{"id":3446,"date":"2026-09-11T18:54:22","date_gmt":"2026-09-11T18:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=3446"},"modified":"2026-09-11T18:54:22","modified_gmt":"2026-09-11T18:54:22","slug":"qualche-motivo-per-visitare-vallo-parte-iii-il-museo-diocesano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=3446","title":{"rendered":"Qualche motivo per visitare Vallo (Parte III \u2013 Il Museo Diocesano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Nonostante sia aperto ormai da oltre quarant\u2019anni in ampi locali del seminario, il Museo Diocesano di Vallo rimane poco conosciuto e ancor meno visitato. Forse avrebbe bisogno di essere meglio pubblicizzato, inserito in specifici itinerari museali, farsi notare per incontri e conferenze artistico-culturali, organizzare visite guidate rivolte a pubblici specifici (cosa che si fa gi\u00e0 per le scuole), puntare sul turismo religioso al quale il centro diocesi avrebbe molto da offrire: dalla Cattedrale al Santuario di S. Maria delle Grazie, dalla Chiesa del Crocifisso a S. Caterina a quella di S. Nicola allo Spio, a tante cappelle sparse nel territorio e tutte da scoprire (private e pubbliche).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Ma il Museo \u2013 da solo \u2013 resta un ottimo motivo per venire a Vallo e conoscere la storia di una diocesi ricca anche se periferica, piena di fascino anche se tormentata e sofferente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quella dello stesso suo allestimento \u00e8 una storia travagliata, perch\u00e9 lunga e piena di intoppi e ripartenze. Lo si intuisce gi\u00e0 quel 3 luglio del 1982, giorno della sua inaugurazione, quando <strong>mons. Giuseppe Casale<\/strong>, vescovo diocesano, iniziando il suo discorso, esclama: \u201c<strong>Il Museo Diocesano di Vallo \u00e8 finalmente una realt\u00e0<\/strong>\u201d. E, continuando, afferma: \u201cRealizzato dopo lunghi e faticosi anni di studio, di ricerca e di vaste collaborazioni, il Museo inizia la sua attivit\u00e0\u201d; chiarendone anche le finalit\u00e0, non limitate all\u2019ovvia tutela e valorizzazione delle opere d\u2019arte, ma estese alla volont\u00e0 di \u201cdare un valido contributo alla rinascita del Cilento\u201d, rinascita possibile \u2013 continua la cronaca della rivista diocesana \u2013 solo se si vede in esso una proposta \u201crivolta a quanti vorranno operare per il rinnovamento della societ\u00e0 cilentana\u201d. Una proposta forse mai pienamente raccolta da quel giorno di 44 anni fa da una societ\u00e0 tutt\u2019altro che propensa a rinnovarsi, nonostante la sensibilit\u00e0 dei vescovi succedutisi nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"748\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82-1024x748.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3404\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82-1024x748.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82-300x219.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82-768x561.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82-1230x899.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-1-Inaugurazione-museo-82.jpg 1516w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Inaugurazione museo diocesano di Vallo della Lucania, 3 luglio 1982 (in primo piano, il Sottosegretario ai Beni culturali e ambientali, sen. P. Mezzapesa, e mons. G. Casale \u2013 foto Comunit\u00e0 in Dialogo, nn. 3-4, maggio-agosto 1982, p. 194)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">L\u2019immediato predecessore di Casale, <strong>mons. Biagio D\u2019Agostino<\/strong>, era stato il primo dei presuli a mostrare particolare interesse per le opere d\u2019arte sacra, viste come espressione della cultura locale e della fede popolare. <strong>Negli anni Sessanta<\/strong>, soprattutto nel corso delle sue visite pastorali, <strong>aveva cominciato a raccogliere quadri, statue e oggetti di artigianato sacro<\/strong> per sottrarli all\u2019incuria e alla fatiscenza di chiese e ambienti che non ne garantivano la custodia e la conservazione. Ma, in mancanza di spazi e strutture adeguate in centro diocesi, quel materiale era stato accumulato nei locali dell\u2019episcopio, che ne garantivano s\u00ec una maggiore sicurezza ma a discapito di una migliore fruizione da parte di pubblico e studiosi, come si legge in un articolo sul bollettino diocesano di quegli anni. Da qui l\u2019avvertita necessit\u00e0 di una vera e propria struttura museale, che a D\u2019Agostino non era riuscito di realizzare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"745\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-745x1024.jpg\" alt=\"Sale dell\u2019episcopio diocesano di Vallo della Lucania, sistemazione provvisoria della Pinacoteca (foto Comunit\u00e0 in Dialogo, n. 4, ottobre-dicembre 1978, p. 428)\" class=\"wp-image-3405\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-745x1024.jpg 745w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-218x300.jpg 218w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-768x1055.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-1118x1536.jpg 1118w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-1491x2048.jpg 1491w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-1230x1690.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-2-quadri-in-episcopio-scaled.jpg 1864w\" sizes=\"auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sale dell\u2019episcopio diocesano di Vallo della Lucania, sistemazione provvisoria della Pinacoteca (foto Comunit\u00e0 in Dialogo, n. 4, ottobre-dicembre 1978, p. 428)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">L\u2019interesse per l\u2019arte nasceva non solo dalla sensibilit\u00e0 del presule, ma anche da disposizioni provenienti da documenti conciliari, in particolare dalla <strong>costituzione sulla liturgia<\/strong> <em><strong>Sacrosanctum Concilium<\/strong><\/em>, promulgata al termine della prima sessione del Vaticano II (4 dicembre 1963). In sede di attuazione di tale documento, gi\u00e0 nel gennaio \u201964 il papa, col <strong>Motu proprio<\/strong> <em><strong>Sacram Liturgiam<\/strong><\/em>, ne aveva disposto l\u2019entrata in vigore di alcune parti. Tra queste, l\u2019obbligo per ogni diocesi di istituire tre commissioni: una per la liturgia, una per la musica sacra, una per l\u2019arte sacra. Mons. D\u2019Agostino, nell\u2019adempiere all\u2019obbligo, pochi mesi dopo, aveva nominato per quest\u2019ultima commissione i <strong>monss. Pietro Guglielmotti<\/strong>, <strong>Carmelo Merola<\/strong> e <strong>Angelo Infante<\/strong>. Rinnovando gli incarichi di curia, due anni dopo, la nuova commissione per l\u2019arte sacra era presieduta dal vescovo e formata dagli stessi componenti, ad eccezione di mons. Merola sostituito dal <strong>can. Fulvio Parente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Ad aprile del 1971, la Congregazione per il clero aveva inviato una <strong>\u201cLettera sulla cura del patrimonio storico-artistico della Chiesa\u201d<\/strong> nella quale, \u2013 come si legge sul bollettino diocesano \u2013 constatando le numerose usurpazioni, le indebite alienazioni, i furti e le distruzioni subite da tale patrimonio, anche a causa di una errata e pretestuosa esecuzione della riforma liturgica nella parte riguardante i mutamenti da apportare ai luoghi sacri, ricordava che <strong>le opere antiche d\u2019arte sacra dovevano \u201csempre e dovunque\u201d essere \u201cben custodite\u201d e poste \u201cdegnamente\u201d al servizio del culto divino<\/strong>; che i vescovi dovevano vigilare con le apposite commissioni perch\u00e9 le modifiche ai luoghi sacri fossero fatte sempre con cautela; e, infine, che, qualora nell\u2019adattamento alle disposizioni liturgiche alcune opere d\u2019arte non si ritenessero pi\u00f9 idonee al culto, non dovessero mai essere destinate ad usi profani, ma \u201c<strong>collocate in luogo adatto, cio\u00e8 in un Museo diocesano o interdiocesano, di libero accesso per tutti<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Dunque, la cura dei beni artistici ecclesiastici passava, in questi anni, dall\u2019essere demandata alla sensibilit\u00e0 personale dei singoli vescovi al divenire una prescrizione generale della Chiesa, dettata da esigenze liturgiche, culturali e\/o di aggiornamento della proposta cristiana, in particolare di rinnovamento delle modalit\u00e0 comunicative del messaggio evangelico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-8 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">\u00c8 in questa situazione che si avvia l\u2019episcopato di <strong>Casale<\/strong> (1974), il quale, impegnato in un\u2019opera di riforma pastorale ricca di iniziative, <strong>nel 1978 istituisce l\u2019Ente diocesano \u201cMuseo e Pinacoteca\u201d e l\u2019Ufficio diocesano \u201cBeni culturali\u201d<\/strong>, premessa immediata dell\u2019apertura del luglio \u201982.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Grazie al suo attivismo, il vescovo in pochi anni riesce a sollecitare interventi pubblici e a coinvolgere numerosi enti, dalle comunit\u00e0 montane alla soprintendenza salernitana, fino alla regione. Lo testimoniano le presenze nel giorno inaugurale, che vanno dal sottosegretario ai Beni culturali e ambientali ai parlamentari locali, dal presidente della Giunta regionale a quelli delle comunit\u00e0 montane. Partecipano anche <strong>l\u2019arch. Mario De Cunzo<\/strong>, soprintendente ai Beni artistici di Salerno e Avellino, <strong>l\u2019arch. Gennaro Matacena<\/strong> e <strong>la dott.a Antonia d\u2019Aniello<\/strong>, curatori dell\u2019allestimento della struttura. In particolare, Matacena ringrazia gli artigiani di Vallo ritenuti \u201ci veri realizzatori del Museo diocesano\u201d: il <strong>\u201cmastro muratore\u201d Gabriele Palladino<\/strong>, il <strong>falegname Luigi Paglia<\/strong>, il <strong>fabbro Aniello Ruggiero<\/strong>, <strong>l\u2019elettricista Aldo De Vita<\/strong> e il <strong>pittore Vincenzo Palladino<\/strong> (<em>Comunit\u00e0 in dialogo<\/em>, maggio-agosto \u201982).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3430\" style=\"width:494px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-3-museo-sala-statue-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Museo diocesano di Vallo della Lucania, Sala delle statue, degli oggetti sacri e degli arredi liturgici (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3431\" style=\"aspect-ratio:0.7500000275761258;width:398px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-4-sala-polittici-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Museo diocesano di Vallo della Lucania, Sala dei Polittici (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-10 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">L\u2019apertura di luglio \u00e8 solo una tappa. Infatti, sono allestite solo le prime due sale, ma il programma completo prevede di rendere disponibili altri spazi. Questo perch\u00e9 le opere raccolte in seminario sono molto numerose, comprendendo il nucleo originario voluto da D\u2019Agostino e quelle che si stanno recuperando dalle varie chiese cilentane per salvarle dall\u2019incuria e dal degrado aggravati dalle conseguenze del terremoto di quasi due anni prima sugli edifici sacri. Negli sviluppi della struttura museale si prevede anche il restauro delle opere. Intanto, questo primo allestimento offre gi\u00e0 un\u2019idea ampia della ricchezza della storia artistica locale, che spazia dalla pittura quattrocentesca all\u2019oggettistica sacra, con manufatti in argento, in legno e in altri materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-11 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">La nascita del museo in questi anni non \u00e8 un caso, ma si inserisce in una stagione di rinnovata consapevolezza culturale conseguente agli interventi post-terremoto. Solo l\u2019anno prima era stata costituita la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici delle province di Salerno ed Avellino che aveva animato, proprio grazie a De Cunzo, quella nuova consapevolezza che vedeva nei territori periferici come il Cilento delle aree con testimonianze artistiche di grande rilievo, da approfondire e valorizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Negli anni successivi, seppur con lentezza, gli spazi museali vengono ampliati, ammodernati e arricchiti sia di opere sia di strutture (laboratorio di restauro), grazie soprattutto all\u2019interesse mostrato dal <strong>vescovo Giuseppe Favale<\/strong>, succeduto nel 1989 a Casale. Di conseguenza, cambiano gli allestimenti e gli spazi espositivi (riaperture del 1994 e del 2003), fino ad occupare in sostanza l\u2019intero primo piano del Seminario diocesano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Oggi, tra le collezioni esposte spiccano quelle dei polittici e delle tele, mentre meno ricche sono la statuaria e l\u2019oggettistica sacra, che per\u00f2 annoverano pezzi di assoluto rilievo per antichit\u00e0 e pregio artistico. Ne passiamo alcune in rassegna, cominciando dalla \u201c<strong>Sala dei polittici<\/strong>\u201d, che ci sembra la pi\u00f9 splendida e rappresentativa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3432\" style=\"aspect-ratio:0.7500000221355747;width:398px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-5-Polittico-Trasfigurazione-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Pino da Siena, Polittico della Trasfigurazione, 1577, olio su tavola (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Tre opere da sole basterebbero a rendere preziosa l\u2019esposizione di quadri della struttura vallese. Si tratta del \u201c<strong>Polittico della Trasfigurazione<\/strong>\u201d di <strong>Marco Pino da Siena<\/strong>, datato al 1577 e proveniente dalla chiesa del SS.mo Salvatore di Torchiara; del \u201c<strong>Polittico di Laurino<\/strong>\u201d o di \u201cSant\u2019Elena\u201d di <strong>Cristoforo Faffeo<\/strong>, datato al 1482 e proveniente dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore di Laurino; del \u201c<strong>Polittico di San Nicola<\/strong>\u201d del <strong>Maestro di Stella Cilento<\/strong>, datato al 1520 circa e proveniente dalla chiesa dei Santi Nicola e Bernardino di Stella Cilento. Tutti e tre sono in possesso del museo fin dalla sua prima apertura e sono stati restaurati proprio in seguito al loro recupero. Si tratta, con ogni probabilit\u00e0, di alcune delle prime opere raccolte da mons. D\u2019Agostino, in quanto le si vede esposte \u2013 smembrate \u2013 alle pareti dell\u2019episcopio in foto di fine anni Settanta (seconda foto qui sopra).