{"id":3347,"date":"2026-05-03T13:18:31","date_gmt":"2026-05-03T13:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=3347"},"modified":"2026-05-03T13:19:59","modified_gmt":"2026-05-03T13:19:59","slug":"qualche-motivo-per-visitare-valloparte-ii-la-chiesa-di-s-maria-delle-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=3347","title":{"rendered":"Qualche motivo per visitare Vallo  (Parte II \u2013 La chiesa di S. Maria delle Grazie)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-835d06ee0c2ee019a18766b576f3f2d4\" style=\"font-size:22px\">Nella parte a sud di Piazza Vittorio Emanuele, si erge la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Vero e proprio santuario cittadino, non si esagera a definirla uno dei monumenti pi\u00f9 significativi di Vallo, nel quale si incontrano e si fondono la lunga tradizione spirituale legata al culto mariano e la non meno lunga storia artistica e culturale locale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-1024x768.jpg\" alt=\"Facciata principale della chiesa di S. Maria delle Grazie di Vallo (f. 2026)\" class=\"wp-image-3331\" style=\"width:481px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-1-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Facciata principale della chiesa di S. Maria delle Grazie di Vallo (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2ef174eefad4be6821b85f1c05d31e4c\" style=\"font-size:22px\">Nata dal progressivo ampliamento nel corso del Quattro-Cinquecento dell\u2019antico <strong>Oratorio eretto dalla confraternita laicale di S. Maria delle Grazie<\/strong> circa un secolo prima (probabilmente negli anni attorno all\u2019istituzione della festa della Madonna delle Grazie avvenuta nel 1389), <strong>la chiesa fu donata nel 1507 al Capitolo Vaticano<\/strong>, conservando la congrega il diritto a officiarla, e, in seguito, <strong>nel 1569 ceduta ai Padri Predicatori di S. Domenico Maggiore in Napoli<\/strong>. Questi costruirono l\u2019adiacente convento, completato gi\u00e0 nel 1573, e rimasero nella struttura fino al 1809, anno in cui il convento fu soppresso dal governo francese insediatosi a Napoli e la chiesa posta sotto la giurisdizione dell\u2019ordinario diocesano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-605603df446f78411e924550af9e831c\" style=\"font-size:22px\">Gli oltre due secoli della permanenza domenicana a Vallo si caratterizzarono sia per lo zelo apostolico dei frati \u2013 che consent\u00ec alla chiesa di accumulare una gran quantit\u00e0 di beni fondiari \u2013 sia per il continuo scontro con il clero dell\u2019unica parrocchia esistente allora e che i due casali avevano in comune: quella di S. Pantaleone. Da un lato, i Domenicani volevano rendersi autonomi da quel clero, dall\u2019altro, parroco e preti della ricettizia intitolata al santo martire non intendevano consentire alla chiesa officiata dai frati di assumere funzioni parrocchiali. A tirare le fila della situazione, da entrambe le parti, le famiglie pi\u00f9 abbienti dei due casali in difesa dei rispettivi patrimoni e delle prerogative accumulate nel tempo. Il culmine dello scontro si ebbe nella prima met\u00e0 del Settecento, quando <strong>i Domenicani si opposero con successo alla costruzione nella piazza principale della nuova chiesa di S. Pantaleone<\/strong>, costringendo cos\u00ec i vallesi a erigerla nelle adiacenze della vecchia cappella e, quindi, in uno spazio molto pi\u00f9 angusto che ne condizion\u00f2 dimensioni e sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-031c21c3cf60c5fd942460597979150d\" style=\"font-size:22px\">Dal 1840 al 1865, il complesso (chiesa e convento) fu gestito dai <strong>Redentoristi<\/strong>, l\u2019Ordine fondato da S. Alfonso de\u2019 Liguori. In seguito, fu trasferito al Comune che, del convento, acquisiva la propriet\u00e0, impiantandovi il tribunale (rimastovi fino alla sua soppressione del 1923) e il municipio (fino al 1880 circa, quando fu realizzato l\u2019attuale edificio in piazza), e, della chiesa, il diritto d\u2019uso con l\u2019obbligo di sostenere le spese di culto, ufficiatura e manutenzione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3315\" style=\"aspect-ratio:0.675793480262754;width:428px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-720x1024.jpg 720w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-211x300.jpg 211w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-768x1092.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-1440x2048.jpg 1440w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939-1230x1750.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-2-scaled-e1777813545939.