u201cSuor Angela Maria di S.to Gio. B.sta\u201d, e la Vicaria, \u201cSuor Maria Elisea del Core di Gies\u00f9\u201d. Quell\u2019anno viene ammessa come educanda laica Rosa Sarnicola, figlia di \u201cMastro Pietro Sarnicola qm. Anna della terra di Poleca\u201d, nella prospettiva di vestire definitivamente l\u2019abito monacale dopo aver fatto la solenne oblazione (Documento 1).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"738\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729-738x1024.jpg\" alt=\"Verbale del 10 luglio 1729 di ammissione dell\u2019educanda laica Rosa Sarnicola\" class=\"wp-image-2303\" style=\"width:340px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729-738x1024.jpg 738w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729-216x300.jpg 216w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729-768x1065.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-8-Documento-1-1729.jpg 791w\" sizes=\"auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verbale del 10 luglio 1729 di ammissione dell\u2019educanda laica Rosa Sarnicola <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b3e77a0057daa82639abe2257283907d\" style=\"font-size:22px\">Pochi anni dopo, 1745, il loro numero si \u00e8 incrementato, passando a nove, tra cui sette monache \u201ccoriste\u201d, oltre alla Priora, la stessa del \u201929, e alla Vicaria, \u201cSuor Maria Celesta del SS.mo Sagramento\u201d. In quell\u2019anno viene ammessa come monaca corista la \u201cS.ra D.a Maria Gabbriella\u201d, figlia di \u201cD. Andrea Scelza, cittadino nativo di qsto Vallo, e della f\u00f9 D. Caterina di Stefano dei Baroni di Casalnuovo\u201d (Documento 2).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"751\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I-751x1024.jpg\" alt=\"Verbale del 21 novembre 1745 di ammissione della monaca corista Maria Gabriella Scelza (fronte)\" class=\"wp-image-2304\" style=\"width:327px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I-751x1024.jpg 751w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I-220x300.jpg 220w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I-768x1047.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-9-Documento-1745-I.jpg 808w\" sizes=\"auto, (max-width: 751px) 100vw, 751px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verbale del 21 novembre 1745 di ammissione della monaca corista Maria Gabriella Scelza (fronte)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"751\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II-751x1024.jpg\" alt=\"Verbale del 21 novembre 1745 di ammissione della monaca corista Maria Gabriella Scelza (retro)\" class=\"wp-image-2305\" style=\"width:328px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II-751x1024.jpg 751w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II-220x300.jpg 220w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II-768x1047.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-10-Documento-1745-II.jpg 808w\" sizes=\"auto, (max-width: 751px) 100vw, 751px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verbale del 21 novembre 1745 di ammissione della monaca corista Maria Gabriella Scelza (retro)\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-69892182670ce4efeebb949fddff28a6\" style=\"font-size:22px\">I due documenti evidenziano come ad entrare nel Conservatorio fossero non solo le figlie dei casati vallesi, ma anche quelle appartenenti a famiglie dei paesi circostanti, come previsto negli atti fondativi. Si trattava, in genere, di discendenti dalle famiglie dei fondatori o dei successivi donatori, oppure di appartenenti a famiglie che potevano versare la prevista dote.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e5ee932c62b0ec40e81293951cb4c0b6\" style=\"font-size:22px\">Alla fine del secolo, le suore sono in numero di sette. Nel 1797, infatti, la Priora \u201cSuor Maria Clementina di S. Gio. B.sta\u201d e altre cinque consorelle ammettono \u201cSuor Catarina di S. Luigi Novizia laica\u201d alla \u201csolenne oblazione\u201d. Di essa non viene riportato il nome nel secolo (Documento 3).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797-731x1024.jpg\" alt=\"Verbale del 25 luglio 1797 di ammissione della novizia laica Catarina di San Luigi\" class=\"wp-image-2306\" style=\"width:328px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797-731x1024.jpg 731w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797-214x300.jpg 214w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797-768x1076.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-11-Documento-1797.jpg 801w\" sizes=\"auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verbale del 25 luglio 1797 di ammissione della novizia laica Catarina di San Luigi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-cd7a3c0e8d9bde9be198489f5d0a3e0b\" style=\"font-size:22px\">La scarsit\u00e0 di documentazione superstite non consente una regolare ricostruzione della vita del Monastero e del numero delle suore e delle educande presenti. Si pu\u00f2 comunque affermare che le suore non dovettero essere mai molto numerose, oscillando attorno alla decina. Le rendite complessive, d\u2019altronde, prevedevano un massimo di dodici oblate. In questo secolo, la storia dell\u2019istituzione si intreccia, in parte, con quella dei principali casati locali e contribuisce a spiegarne alcune strategie socio-religiose ed economiche.