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-15 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">La composizione del senese (il cui nome completo \u00e8 Marco di Giovanbattista del Pino, 1521-1583) \u00e8 formata da sei tavole su cui l\u2019autore (con aiuti della sua bottega) dipinge ad olio figure a dimensione naturale. Infatti, le quattro tavole laterali misurano tutte 190 x 83 cm, quelle centrali 190 x 100. Esse raffigurano, nel registro superiore, da sinistra, <em><strong>San Pietro<\/strong><\/em>, la <em><strong>Trasfigurazione<\/strong><\/em> e <em><strong>San Paolo<\/strong><\/em>; in quello inferiore, da sinistra, <em><strong>Santa Maria Maddalena<\/strong><\/em>, una <em><strong>Madonna col Bambino e San Giovannino<\/strong><\/em>, <em><strong>Santa Caterina d\u2019Alessandria<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"594\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-594x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3406\" style=\"aspect-ratio:0.5800756521213373;width:340px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-594x1024.jpg 594w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-174x300.jpg 174w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-768x1324.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-891x1536.jpg 891w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-1188x2048.jpg 1188w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-1230x2120.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-6-Polittico-Trasfigurazione-Madonna-scaled.jpg 1485w\" sizes=\"auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Pino da Siena, Madonna col Bambino, Polittico della Trasfigurazione, olio su tavola, 1577 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3433\" style=\"width:365px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-300x225.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-768x576.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-1230x923.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-7-Pol-Trasf.-Madonna-volto-480x360.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Pino da Siena, Madonna col Bambino (particolare), Polittico della Trasfigurazione, olio su tavola, 1577 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-16 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">L\u2019artista, considerato un maestro del Manierismo, fu allievo di <strong>Domenico Beccafumi<\/strong>, conobbe e fu ammirato da <strong>Michelangelo<\/strong>, collabor\u00f2 con <strong>Perin del Vega<\/strong> e <strong>Daniele da Volterra<\/strong>. Fu attivo nella sua citt\u00e0 e, soprattutto, a Roma e a Napoli, dove si trasfer\u00ec negli anni \u201950, divenendo uno specialista di pale d\u2019altare. A proposito dei dipinti vallesi, Vincenzo Cerino \u2013 nella <em>Guida al museo<\/em> pubblicata dalla Cei nel 2002 \u2013 scrive che \u201cun nuovo stile, quello che anticiper\u00e0 il manierismo napoletano, \u00e8 gi\u00e0 chiaramente leggibile in quest\u2019opera\u201d. Secondo Concetta Restaino, \u2013 nel volume del 1990 <em>Il Cilento ritrovato<\/em> \u2013 l\u2019opera, soprattutto la <em>Trasfigurazione<\/em>, va messa in rapporto con la <em>Trasfigurazione<\/em> della chiesa napoletana del Ges\u00f9 Vecchio (1566) e con quella della chiesa del <em>Corpus Domini<\/em> di Gragnano, eseguita nel 1578. Dunque, pur risalendo agli anni finali della sua vita (quando si avvaleva molto dei suoi collaboratori), l\u2019opera esprime pienamente la visione di questo maestro del Cinquecento italiano (e napoletano).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"455\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-455x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3407\" style=\"aspect-ratio:0.44433303481932784;width:327px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-455x1024.jpg 455w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-133x300.jpg 133w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-768x1730.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-682x1536.jpg 682w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-909x2048.jpg 909w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-1230x2770.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-8-Polittico-trasfigurazione-S.-M.-Maddalena-scaled.jpg 1137w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Pino da Siena, S. Maria Maddalena, Polittico della Trasfigurazione, olio su tavola, 1577 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"435\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-435x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3408\" style=\"aspect-ratio:0.42480181304035397;width:313px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-435x1024.jpg 435w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-128x300.jpg 128w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-768x1807.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-653x1536.jpg 653w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-871x2048.jpg 871w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-1230x2894.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-9-Polittico-Trasfigurazione-S.-Caterina-scaled.jpg 1088w\" sizes=\"auto, (max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Pino da Siena, S. Caterina d\u2019Alessandria, Polittico della Trasfigurazione, olio su tavola, 1577 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-17 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Il polittico di Cristoforo Faffeo fu realizzato appositamente per la chiesa di Laurino da cui proviene, recando un tempo la data e i nomi dei committenti: Filippo Caputo, abate della collegiata, e d. Giovanni Sacco, procuratore della stessa. L\u2019autore \u00e8 documentato a Napoli proprio nell\u2019ultimo quarto del Quattrocento e questa sarebbe la sua opera pi\u00f9 antica. Peraltro, la raffigurazione su una delle sue tavole di Sant\u2019Elena, eremita del V secolo, il cui corpo \u00e8 venerato proprio a Laurino, \u00e8 un\u2019ulteriore attestazione della provenienza e della committenza dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-18 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Essa si compone di sette parti in olio su tavola, per dimensioni complessive di 250 x 230 cm. Nel registro superiore, da sinistra, <em><strong>Sant\u2019Elena di Laurino<\/strong><\/em>, l\u2019<em><strong>Incoronazione di Maria<\/strong><\/em> e <em><strong>Santa Caterina d\u2019Alessandria<\/strong><\/em>; in quello inferiore, da sinistra, <em><strong>San Girolamo<\/strong><\/em>, <em><strong>Madonna col Bambino<\/strong><\/em>, e <em><strong>San Vincenzo Ferrer<\/strong><\/em>; nella predella, <em><strong>Cristo in Piet\u00e0 con la Madre e gli Apostoli<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3434\" style=\"aspect-ratio:0.7500000213908264;width:340px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-10-polittico-Faffeo-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cristoforo Faffeo, Polittico di Laurino, olio su tavola, 1482 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"864\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-864x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3409\" style=\"aspect-ratio:0.843754718798393;width:321px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-864x1024.jpg 864w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-253x300.jpg 253w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-768x911.