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chiesa di S. Maria delle Grazie e annesso convento (foto anni \u201940 del Novecento \u2013 Associazione \u201cQuattro Leoni\u201d, album \u201cVallo, immagini da sfogliare\u201d)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2f4a2abf3333a2412dd67440d1bf28d7\" style=\"font-size:22px\">La lunga e complessa storia dell\u2019edificio sacro si riflette nei suoi interni, sia negli arredi liturgici che in quelli artistici. Al visitatore, si presenta articolata in <strong>tre navate<\/strong>, la pi\u00f9 ampia \u00e8 quella centrale mentre le laterali sono occupate dagli antichi altari (o cappelle) di patronato, eretti nel corso dei secoli dalle famiglie pi\u00f9 in vista dei <strong>casali di Cornuti e Spio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6f493909c57bba82d8dd9898e87998ff\" style=\"font-size:22px\">La presenza dei Domenicani e dei Liguorini (nome popolare dei Redentoristi) \u00e8 resa evidente dalle statue di <strong>San Domenico<\/strong> (di fine XVI-inizi XVII secolo), finemente decorata con la tecnica dell\u2019<em>estofado de oro <\/em>(la statua viene portata in chiesa solo a luglio, per prepararla alla processione del 27, giorno del santo patrono; ma un tempo aveva la sua nicchia. La si pu\u00f2 osservare nei nostri articoli <em>San Pantaleone 2022: la processione reale<\/em>, dell\u2019agosto 2022, e <em>San Pantaleone 2021: una processione virtuale<\/em>, dell\u2019anno prima); di <strong>San Vincenzo Ferrer<\/strong> (del 1640 circa, firmata da <strong>Domenico di Venuta<\/strong>, un maestro della scuola di Giacomo Colombo), posta sull\u2019altare dedicato all\u2019omonimo santo dove si osserva anche una tela settecentesca dallo stesso soggetto; e di <strong>Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori<\/strong> (un manichino ottocentesco molto espressivo ma, probabilmente, di scarso valore artistico), collocata in un\u2019apposita nicchia della navata destra.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3332\" style=\"aspect-ratio:0.7500194024058984;width:331px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-3-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chiesa di S. Maria delle Grazie, Navata centrale e soffitto (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3333\" style=\"aspect-ratio:0.7500145036839357;width:327px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-4-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Altare di S. Vincenzo Ferrer, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3316\" style=\"aspect-ratio:0.7500152989413132;width:324px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-5-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Statua di S. Alfonso M. de\u2019 Liguori, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-eaf7f3df42f4a1f97c15a750be7346c1\" style=\"font-size:22px\">Ma l\u2019opera pi\u00f9 importante \u00e8 la <strong>statua lignea della Madonna delle Grazie<\/strong> posta nella nicchia che occupa la parete di fondo del presbiterio, in bell\u2019evidenza sopra all\u2019altare maggiore. Risale al 1521, come riportato dall\u2019iscrizione alla sua base, ed \u00e8 un lavoro raffinato di <strong>Giovanni da Nola<\/strong> (1488-1558) e della sua bottega (attribuzione di <strong>Riccardo Naldi<\/strong>), tra gli scultori pi\u00f9 importanti del Rinascimento italiano ed internazionale, attivo soprattutto a Napoli e anche nel Salernitano. La sua presenza \u00e8 probabilmente frutto di una committenza di alto profilo, forse dello stesso Capitolo Vaticano (il cui stemma in marmo pu\u00f2 ancora osservarsi a lato della porta della sagrestia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-83dde7334e5fc64f9db74e3d5fb75910\" style=\"font-size:22px\"><strong>La Vergine \u00e8 rappresentata come <\/strong><em><strong>Galaktotrofousa<\/strong><\/em>, cio\u00e8 a seno scoperto e in procinto di allattare il Bambino (o dopo averlo appena fatto), il quale con la mano sinistra regge una sfera simbolo del mondo mentre con la destra tocca quel seno a indicare ai fedeli il latte della grazia di cui Egli stesso si nutre. L\u2019iconografia \u00e8 quella tipica delle Madonne con quel titolo, qui interpretata con risultati estetici di grande rilievo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-405cf5510f931894fa8e5380b26c4199\" style=\"font-size:22px\">L\u2019immagine, incoronata nel 1788, \u00e8 profondamente legata alla tradizione religiosa locale e viene portata in processione solo ogni dieci anni (o in occasioni speciali, come il Giubileo dello scorso anno), in ricordo dell\u2019evento settecentesco e del suo primo centenario celebrato con solennit\u00e0 nel 1888 (della statua e della sua storia abbiamo parlato nell\u2019articolo <em>Madonna delle Grazie 2022: un \u201cquasi Decennio\u201d a Vallo<\/em>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3340\" style=\"aspect-ratio:1.4992888417882142;width:504px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-300x200.