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Ottocento<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1e4d66452ddc50abe81cc47be1e8c3f6\" style=\"font-size:22px\">Il Monastero esce indenne dalle vicende della Repubblica partenopea del 1799 e da quelle del Decennio francese (1806-15). Diversamente dal Convento dei Domenicani adiacente la Chiesa di S. Maria delle Grazie, non viene soppresso dalle leggi che ridimensionavano Ordini religiosi e propriet\u00e0 ecclesiastiche. Esso, per\u00f2, subisce la crisi della nuova temperie culturale, che fa venir meno le \u201cmonacazioni\u201d, ne svuota le celle, ridimensionandone le funzioni svolte lungo l\u2019intero arco del precedente secolo. Le famiglie locali sono sempre meno motivate a perseguire le finalit\u00e0 educative, religiose e patrimoniali che le inducevano a far vestire l\u2019abito sacro alle donne destinate a non sposarsi. Cos\u00ec, gi\u00e0 nei primi decenni dell\u2019Ottocento, il Conservatorio inizia a perdere la sua ragion d\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-95c1b0556b2865b5f80bcd5fd77b6ab3\" style=\"font-size:22px\">Nel 1829 le suore sono soltanto tre, al punto che si chiede al vescovo di Capaccio (mons. Speranza, allora residente a Novi) di permettere il trasferimento a Vallo di tre suore professe provenienti dal \u201cMonastero dei SS. Giuseppe e Teresa\u201d di S. Angelo a Fasanella col compito di ristabilire l\u2019antico Conservatorio vallese e di farlo rinascere. Nello stesso anno, le autorit\u00e0 locali cercano di risolvere il problema della crisi attraversata dall\u2019istituzione provvedendo in altro modo. Mons. Maiese (<em>Vallo Lucano e suoi dintorni<\/em>, p. 336), con riferimento al Conservatorio, scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-278505e1a871b57bc676fe7473bdef9a\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Il Decurionato di Vallo nella seduta del 2 giugno 1829 deliber\u00f2 di cederlo alla Congregazione dei pp. Dottrinari di Caserta con l\u2019obbligo di impiantarvi un Istituto, ma non ostante le vivissime premure del Re non si ottenne nulla<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d5ea9520e12adfcaa3f7aadedc1ee84e\" style=\"font-size:22px\">Ugualmente inefficace \u00e8 il tentativo compiuto pochi anni dopo, nel 1841, dal sindaco Raffaele Stasi di sostituire le \u201cTeresiane\u201d con le \u201cSuore di Carit\u00e0\u201d, la cui attivit\u00e0 viene ritenuta pi\u00f9 utile per la comunit\u00e0 locale (infatti, le prime era dedite alla preghiere, le seconde all\u2019insegnamento). Ma l\u2019idea incontra la netta opposizione del Consiglio degli Ospizi, organo di controllo sull\u2019amministrazione degli stabilimenti di beneficenza e dei luoghi pii laicali (L. Rossi, <em>Vallo della Lucania<\/em>, CPCC, 2000, p. 40).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f0ac421405c430ea8f20080e5d93b0b3\" style=\"font-size:22px\">Ormai, a met\u00e0 del secolo si cerca di trovare un diverso e migliore utilizzo alla struttura, ritenendo che il Monastero abbia esaurito il proprio ruolo. Divenuto nel 1851 centro della nuova Diocesi di Capaccio-Vallo, erede dell\u2019antica Diocesi di Capaccio, il comune di Vallo ha la necessit\u00e0 di avere un Seminario ampio ed efficiente. Ritenendo lontano e poco funzionale il Seminario collocato a Novi, i primi due vescovi diocesani, mons. Marolda e mons. Giampaolo, chiedono, rispettivamente, nel 1853 e nel 1855, di poter adibire a tale scopo l\u2019edificio del Conservatorio. Ma le loro richieste non vengono accolte, nonostante la seconda venisse sostenuta anche dal Decurionato di Vallo, con le due delibere del 20 gennaio 1855 e del 18 aprile 1856. Ad opporsi \u00e8 l\u2019Intendente di Salerno unicamente perch\u00e9 non sa dove collocare le poche monache superstiti (che dovevano essere appena tre), nonostante il vescovo Giampaolo si fosse offerto per ospitarle nel Palazzo Perrelli allo Spio, da poco acquistato per sistemarvi l\u2019episcopio (<em>Vallen in Lucania<\/em>, pp. 298 s.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-67b4ff3e9b0400d4e024828ae4553e37\" style=\"font-size:22px\">Nonostante le leggi del 1866-67 sulla cosiddetta \u201cliquidazione dell\u2019asse ecclesiastico\u201d, emanate dai governi liberali dell\u2019Italia unitaria, l\u2019antico Monastero non viene soppresso perch\u00e9 dichiarato \u201cConservatorio laico\u201d, ma continua il problema di trovare una soluzione che consenta di trasformarlo in un\u2019istituzione ritenuta pi\u00f9 utile e adatta ai tempi. Le amministrazioni comunali succedutesi in questi anni cercano di farne un convitto laico, un orfanotrofio femminile o un istituto di educazione che risponda alle esigenze della borghesia impiegatizia locale. Falliti questi tentativi e in seguito alla morte, nel 1891, dell\u2019ultima oblata, suor Illuminata dello Spirito Santo (al secolo, Maria Rosa Cortazzo), si ottiene, invece, la sua