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-1295x1536.jpg 1295w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-1727x2048.jpg 1727w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-11-1230x1458.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cristoforo Faffeo, Madonna col Bambino e angeli, Polittico di Laurino, olio su tavola, 1482 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-19 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Secondo Cerino \u2013 ancora nella <em>Guida<\/em> indicata \u2013 il pittore \u201cdescrive con molta dolcezza sia Santa Caterina d\u2019Alessandria sia Sant\u2019Elena. Specialmente in quest\u2019ultima s\u2019avverte una delicatezza che sconvolge, che diventa pura poesia, di quella priva di retorica. Non vi \u00e8 compiacimento alcuno. L\u2019autore tratta il colore e la figura con una sapienza, che al di l\u00e0 dei riferimenti culturali, che si rifanno alla sua formazione toscano-romana, conquista l\u2019osservatore e lo conduce in un mondo di purezza arcaica\u201d. Per leggere meglio l\u2019opera, bisogna guardarla insieme all\u2019<em><strong>Adorazione dei pastori<\/strong><\/em>, dello stesso artista ma di qualche anno successiva, nella chiesa di Santa Maria dei Lombardi di Novi Velia. Entrambe attestano le influenze sul pittore napoletano degli artisti attivi a fine XV secolo presso la corte papale: <strong>Melozzo da Forl\u00ec<\/strong>, <strong>Pinturicchio<\/strong>, <strong>Antoniazzo Romano<\/strong> (Pasqualina Sabino ne <em>Il Cilento ritrovato<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-20 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">La lettura dell\u2019opera evidenzia, quindi, una complessit\u00e0 che non pu\u00f2 non affascinare il visitatore pi\u00f9 attento e interrogarlo sulla ricchezza della committenza proveniente dalla Collegiata di Laurino, uno dei tesori artistici della diocesi, mentre si abbandona alla dolcezza dei visi delle due sante delle tavole del registro superiore.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"978\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-978x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3410\" style=\"aspect-ratio:0.9550700239368477;width:303px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-978x1024.jpg 978w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-287x300.jpg 287w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-768x804.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-1467x1536.jpg 1467w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-1956x2048.jpg 1956w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-12-S.-Elena-1230x1288.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 978px) 100vw, 978px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cristoforo Faffeo, S. Elena (Heliena) di Laurino, Polittico di Laurino, olio su tavola, 1482 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-936x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3411\" style=\"aspect-ratio:0.9140701431621874;width:288px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-936x1024.jpg 936w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-274x300.jpg 274w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-768x841.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-1403x1536.jpg 1403w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-1871x2048.jpg 1871w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-13-S.-Caterina-1230x1346.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cristoforo Faffeo, S. Caterina d\u2019Alessandria, Polittico di Laurino, olio su tavola, 1482 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3435\" style=\"aspect-ratio:0.7499999766922781;width:242px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-14-S.-Girolamo-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cristoforo Faffeo, S. Girolamo (particolare), Polittico di Laurino, olio su tavola, 1482 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-21 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Per quanto riguarda il Polittico di San Nicola, la sua attribuzione \u2013 a differenza di quello del Faffeo, fin dagli anni \u201970 attribuito correttamente al maestro napoletano \u2013 \u00e8 stata a lungo incerta. Questo perch\u00e9 lo si ritenne inizialmente opera di Andrea Sabatini (o da Salerno) \u2013 come per lo splendido \u201cPolittico Pinto\u201d nella vallese chiesa di S. Maria delle Grazie \u2013, per poi ascriverlo a un non meglio identificato \u201cMaestro di Stella Cilento\u201d (del quale il museo espone anche una <em>Piet\u00e0<\/em>, olio su tavola proveniente dalla stessa chiesa, ritenuta di esecuzione pi\u00f9 tarda). Si tratta, comunque, di un allievo di Sabatini o di un autore non distante dalla sua lezione, come sostiene Francesco Abbate nel volume <em>Il Cilento ritrovato<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-22 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Le tavole provengono dalla chiesa dei Santi Nicola e Bernardino di Stella Cilento e sono state datate al 1520 circa. Nel registro superiore, da sinistra, sono raffigurate <em><strong>Santa Lucia<\/strong><\/em>, una <em><strong>Madonna col Bambino<\/strong><\/em> e <em><strong>Sant\u2019Antonio di Padova<\/strong><\/em>; in quello inferiore, da sinistra, <em><strong>San Giovanni Battista<\/strong><\/em>, <em><strong>San Nicola di Bari<\/strong><\/em>, <em><strong>Santa Margherita<\/strong><\/em>. Le dimensioni complessive sono 285 x 230 cm.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3436\" style=\"aspect-ratio:0.7500000164900462;width:303px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-15-polittico-S.-Nicola-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro di Stella Cilento, Polittico di S. Nicola, olio su tavola, 1520 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"673\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-673x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3412\" style=\"aspect-ratio:0.6572320542681434;width:414px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-673x1024.jpg 673w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-197x300.jpg 197w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-768x1168.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-1010x1536.jpg 1010w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-1347x2048.jpg 1347w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-1230x1870.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-16-S.-Nicola-scaled.jpg 1684w\" sizes=\"auto, (max-width: 673px) 100vw, 673px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro di Stella Cilento, S. Nicola da Bari, Polittico di S. Nicola, olio su tavola, 1520 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-23 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">I tre polittici coprono, dunque, circa un secolo e consentono di fare \u2013 come si espresse Antonia d\u2019Aniello all\u2019apertura del 1982 \u2013 \u201cun ideale cammino che prende le mosse dall\u2019ultimo scorcio del secolo XV con il polittico attribuito al Faffeo (1482), ancora intriso di eleganze dallo squisito sapore tardo-gotico, e giunge al polittico di S. Nicola (prima met\u00e0 del secolo), il cui classicismo sarebbe incomprensibile senza l\u2019apporto decisivo di Andrea Sabatini, e, infine, alla <em>maniera moderna<\/em>, esasperatamente espressiva del bellissimo polittico della Trasfigurazione (1577) da attribuire, pur ammettendo il contributo di aiuti, al pennello di Marco Pino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-24 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">E potremmo aggiungere che non si tratta solo di un viaggio in quel secolo, ma anche nella pittura italiana rinascimentale con alcuni artisti assai rappresentativi della scena napoletana e di quella toscano-romana, viste le influenze, le suggestioni, le botteghe. Il che pone in connessione il territorio diocesano con alcune delle maggiori correnti artistiche dell\u2019epoca, soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la committenza civile e religiosa, ricca, competente e aggiornata.