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-768x512.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-6-Raff.-Fierro-1230x820.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nicchia marmorea con la statua della Madonna delle Grazie, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. R. Fierro, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3341\" style=\"aspect-ratio:1.4992888417882142;width:517px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-300x200.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-768x512.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-8-R.-Fierro-1230x820.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Statua lignea della Madonna delle Grazie (particolare), esposizione per il Giubileo 2025 (f. R. Fierro, 2025)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"583\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323-583x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3317\" style=\"width:342px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323-583x1024.jpg 583w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323-171x300.jpg 171w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323-768x1350.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323-874x1536.jpg 874w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-7-R.-Fierro-scaled-e1777740567323.jpg 1138w\" sizes=\"auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Statua lignea della Madonna delle Grazie, esposizione per il Giubileo 2025 (f. R. Fierro, 2025)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1f8072d1c3f38b2e35dbaba3e78b4d06\" style=\"font-size:22px\">La cappella pi\u00f9 importante \u00e8 in fondo alla navata destra. Voluta dalla <strong>famiglia Pinto<\/strong> nel 1530, ospita un polittico pittorico dello stesso periodo, a lungo attribuito ad <strong>Andrea Sabatini<\/strong>, detto anche Andrea da Salerno (L. Accardi, G. Kalby), pittore raffaellesco di fine Quattro-inizi Cinquecento (per alcuni suo allievo), e in seguito assegnato a un non meglio identificato \u201c<strong>Maestro di Vallo della Lucania<\/strong>\u201d (A. D\u2019Aniello, F. Abbate), nome convenzionale con cui si indica un autore attivo soprattutto in ambito diocesano. In ogni caso, si tratta di un artista che ha subito l\u2019influenza di Sabatini e, attraverso lui, di <strong>Raffaello<\/strong>, forse napoletano o formatosi a Napoli. Dunque, per dirla col Maiese, \u201c\u00e8 opera senza dubbio della rinascenza\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3334\" style=\"aspect-ratio:0.7500197957082905;width:481px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-9-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Polittico del Maestro di Vallo della Lucania, prima met\u00e0 XVI sec., Cappella Pinto, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-70f67b451c6ccccf131cff0536046478\" style=\"font-size:22px\">I sei quadri rappresentano, in basso e al centro, una <strong>Madonna con Bambino<\/strong> (che sembra richiamare la \u201cMadonna del Pesce\u201d di Raffaello) con ai lati <strong>S. Antonio da Padova<\/strong> (a destra di chi guarda) e <strong>S. Pantaleone di Nicomedia<\/strong> (a sinistra); in alto e al centro, una <strong>Crocifissione<\/strong> con ai lati <strong>S. Gennaro<\/strong> (a destra) e <strong>S. Domenico di Guzm\u00e0n<\/strong> (a sinistra). Le attribuzioni dei santi non paiono tutte certe. Ad esempio, quello in alto a sinistra potrebbe essere un santo cistercense, visto l\u2019abito, forse <strong>S. Bernardo di Chiaravalle<\/strong>. Oppure pi\u00f9 antico, come <strong>S. Leonardo di Limoges<\/strong>, viste le catene che tiene nella mano destra quale attributo iconografico volto a indicare il suo protettorato su carcerati e prigionieri (santo il cui culto \u00e8 attestato in zona). Mentre, secondo il can. Maiese, quello in basso a sinistra sarebbe <strong>S. Luca Evangelista<\/strong>, come scrive nei suoi appunti del 1911 pubblicati nel 2016. Anche lui un medico, secondo la tradizione derivata dalle <em>Lettere<\/em> di S. Paolo, come il santo di Nicomedia (e quindi, anche in questo caso, sarebbe giustificata la presenza degli strumenti dell\u2019arte medica: il caduceo e il vaso con gli unguenti). Ma \u00e8 pi\u00f9 facile, oltre ad apparire pi\u00f9 logico, che sia il martire orientale, visto il rosso del mantello e il suo patronato sull\u2019antico casale dei Cornuti (il che significherebbe che si tratta della sua raffigurazione pi\u00f9 antica ancora esistente a Vallo); e soprattutto il committente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3342\" style=\"aspect-ratio:0.6670007014730935;width:390px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-683x1024.jpg 683w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-200x300.jpg 200w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-768x1152.