trasformazione in Ente morale \u201cAsilo d\u2019Infanzia S. Caterina\u201d, con decreto reale del 29 ottobre 1892. \u00c8 la prima struttura di questo genere nella zona, \u00e8 amministrato dal Comune e si rivolge principalmente alle famiglie povere. La sua attivit\u00e0 si svolge per circa cinquant\u2019anni, fino agli inizi degli anni Quaranta del Novecento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--768x1024.jpg\" alt=\"Incartamento relativo a Suor Illuminata dello Spirito Santo\" class=\"wp-image-2307\" style=\"width:307px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-12--scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Incartamento relativo a Suor Illuminata dello Spirito Santo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-768x1024.jpg\" alt=\"Denunzia di successione in seguito alla morte (14.11.1891) di Suor Illuminata dello Spirito Santo (1892)\" class=\"wp-image-2308\" style=\"width:301px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-13-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Denunzia di successione in seguito alla morte (14.11.1891) di Suor Illuminata dello Spirito Santo (1892)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il Novecento<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-892db5d987c0d87d2cfbce26822ed971\" style=\"font-size:22px\">Divenuto asilo infantile alla fine del XIX secolo, l\u2019edificio solo in parte e con molto ritardo viene effettivamente adibito a tale scopo. Infatti, i suoi piani e le sue numerose stanze erano gi\u00e0 occupate da altre istituzioni ed uffici. Fin dal 1874, il Comune vi aveva sistemato le scuole elementari, consistenti nelle prime due classi maschili e femminili; dal 1876 tutta la parte nord dell\u2019edificio era stata occupata dai soldati di stanza a Vallo, divenendo una caserma militare. Le elementari lasceranno la struttura solo nel 1935, in seguito alla costruzione di un apposito edificio scolastico in paese; i militari, invece, rimarranno fino al 1927, quando il distaccamento vallese verr\u00e0 soppresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-adda9539e050a24a06addd17a9695804\" style=\"font-size:22px\">In questi decenni l\u2019edificio viene sottoposto a vari interventi strutturali per adattarlo alle diverse funzioni cui \u00e8 adibito, ma le attivit\u00e0 dell\u2019asilo fino agli anni Trenta si svolgono in appartamenti presi in fitto dall\u2019ente (su queste fasi, si veda il mio <em>Alfredo Pinto. Un solitario ma concreto sognatore vallese<\/em>, CPCC, 2017, pp. 21 ss.).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-768x1024.jpg\" alt=\"Manifesto del Comune per reclutare gli insegnanti elementari\" class=\"wp-image-2310\" style=\"width:334px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-bis-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto del Comune per reclutare gli insegnanti elementari\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"808\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--808x1024.jpg\" alt=\"Opuscolo con lo Statuto dell\u2019asilo di S. Caterina (frontespizio - 1893)\" class=\"wp-image-2309\" style=\"width:316px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--808x1024.jpg 808w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--237x300.jpg 237w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--768x974.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--1211x1536.jpg 1211w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--1615x2048.jpg 1615w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14--1230x1560.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-14-.jpg 1985w\" sizes=\"auto, (max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Opuscolo con lo Statuto dell\u2019asilo di S. Caterina (frontespizio &#8211; 1893)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"810\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--810x1024.jpg\" alt=\"Opuscolo con lo Statuto dell\u2019asilo di S. Caterina (primi articoli)\" class=\"wp-image-2311\" style=\"width:319px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--810x1024.jpg 810w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--237x300.jpg 237w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--768x971.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--1215x1536.jpg 1215w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--1621x2048.jpg 1621w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15--1230x1554.