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"928\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-928x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3413\" style=\"aspect-ratio:0.9062466046767059;width:501px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-928x1024.jpg 928w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-272x300.jpg 272w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-768x847.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-1392x1536.jpg 1392w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-1856x2048.jpg 1856w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-17-pol-S.-Nicola-Madonna-1230x1357.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 928px) 100vw, 928px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro di Stella Cilento, Madonna col Bambino, Polittico di S. Nicola, olio su tavola, 1520 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"343\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-343x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3414\" style=\"aspect-ratio:0.3349590206264506;width:231px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-343x1024.jpg 343w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-100x300.jpg 100w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-768x2294.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-514x1536.jpg 514w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-685x2048.jpg 685w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-18-pol.-S.-Nicola-s.-Margherita-scaled.jpg 857w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro di Stella Cilento, S. Margherita, Polittico di S. Nicola, olio su tavola, 1520 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-25 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Ma la sala espone altre opere pittoriche di tutto rilievo. Vi si ammirano il <em>Dittico di San Mauro Cilento<\/em>, un olio su tavola molto rovinato in alcune parti, che raffigura San Benedetto e San Giovanni Battista, di inizi XVI secolo, proveniente dalla chiesa di San Mauro di San Mauro Cilento, e attribuito a un autore non meglio identificato se non col titolo di \u201cMaestro dei polittici francescani\u201d datogli da Ferdinando Bologna a met\u00e0 anni \u201950 nel presentare due polittici del Duomo di Salerno di committenza francescana; poco distante, la <em>Nativit\u00e0 con San Giovanni evangelista e San Francesco<\/em>, risalente alla seconda met\u00e0 dello stesso secolo e proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Giungano, che, per composizione e atmosfera, \u00e8 attribuita a un ignoto autore attivo nella bottega (o nell\u2019ambito) di Silvestro Buono; di un autore proveniente dall\u2019ambito solimenesco \u00e8 invece, l\u2019opera <em>Madonna con Bambino e San Gennaro<\/em> di fine \u2018700, un olio su tavola in cui il santo \u00e8 raffigurato nel momento in cui sta per ricevere la palma del martirio. Belli anche il <em>Sant\u2019Antonio Abate<\/em> di ignoto (XVI secolo), proveniente dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Agropoli, in cui l\u2019eremita \u00e8 rappresentato con tutti i suoi attributi iconografici e, sullo sfondo, una scena evocativa delle tentazioni, e la <em>Madonna del Rosario e Misteri<\/em>, proveniente dalla chiesa di San Filippo d\u2019Agira di Laurito, che reca la data del 1578 e si caratterizza per la sua articolazione in tondi: uno grande centrale, con la Vergine e il Bambino che consegnano la corona a San Domenico e Santa Caterina, e, attorno ad esso, quindici piccoli con la raffigurazione dei \u201cmisteri\u201d del Rosario (per tutti, vedi le schede di Cerino ancora nella <em>Guida<\/em> citata).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"844\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--844x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3415\" style=\"aspect-ratio:0.8242162389025494;width:425px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--844x1024.jpg 844w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--247x300.jpg 247w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--768x932.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--1266x1536.jpg 1266w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--1688x2048.jpg 1688w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-19-Dittico-S.-Mauro-Cilento--1230x1492.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro dei polittici francescani, Dittico di S. Mauro Cilento, olio su tavola, 1510 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"746\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-746x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3416\" style=\"aspect-ratio:0.7285096859087811;width:299px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-746x1024.jpg 746w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-219x300.jpg 219w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-768x1054.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-1119x1536.jpg 1119w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-1493x2048.jpg 1493w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-1230x1688.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-20-Madonna-con-bambino-e-S.-Gennaro-scaled.jpg 1866w\" sizes=\"auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito solimenesco), Madonna col Bambino e S. Gennaro, olio su tavola, fine sec. XVIII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"935\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-1024x935.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3417\" style=\"aspect-ratio:1.0951760104302477;width:345px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-1024x935.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-300x274.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-768x701.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-1536x1402.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-2048x1870.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-21-S.-Antonio-Abate-1230x1123.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto, Sant\u2019Antonio abate, olio su tavola, sec. XVI (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"947\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-947x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3419\" style=\"aspect-ratio:0.92480459241343;width:490px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-947x1024.jpg 947w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-277x300.jpg 277w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-768x831.