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-1230x1845.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-11-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Madonna con Bambino (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"502\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-502x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3318\" style=\"aspect-ratio:0.4902492738820976;width:273px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-502x1024.jpg 502w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-147x300.jpg 147w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-768x1565.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-754x1536.jpg 754w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-1005x2048.jpg 1005w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-1230x2507.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-10-scaled.jpg 1256w\" sizes=\"auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">S. Pantaleone di Nicomedia (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"521\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-521x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3319\" style=\"aspect-ratio:0.5088198757763975;width:273px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-521x1024.jpg 521w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-153x300.jpg 153w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-768x1511.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-781x1536.jpg 781w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-1041x2048.jpg 1041w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-1230x2420.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-12-scaled.jpg 1301w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">S. Antonio da Padova (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"758\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-758x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3321\" style=\"aspect-ratio:0.7402659594061959;width:418px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-758x1024.jpg 758w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-222x300.jpg 222w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-768x1037.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-1137x1536.jpg 1137w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-1516x2048.jpg 1516w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-1230x1661.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-14-scaled.jpg 1895w\" sizes=\"auto, (max-width: 758px) 100vw, 758px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crocifissione (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"953\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-1024x953.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3320\" style=\"aspect-ratio:1.0745123121202431;width:332px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-1024x953.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-300x279.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-768x715.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-1536x1430.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-2048x1906.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-13-1230x1145.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">S. Leonardo di Limoges (?) (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"980\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-980x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3322\" style=\"aspect-ratio:0.957043419436384;width:313px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-980x1024.jpg 980w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-287x300.jpg 287w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-768x803.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-1470x1536.jpg 1470w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-1960x2048.jpg 1960w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-15-1230x1285.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">S. Gennaro (f. G. Di Vietri, 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-174c9807a691ed896bd580bfe91e0f54\" style=\"font-size:22px\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-aa52b632fe7ecfb9e61447118b93fc2e\" style=\"font-size:22px\">A completare l\u2019opera vi \u00e8, alla sua base, una predella divisa in tre riquadri dipinti in cui sono raffigurati il <strong>Cristo benedicente con S. Paolo e undici Apostoli<\/strong> (probabilmente, l\u2019autore non ha rappresentato Mattia, il sostituto del Traditore).