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-15-.jpg 1975w\" sizes=\"auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Opuscolo con lo Statuto dell\u2019asilo di S. Caterina (primi articoli)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4606c3f2b0ccf0c057d260509813e383\" style=\"font-size:22px\">Nel 1919 una parte della struttura viene utilizzata per ospitarvi le aule del ginnasio, appena aperto a Vallo. Durante il \u201cventennio fascista\u201d, vi vengono trasferiti la Pretura e vari uffici del regime, quali la Sezione locale del Fascio, quelle della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale e dell\u2019Opera nazionale balilla. Nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta, diventa la sede del Corso secondario di avviamento professionale, mentre l\u2019Opera nazionale maternit\u00e0 e infanzia vi impianta un Centro di assistenza materna e infantile, comprendente un consultorio pediatrico, un refettorio materno e un asilo nido (ma solo quest\u2019ultimo viene aperto nell\u2019ottobre 1939, intitolato a Costanzo Ciano). In alcuni locali vengono conservati i materiali e si svolgono le attivit\u00e0 dell\u2019Archivio notarile di Vallo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ece537c64a68aa1b4c64d1c34aaa85d4\" style=\"font-size:22px\">In definitiva, nei cinquant\u2019anni in cui l\u2019edificio appartiene all\u2019Ente \u201cAsilo d\u2019Infanzia S. Caterina\u201d (1892-1942), la struttura svolge il compito di accogliere alcune delle principali istituzioni funzionanti a Vallo, mentre le attivit\u00e0 dell\u2019asilo vi vengono trasferite soltanto dal 1937.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"811\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--811x1024.jpg\" alt=\"Planimetria primo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel 1921\" class=\"wp-image-2312\" style=\"width:337px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--811x1024.jpg 811w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--238x300.jpg 238w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--768x970.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--1217x1536.jpg 1217w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--1622x2048.jpg 1622w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--1230x1553.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-16.--scaled.jpg 2028w\" sizes=\"auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Planimetria primo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel 1921<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"748\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--748x1024.jpg\" alt=\"Planimetria primo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel 1921\" class=\"wp-image-2313\" style=\"width:304px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--748x1024.jpg 748w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--219x300.jpg 219w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--768x1051.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--1122x1536.jpg 1122w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--1496x2048.jpg 1496w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--1230x1684.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-17.--scaled.jpg 1870w\" sizes=\"auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Planimetria secondo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel 1921 <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d1f605e313a628ecc2b0bfb8494d1fc4\" style=\"font-size:22px\">Nel settembre 1942, l\u2019Asilo S. Caterina viene raggruppato con l\u2019Istituto di Educazione \u201cPadre Donato Pinto\u201d, l\u2019altro ente educativo-assistenziale operante a Vallo. Nasce cos\u00ec l\u2019Ente denominato \u201cIstituti Riuniti Padre Donato Pinto e S. Caterina\u201d. Da questo momento in poi, l\u2019edificio entra a far parte dei progetti educativi promossi dall\u2019amministrazione del nuovo ente, e in particolare dal suo presidente, il canonico Alfredo Pinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7aa88aeadfd7b034736ac039ad1a5781\" style=\"font-size:22px\">Questi aveva fondato l\u2019Istituto Pinto fin dal 1927 e tre anni dopo ne aveva ottenuto il riconoscimento in ente morale. Al momento del raggruppamento, le attivit\u00e0 svolte a Vallo dal suo Istituto erano molteplici, comprendevano la gestione di una scuola materna, di una scuola elementare, di un educandato e di un orfanotrofio femminili, di una scuola magistrale. Inoltre, si estendevano anche alla gestione di due sezioni d\u2019asilo in altri paesi, una a Ogliastro l\u2019altra a Sapri, aperte soltanto da pochi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ae9939b85b220cf3ef2c73871fa93679\" style=\"font-size:22px\">Ottenuta l\u2019unificazione dei due enti, il canonico Pinto avvia le pratiche per realizzare vari interventi sul fabbricato. Nel corso del 1943, parte dei suoi locali sono, per\u00f2, occupati prima dai militari del XIII Corpo d\u2019armata di stanza temporanea a Vallo e poi, dopo l\u2019incursione bellica del 15 settembre, dai sinistrati privi delle loro case. Nel primissimo dopoguerra, si provvede alla riparazione dei tetti, alla ristrutturazione della chiesa da tempo in cattive condizioni e ulteriormente danneggiata dagli eventi bellici del 1943, alla sistemazione degli interni e alla sopraelevazione del terzo piano mediante la trasformazione dell\u2019alta soffitta esistente su alcune parti dell\u2019edificio. Nel 1949 viene riaperta al culto la chiesa del Crocefisso, negli anni seguenti viene realizzata la scenografica scala di accesso dalla piazza S. Caterina, viene modificata la facciata principale della struttura, con la realizzazione della terrazza unica al secondo piano e dei pilastri di sostegno che da tre vengono portati a sette. Sugli altri lati vengono realizzate due scale d\u2019accesso ai piani superiori, una a nord, l\u2019altra a est.