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-1420x1536.jpg 1420w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-1893x2048.jpg 1893w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-23-Madoona-Rosario-1230x1331.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito meridionale), Madonna del Rosario e Misteri, olio su tavola, 1578 (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"785\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-785x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3418\" style=\"aspect-ratio:0.7665920954511558;width:291px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-785x1024.jpg 785w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-230x300.jpg 230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-768x1002.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-1177x1536.jpg 1177w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-1569x2048.jpg 1569w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-1230x1605.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-22-Nativita-S.-Giovanni-e-S.-Francesco-scaled.jpg 1961w\" sizes=\"auto, (max-width: 785px) 100vw, 785px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito di Silvestro Buono), Nativit\u00e0 con San Giovanni evangelista e San Francesco, olio su tavola, sec. XVI (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"984\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-1024x984.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3420\" style=\"aspect-ratio:1.0406557573400221;width:322px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-1024x984.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-300x288.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-768x738.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-1536x1477.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-2048x1969.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-24-Pieta-Maestro-Stella-Cilento-particolare-1230x1182.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maestro di Stella Cilento, Piet\u00e0 (particolare), olio su tavola, sec. XVI (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-26 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quanto alle tele, uscendo dalla sala, richiamano l\u2019attenzione del visitatore, in particolare, alcune opere del Settecento di ambito solimenesco, quali il <em>San Gennaro<\/em> e il <em>San Filippo Neri<\/em> provenienti dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore di Laurino, che potrebbero essere anche di mano dello stesso Francesco Solimena, e la <em>Madonna del Rosario<\/em> proveniente dalla chiesa di Sant\u2019Antonino di Altavilla Silentina. Suggestivo \u00e8 il <em>San Francesco di Paola<\/em> proveniente dalla chiesa di San Marco a Futani, di autore ignoto che, per i suoi rimandi alla pittura di Jusepe de Ribera, sembra provenire dalla sua scuola, o dall\u2019ambito di pittori che a lui si richiamano. Infatti, scrive, Cerino, \u201cil volto di questo <em>San Francesco<\/em> \u00e8 di una tale espressivit\u00e0 naturalistica che solo un profondo conoscitore di Ribera e della sua tecnica pittorica avrebbe potuto realizzare\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3421\" style=\"aspect-ratio:0.7500000183988619;width:296px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-1151x1536.jpg 1151w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-1535x2048.jpg 1535w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-1230x1641.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-25-S.-Gennaro-scaled.jpg 1919w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francesco Solimena (o \u00e0mbito), San Gennaro, olio su tela, prima met\u00e0 sec. XVIII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"868\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-868x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3422\" style=\"aspect-ratio:0.8476571628057604;width:331px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-868x1024.jpg 868w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-254x300.jpg 254w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-768x906.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-1302x1536.jpg 1302w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-1736x2048.jpg 1736w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-26-S.-Filippo-Neri-1230x1451.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 868px) 100vw, 868px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francesco Solimena (o \u00e0mbito), San Filippo Neri, olio su tela, sec. XVIII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"841\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-841x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3423\" style=\"aspect-ratio:0.8212883211012383;width:329px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-841x1024.jpg 841w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-246x300.jpg 246w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-768x935.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-1262x1536.jpg 1262w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-1682x2048.jpg 1682w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-27-Madonna-del-Rosario-1230x1498.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito solimenesco), Madonna del Rosario, olio su tela, sec. XVIII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"820\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-820x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3424\" style=\"aspect-ratio:0.8007804687314103;width:308px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-820x1024.jpg 820w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-240x300.jpg 240w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-768x959.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-1230x1536.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-28-S.-Francesco-di-Paola-1640x2048.jpg 1640w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito di Jusepe de Ribera), San Francesco di Paola, olio su tela, sec. XVII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-27 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Tra le statue della raccolta vallese, certamente iconica \u00e8 quella del <em>San Filadelfo<\/em> proveniente dalla Badia italo-greca di S. Maria di Pattano (un altro gioiello storico-culturale del territorio da aggiungere al discorso sul turismo culturale), in legno scolpito e dipinto, di autore ignoto, probabilmente bizantino, forse di cultura o influenze ottoniane. Essa rappresenta l\u2019omonimo monaco che sarebbe stato il fondatore o uno dei primi egumeni della badia, considerato santo dai confratelli e dalla popolazione locale. La sua datazione \u00e8 incerta, oscillando dal X al XIII secolo. A quest\u2019ultimo periodo l\u2019aveva ascritta la curatrice del primo allestimento del museo vallese, Antonia d\u2019Aniello, mentre Letizia Gaeta ne indicava una data pi\u00f9 alta in <em>Il Cilento ritrovato<\/em> (XI-XII sec.); Marina Falla Castelfranchi e Rosaria Marchionibus l\u2019avevano, invece, ulteriormente \u201cinvecchiata\u201d, considerandola a cavallo tra X e XI secolo (data riportata dalla scheda del museo). Infine, pi\u00f9 di recente (<em>Ritorno al Cilento<\/em>, 2017), Antonio Braca la colloca in pieno XII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-28 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Ci\u00f2 che \u00e8 sicuro \u00e8 che l\u2019antichissimo manufatto ci guarda dalla profondit\u00e0 dei secoli e dalla ricchezza di una storia cilentana ancora non del tutto conosciuta. Scrive L. Gaeta: \u201cLa scultura appare caricata di \u2018terribilit\u00e0\u2019: severa e ieratica, essa si presenta rigidamente frontale, l\u2019impenetrabilit\u00e0 risulta accentuata dalla schematica definizione dei particolari: barba a punta, occhi e bocca esageratamente abbassati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-29 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Secoli di uso e di pessima conservazione ce l\u2019hanno consegnata priva di alcune parti, sicuramente le braccia che si innestavano all\u2019altezza del tronco. Il suo restauro ne ha permesso, per\u00f2, una migliore lettura storico-critica, per quanto ancora non definitiva. L\u2019opera \u00e8 uno dei rarissimi e pi\u00f9 antichi esempi di sculture bizantine in legno arrivate fino a noi pi\u00f9 o meno intatte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3437\" style=\"width:326px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-29-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito bizantino), San Filadelfo di Pattano, legno policromo, sec. X-XI (?) (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3438\" style=\"width:312px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-30-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito bizantino), San Filadelfo di Pattano (lato destro), legno policromo, sec. X-XI (?) (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3439\" style=\"width:348px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-31-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito bizantino), San Filadelfo di Pattano (particolare), legno policromo, sec. X-XI (?) (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-30 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Meritano l\u2019attenzione del visitatore anche il <em><strong>Sant\u2019Antonio<\/strong><\/em> del XVI-XVII sec., proveniente dalla Collegiata di Laurino, una scultura lignea policroma con lavorazioni in estofado; il <em><strong>San Pietro<\/strong><\/em> e il <em><strong>San Giovanni Battista<\/strong><\/em> provenienti dalla chiesa di S. Michele Arcangelo di Acquavella, in legno policromo, risalenti al XV secolo e di autori sconosciuti, seppur ritenuti di ambito meridionale; la <em><strong>Madonna delle Grazie<\/strong><\/em> in stucco policromo proveniente dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Stio, della prima met\u00e0 del XVI secolo e di \u201cignoto maestro meridionale\u201d. Quest\u2019ultima presenta delle particolarit\u00e0 insolite e preziose, come l\u2019uccellino nella mano sinistra del Bambino e la resa del panneggio della Vergine con effetto di chiaroscuro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3440\" style=\"width:320px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-32-S.-Antonio-Laurino-particolare--scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto, Sant\u2019Antonio da Padova, legno policromo, sec. XVI-XVII (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3441\" style=\"aspect-ratio:0.7499999784073745;width:319px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-33-S.-Pietro-Acquavella-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito meridionale), San Pietro Apostolo, legno policromo, sec. XV (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3442\" style=\"aspect-ratio:0.7499999844085946;width:316px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-34-S.-Giovanni-Battista-Acquavella-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito meridionale), San Giovanni Battista, stucco policromo, sec. XV (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3443\" style=\"aspect-ratio:0.7499999788854401;width:321px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-768x1024.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-225x300.jpg 225w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-1230x1640.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-35-Madonna-d.-Grazie-Stio-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ignoto (\u00e0mbito meridionale), Madonna delle Grazie, legno policromo, prima met\u00e0 sec. XVI (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-31 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">La collezione degli oggetti sacri \u2013 dicevamo \u2013 pur meno numerosa, presenta dei pezzi di assoluto valore. In mezzo a diversi messali e libri liturgici, a croci d\u2019altare e astili di pregio e di vari secoli, a calici e candelieri di vario tipo, a preziosi abiti liturgici dei vescovi diocesani, spiccano il <em><strong>Cofanetto nuziale della Bottega degli Embriachi<\/strong><\/em> e il <em><strong>Calice di San Silvestro<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-32 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Il primo risale agli inizi del Quattrocento e proviene dalla collegiata di Santa Maria Maggiore di Laurino (come molti altri pezzi di cui si \u00e8 parlato). Si tratta di un cofanetto, inizialmente destinato a contenere doni nuziali (ed esso stesso dono pregiato), poi adattato a reliquiario e, con questa funzione, probabilmente giunto a Laurino. <strong>L\u2019oggetto \u00e8 tanto piccolo (cm. 31x26x25) quanto prezioso.<\/strong> A renderlo tale, la data di realizzazione, appunto i primi decenni del XV secolo, e la provenienza originaria, la Bottega degli Embriachi, un\u2019officina di scultori operanti a Firenze e nell\u2019Italia settentrionale tra XV e XVI secolo, le cui opere troviamo oggi esposte anche a Parigi (<em>Louvre<\/em>) e a Vienna (<em>Kunsthistorisches Museum<\/em>), come ci informa Antonio Braca in <em>Ritorno al Cilento<\/em>. Il capolavoro del capostipite della bottega, <strong>Baldassarre degli Embriachi<\/strong>, \u00e8 il monumentale trittico della Certosa di Pavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-33 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">L\u2019officina lavorava diversi materiali, in genere l\u2019avorio e l\u2019osso nelle commissioni pi\u00f9 preziose come la nostra. Cos\u00ec lo descrive nel 1990 Antonia d\u2019Aniello: \u201cIntarsi di corno e legni pregiati decorano la base della scatola e il coperchio a pagoda, lungo i cui lati sono raffigurati, su placchette di osso, geni alati affrontati. Sui lati della scatola, nella successione delle placchette sulle quali sono ancora ben visibili tracce consistenti della originaria cromia, si succedono le storie di Paride\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-34 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Di forma esagonale, le placchette d\u2019osso sui lati sono 23, e la scatola doveva essere ancora pi\u00f9 preziosa, essendo tuttora visibili delle tracce di doratura. Insomma, un vero gioiello che dice pi\u00f9 di quello che appare e che, forse, meriterebbe una di quelle presentazioni video delle mostre d\u2019arte pi\u00f9 accorsate.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1001\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-1024x1001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3425\" style=\"aspect-ratio:1.0229763386325692;width:330px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-1024x1001.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-300x293.