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-034c196809aaf0c0298a034a65fe6bd7\" style=\"font-size:22px\">Il polittico \u00e8 un capolavoro sia per la qualit\u00e0 complessiva dei dipinti (soprattutto di quella Madonna che a noi profani sembra uscita dalla mano del maestro urbinate, e che fa aleggiare sull\u2019intero manufatto un etereo spirito rinascimentale), sia per quella dei materiali utilizzati a formare la cornice che racchiude i quadri (legno dorato con decorazioni). E non poteva essere diversamente, se a commissionarne l\u2019esecuzione furono gli esponenti di quella famiglia Pinto appena arrivata in paese e che avevano eretto, quasi di fronte alla chiesa mariana, il loro sontuoso palazzo. D\u2019altronde, lo stemma del casato \u00e8 riprodotto due volte alla base dell\u2019opera (oltre che in una lastra di marmo sulla parete della cappella), il che sembra non lasciare dubbi sulla committenza e sulla volont\u00e0 di ostentazione tipica della piccola nobilt\u00e0 di provincia e della borghesia del denaro e dei traffici intenta a mostrare o a conquistare il suo rango.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"660\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-1024x660.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3323\" style=\"aspect-ratio:1.5515599295794973;width:449px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-1024x660.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-300x193.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-768x495.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-1536x990.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-2048x1320.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-16-1230x793.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto G. Di Vietri (2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"406\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-1024x406.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3324\" style=\"aspect-ratio:2.5222858215257578\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-1024x406.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-300x119.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-768x305.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-1536x609.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-2048x812.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-17-1230x488.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto G. Di Vietri (2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3343\" style=\"aspect-ratio:1.4992888417882142;width:469px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-300x200.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-768x512.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-18-1230x820.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto G. Di Vietri (2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3aac717bbd911b60a737d085369943ab\" style=\"font-size:22px\">Risale invece al XVIII secolo il grande quadro collocato sopra al confessionale lungo la navata sinistra. La tela rappresenta ancora una <strong>Madonna che allatta il Bambino<\/strong>, attorniata da angeli e putti e con ai piedi un santo in abiti da frate, <strong>S. Francesco di Paola<\/strong>, con i suoi attributi iconografici (il bastone, la folta barba bianca e, soprattutto, la scritta \u201cCharitas\u201d su quella sorta di scudo retto dal putto seduto in basso che rappresenta lo stemma dell\u2019Ordine dei Minimi da lui fondato). L\u2019opera in passato \u00e8 stata attribuita a <strong>Girolamo Santacroce<\/strong>, il grande artista napoletano della prima met\u00e0 del XVI secolo, col titolo di \u201cMadonna del Monte\u201d. Certamente un errore, di attribuzione e di soggetto, non foss\u2019altro perch\u00e9 il Santacroce fu solo uno scultore. Errore indotto per\u00f2 dalla firma che pu\u00f2 leggersi in basso a destra: \u201cG.mo S.ce\u201d (vedi foto qui sotto). Abbreviazione che indica invece <strong>Girolamo Starace<\/strong>, pittore attivo a Napoli nel Settecento (1730-94), dallo stile classicista e tra le cui opere famose vi sono alcuni affreschi realizzati alla Reggia di Caserta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e32762eb9a72a409f7743a6b0ca315dd\" style=\"font-size:22px\">Se il quadro \u00e8 stato commissionato dai Domenicani che officiavano la chiesa all\u2019epoca, \u00e8 probabile che il soggetto richiami la Madonna delle Grazie, bench\u00e9 seduta diversamente dall\u2019icona cinquecentesca sull\u2019altare maggiore, e che la scelta del santo di Paola sia dovuta al fatto che lo stesso, alla fine degli anni Trenta di quel secolo, fosse stato proclamato patrono principale del Regno di Napoli. In ultimo, non \u00e8 improbabile che alla scelta del soggetto abbia contribuito anche il patronato di S. Francesco di Paola voluto da <strong>mons. Pietro Raymondi<\/strong>, vescovo di Capaccio dal 1741 al 1768 (il periodo in cui dovrebbe essere stata realizzata l\u2019opera), sulla congregazione di preti diocesani da lui istituita durante il suo episcopato (vi accenna Ebner nel suo celebre \u201cChiesa baroni e popolo nel Cilento\u201d, vol. I, p. 222). Appare dunque credibile, come leggiamo nella scheda sull\u2019opera redatta da Roberto Carmine Leardi e pubblicata sull\u2019opera \u201cRitorno al Cilento\u201d, che la denominazione corretta sia <em>L\u2019apparizione della Vergine delle grazie a san Francesco di Paola<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"711\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-711x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3325\" style=\"aspect-ratio:0.6943590090242336;width:481px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-711x1024.jpg 711w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-208x300.jpg 208w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-768x1107.