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"811\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--811x1024.jpg\" alt=\"Planimetria primo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel progetto di N. Pinto (1949)\" class=\"wp-image-2314\" style=\"width:313px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--811x1024.jpg 811w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--238x300.jpg 238w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--768x970.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--1217x1536.jpg 1217w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--1622x2048.jpg 1622w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--1230x1553.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-18.--scaled.jpg 2028w\" sizes=\"auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Planimetria primo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel progetto di N. Pinto (1949)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"890\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--890x1024.jpg\" alt=\"Planimetria secondo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel progetto di N. Pinto (1949)\" class=\"wp-image-2315\" style=\"width:326px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--890x1024.jpg 890w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--261x300.jpg 261w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--768x883.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--1336x1536.jpg 1336w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--1781x2048.jpg 1781w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-19.--1230x1415.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Planimetria secondo piano dell\u2019edificio di S. Caterina nel progetto di N. Pinto (1949)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c5035ae83621cc628d6384401844fbf1\" style=\"font-size:22px\">Fin dalla sua ricostituzione, nel 1944, il Tribunale viene insediato nei suoi locali al secondo piano, mentre, negli stessi anni, negli ambienti del primo piano viene sistemata la scuola media. Entrambe le istituzioni rimangono nella struttura di S. Caterina fino alla seconda met\u00e0 degli anni Sessanta, quando vengono costruiti in paese nuovi edifici per ospitarle. Nel 1958, gli \u201cIstituti Riuniti\u201d vi impiantano la nuova sezione dell\u2019orfanotrofio maschile, voluta dallo scomparso canonico Alfredo Pinto fin dalla seconda met\u00e0 degli anni Quaranta; mentre vi si svolgono anche le attivit\u00e0 dell\u2019Istituto Magistrale, altra sezione degli Istituti (per le vicende dal 1942 in poi, si vede il citato <em>Alfredo Pinto\u2026<\/em>, pp. 213 ss.).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--1024x768.jpg\" alt=\"Il palazzo di S. Caterina dopo la sopraelevazione del terzo piano (met\u00e0 anni \u201950)\" class=\"wp-image-2316\" style=\"width:478px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Foto-20.--480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il palazzo di S. Caterina dopo la sopraelevazione del terzo piano (met\u00e0 anni \u201950)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d9d9c59a092f5c42d8fcb654dc83662f\" style=\"font-size:22px\">Negli ultimi decenni del XX secolo, l\u2019ampia struttura architettonica dell\u2019ex Conservatorio continua ad essere utilizzata come sede di uffici pubblici ed enti, mentre l\u2019orfanotrofio viene chiuso e il magistrale trasferito altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-eb8c12c0de76b8b1e94545485389e88f\" style=\"font-size:22px\">La solidit\u00e0 del fabbricato e la spaziosit\u00e0 dei suoi ambienti ne hanno consentito, pur attraverso vari interventi strutturali ed estetici, un lungo e diversificato utilizzo. Da Monastero a Caserma, da Asilo a Scuola elementare, da Tribunale a Istituto superiore, Scuola media e Orfanotrofio, fino ai pi\u00f9 recenti uffici. In quattro secoli, e soprattutto nell\u2019ultimo appena trascorso, l\u2019edificio pensato dai vallesi del Seicento per le \u201cmonacazioni\u201d \u00e8 stato continuamente rifunzionalizzato per poter rispondere al variare dei tempi.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"2318\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa, scrivendo a proposito della cappella del Crocifisso su questo stesso sito, accennavamo all\u2019edificio in cui essa \u00e8 inglobata, ripromettendoci di parlarne in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2320,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[31,10,46,53,437,442,441,443,440,438,439,444,445,108,32,11,33,47],"class_list":["post-2318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","tag-can-g-maiese","tag-cilento","tag-conservatorio-di-santa-caterina","tag-crocefisso-di-santa-caterina","tag-fabrizio-molinaro","tag-fam-disevo","tag-fam-pinto","tag-fam-saracino","tag-fam-tipoldi","tag-fam-de-hippolitis","tag-fam-lista","tag-giovanni-battista-de-pace","tag-giuseppe-volpi","tag-luigi-rossi","tag-morra-manlio","tag-parco-nazionale-del-cilento","tag-san-pantaleone","tag-santa-caterina-dalessandria","wpcat-1-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}