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-768x751.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-1536x1502.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-2048x2002.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-36-1230x1203.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bottega degli Embriachi, Cofanetto nuziale, ossa e corno intagliato su legno di noce, 1400 ca. (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"789\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-789x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3426\" style=\"aspect-ratio:0.7705046303300824;width:297px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-789x1024.jpg 789w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-231x300.jpg 231w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-768x997.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-1183x1536.jpg 1183w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-1578x2048.jpg 1578w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-1230x1597.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-37-scaled.jpg 1972w\" sizes=\"auto, (max-width: 789px) 100vw, 789px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bottega degli Embriachi, Cofanetto nuziale, coperchio visto dall\u2019alto (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"896\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-896x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3427\" style=\"aspect-ratio:0.8750079702135086;width:325px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-896x1024.jpg 896w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-263x300.jpg 263w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-768x878.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-1344x1536.jpg 1344w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-1792x2048.jpg 1792w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-38-1230x1406.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bottega degli Embriachi, Cofanetto nuziale, II (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"954\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-1024x954.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3428\" style=\"aspect-ratio:1.0733681463159164;width:323px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-1024x954.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-300x280.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-768x716.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-1536x1431.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-2048x1908.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-39-1230x1146.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bottega degli Embriachi, Cofanetto nuziale, III (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-35 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quanto al <em>Calice di San Silvestro<\/em>, il nome gli \u00e8 dato dalla chiesa da cui proviene (o dal santo rappresentato in uno degli smalti), quella di Sacco dedicata al papa santo. Si tratta di un\u2019opera di <strong>Guidino di Guido da Siena<\/strong>, del XIV secolo, in argento e smalti traslucidi. La parte originale del manufatto \u00e8 solo la base, mentre coppa e quasi l\u2019intero fusto sono aggiunte successive. Nonostante questo, il calice resta prezioso sul piano storico-artistico perch\u00e9 sulla base sono collocate sei placchette in smalto raffiguranti l\u2019<em><strong>Addolorata<\/strong><\/em>, il <em><strong>Crocifisso<\/strong><\/em>, e i santi <em><strong>Pietro<\/strong><\/em>, <em><strong>Paolo<\/strong><\/em>, <em><strong>Giovanni<\/strong><\/em>e <em><strong>Silvestro<\/strong><\/em>, tutte pienamente leggibili. Non lo sono invece le figure dei sei santi raffigurate sul nodo del fusto, anch\u2019esse in smalto. L\u2019attribuzione non \u00e8 problematica grazie all\u2019iscrizione sul fusto in cui si legge <em>Guidino Guidi de Senis me fecit<\/em> (vedi la scheda di Antonia Cucciniello in <em>Il Cilento ritrovato<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-36 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Anche questi oggetti raccontano di una presenza artistica nell\u2019antica diocesi di Capaccio che la connette, per vie intricate e non del tutto ricostruite, ad alcune delle botteghe e correnti artistiche attive in Italia nel basso Medioevo, in particolare toscane.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-512x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3429\" style=\"width:312px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-512x1024.jpg 512w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-150x300.jpg 150w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-768x1535.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-769x1536.jpg 769w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-1025x2048.jpg 1025w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-1230x2458.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-40-Calice-S.-Silvestro-scaled.jpg 1281w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guidino di Guido da Siena, Calice di San Silvestro, argento e smalti, sec. XIV (foto 2026)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-37 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">In conclusione, la nostra \u00e8 solo una panoramica di presentazione del pi\u00f9 vasto allestimento del museo diocesano, che rappresenta un vero catalogo dell\u2019arte nella diocesi lungo i secoli; vuole essere un invito alla visita, al piacere di sostare dinanzi alle opere e, perch\u00e9 no, di meditare su quelle che maggiormente emozionano, mentre se ne acquisisce il significato storico, il valore artistico, la dimensione spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-38 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">\u201cLa visita a un museo \u2013 scriveva mons. Favale nella <em>Guida<\/em> pubblicata dalla Cei nel 2002 \u2013 non \u00e8 mai una frettolosa passeggiata, durante la quale si gettano repentini sguardi sugli oggetti che cadono sotto gli occhi. \u00c8 un atto, invece, impegnativo e serio. Si tratta di impegnare intelligenza e tempo, indispensabili per la comprensione delle opere d\u2019arte in esso conservate ed esposte. Il museo \u00e8 una bellissima cattedra su cui \u2018siedono\u2019 opere diverse che, con i loro colori, con la tecnica usata, con i soggetti rappresentati, parlano di storia, di abitudini, di sensibilit\u00e0, di vita, della cultura di gruppi di persone o di popoli che ci hanno preceduti nel tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-39 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quella cattedra, riguardandoci da vicino, ci parla ancora. Ben inteso, purch\u00e9 siamo disposti ad ascoltarne il mai invecchiato messaggio!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-40 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\"><em>Ringrazio per la disponibilit\u00e0 e la cortesia la Direzione del Museo Diocesano di Vallo nelle persone degli architetti Raffaele Rammauro e Angelo D\u2019Apolito.<\/em><\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"3446\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante sia aperto ormai da oltre quarant\u2019anni in ampi locali del seminario, il Museo Diocesano di Vallo rimane poco conosciuto e ancor meno visitato. 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