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-1066x1536.jpg 1066w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-1421x2048.jpg 1421w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-1230x1772.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-19-scaled.jpg 1777w\" sizes=\"auto, (max-width: 711px) 100vw, 711px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">G. Starace, L\u2019apparizione della Vergine delle grazie a san Francesco di Paola, XVIII sec., Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3335\" style=\"width:344px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-20-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">G. Starace, L\u2019apparizione della Vergine delle grazie a san Francesco di Paola, particolare con la firma dell\u2019autore, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-07077e8904ebe73e5ba40705e08b7458\" style=\"font-size:22px\">Ancora al Settecento risalgono i due altari di giuspatronato delle <strong>famiglie De Hippolytis<\/strong> (navata sinistra) e <strong>Stasi<\/strong> (navata destra), rispettivamente 1757 e 1761, e le tele collocate sugli stessi, almeno per quanto riguarda il \u201cSan Giuseppe\u201d dipinto da <strong>Andrea De Hippolytis<\/strong> per l\u2019altare di famiglia nel 1758 (come si legge con un po\u2019 di pazienza sul quadro stesso). Il quadro riproduce il pi\u00f9 noto <em>San Giuseppe incoronato dal Bambino Ges\u00f9 retto dalla Vergine<\/em> dipinto da <strong>Luca Giordano<\/strong> attorno al 1685 e oggi esposto nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli. Incerta \u00e8 invece l\u2019attribuzione e la data del quadro raffigurante la Madonna del Carmine (con S. Pietro alla sua destra) che si pu\u00f2 ammirare su quello degli Stasi (anche se con una pessima illuminazione, che purtroppo riguarda un po\u2019 tutti i dipinti della chiesa).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3336\" style=\"aspect-ratio:0.750036059425934;width:356px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-21-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Altare fam. De Hippolytis, met\u00e0 XVIII sec., Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-638x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3326\" style=\"aspect-ratio:0.6230568727820871;width:292px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-638x1024.jpg 638w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-187x300.jpg 187w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-768x1233.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-957x1536.jpg 957w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-1276x2048.jpg 1276w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-1230x1974.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-22-scaled.jpg 1595w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">A. De Hippolytis, San Giuseppe incoronato dal Bambino Ges\u00f9 retto dalla Vergine, 1758 (copia da Luca Giordano, f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3337\" style=\"aspect-ratio:0.7500197957082905;width:329px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-23-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Altare fam. De Hippolytis, met\u00e0 XVIII sec., Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-604x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3327\" style=\"aspect-ratio:0.5898617511520737;width:317px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-604x1024.jpg 604w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-177x300.jpg 177w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-768x1303.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-905x1536.jpg 905w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-1207x2048.jpg 1207w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-1230x2087.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-24-scaled.jpg 1509w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Madonna del Carmine con S. Pietro Apostolo, XVIII sec. (?) (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-d1fc57dac5e22604b0ae29fc74664b99\" style=\"font-size:22px\">Parallela alla cappella Pinto, in fondo alla navata sinistra, \u00e8 collocata la cappella della Madonna del Rosario sul cui altare troviamo la tela raffigurante tale soggetto sacro con le scene dei quindici misteri. Il quadro \u00e8 probabilmente opera del pittore locale <strong>Nicola De Mattia <\/strong>(1759-1831), il quale raffigura la Vergine tra S. Domenico e le due sante domenicane <strong>Caterina da Siena<\/strong> e <strong>Rosa da Lima<\/strong>. Nella cappella e nel tamburo dell\u2019elegante cupola che la sormonta, sono rappresentate con affreschi scene della vita del fondatore dei Predicatori e della storia dell\u2019Ordine, risalenti probabilmente alla prima met\u00e0 del XVIII secolo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3338\" style=\"aspect-ratio:0.7500304395470595;width:306px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-25-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Altare Cappella Madonna del Rosario, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"797\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-797x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3328\" style=\"aspect-ratio:0.7783333333333333;width:305px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-797x1024.jpg 797w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-233x300.jpg 233w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-768x987.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-1195x1536.jpg 1195w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-1593x2048.jpg 1593w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-1230x1581.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-26-scaled.jpg 1992w\" sizes=\"auto, (max-width: 797px) 100vw, 797px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">N. De Mattia (?), Madonna del Rosario e Misteri, fine XVIII-inizi XIX sec. (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"794\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-1024x794.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3329\" style=\"aspect-ratio:1.289703483350926;width:641px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-1024x794.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-300x233.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-768x595.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-1536x1190.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-2048x1587.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-27-1230x953.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">S. Domenico riceve il Rosario da Maria Vergine, prima met\u00e0 XVIII sec., Cappella Madonna del Rosario, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3339\" style=\"width:676px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Foto-28-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cupola della Cappella del Rosario, Chiesa di S. Maria delle Grazie (f. 2026) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4c157cc81a9330afa2cdafc57752a390\" style=\"font-size:22px\">Da quanto esposto, risulta evidente che visitare il santuario di S. Maria delle Grazie di Vallo \u00e8 un\u2019esperienza di fede ma anche un viaggio nell\u2019arte e nella bellezza. D\u2019altronde, le due cose si richiamano vicendevolmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3477a83bc8fe9eeb86ccf176175ba327\" style=\"font-size:22px\">I pi\u00f9 curiosi possono anche indugiare sui molti stemmi gentilizi presenti sulle cappelle-altari laterali, che purtroppo \u2013 ad eccezione di quelli della cappella Pinto \u2013 sono in larga misura poco leggibili ma che raccontano della propensione ad ostentare prestigio e ricchezza mostrata per secoli dalle famiglie notabili locali. Molte di esse, inoltre, avevano il diritto alla sepoltura in quell\u2019edificio sacro, come evidenziano le tante lapidi sparse sui muri laterali e che un tempo dovevano occupare il pavimento delle navate minori. Leggere queste lapidi \u00e8 per\u00f2 ancora pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 in gran parte consumate, tutte in latino e, soprattutto, coperte da altri arredi liturgici. Infine, assai evidente \u00e8 anche lo stemma di un vescovo, che negli anni Cinquanta del secolo scorso fece decorare e sistemare la chiesa in vista della sua trasformazione in parrocchia, chiamando l\u2019allora giovane maestro <strong>Vito Formisano<\/strong>. Quello stemma e gli interventi di quest\u2019ultimo bisogna cercarli. A chi legge il piacere della scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a29882f14902e26d095353676cdf4c88\" style=\"font-size:22px\">(<em>continua<\/em>)<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"3347\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella parte a sud di Piazza Vittorio Emanuele, si erge la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. 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