{"id":541,"date":"2021-07-10T16:09:51","date_gmt":"2021-07-10T16:09:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=541"},"modified":"2021-07-12T10:40:15","modified_gmt":"2021-07-12T10:40:15","slug":"cento-anni-di-sanita-locale-storie-di-medici-preti-pazienti-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=541","title":{"rendered":"Cento anni di sanit\u00e0 locale: storie di medici, preti, pazienti (seconda parte)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Se il 1921, il \u201929 e il \u201948 sono date importanti per la sanit\u00e0 locale, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 il \u201956: anno di apertura dell\u2019ospedale \u201cSan Luca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">La data \u00e8, al tempo stesso, un punto d\u2019arrivo e di partenza. Infatti, per coglierne il significato bisogna spostarsi nel tempo fino ad arrivare a circa cinquant\u2019anni prima, quando un prete locale, il <strong>can. Luca Petraglia<\/strong>, rettore del Santuario del Monte Sacro di Novi Velia, comincia a concretizzare la sua idea che espone nel primo numero della rivista <em>Charitas<\/em>, pubblicata apposta per raccogliere fondi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Un\u2019ardimentosa idea da sempre vagheggiata mi riscalda la mente e il cuore. Quest\u2019idea \u00e8 la fondazione di un ospedale in queste terre lucane, in beneficio degli infermi poveri<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13-796x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-502\" width=\"415\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13-796x1024.jpg 796w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13-233x300.jpg 233w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13-768x988.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13-1194x1536.jpg 1194w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/13.jpg 1206w\" sizes=\"auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Siamo nel 1911, le cliniche di cui si \u00e8 detto nella prima parte dell\u2019articolo sono ancora lontane anche dall\u2019essere immaginate, don Luca vagheggia un ricovero per i poveri, cio\u00e8 una prima forma di assistenza medica per la stragrande maggioranza del popolo, allora fatto in prevalenza di contadini e artigiani sempre al limite della sopravvivenza. La raccolta avviata col suo giornale sar\u00e0 lenta e difficoltosa, incontrer\u00e0 subito l\u2019ostacolo della guerra mondiale, poi quello del fascismo, per i contrasti mai sopiti con la sezione locale del Fascio di combattimento, e sar\u00e0 sempre caratterizzata da restrizioni e dalla necessit\u00e0 di continui appelli e sollecitazioni a donatori privati e organi istituzionali. Nonostante ci\u00f2, don Luca gi\u00e0 nel 1913 acquista dagli Stasi un terreno lungo la via Nazionale e pone la prima pietra dell\u2019edificio. Passata la guerra, comincia a costruire, ma la fabbrica si ferma pi\u00f9 volte e definitivamente nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta. I soldi sono finiti e l\u2019intraprendente canonico avvia un\u2019altra iniziativa, ancora un giornale, <em>Il Samaritano<\/em>, per raccogliere altre offerte, che arrivano, anche durante gli anni della nuova guerra, ma non consentono lo stesso di completare l\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-1024x900.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-503\" width=\"391\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-1024x900.jpg 1024w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-300x264.jpg 300w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-768x675.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-1536x1350.jpg 1536w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-2048x1800.jpg 2048w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/14-1230x1081.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Quando don Luca muore, nel \u201947, l\u2019ospedale non \u00e8 pronto pur essendo in gran parte realizzata la sua struttura fisica. Ci sar\u00e0 bisogno di altri due preti, <strong>don Alfredo Pinto<\/strong> e <strong>don Pietro Guglielmotti<\/strong>, per farlo diventare un ente, portare a termine i lavori e, finalmente, aprire ufficialmente l\u2019ospedale \u201cSan Luca\u201d, che riprendeva il nome del suo ideatore rispettandone le ultime volont\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>L\u2019ospedale fu inaugurato solennemente il 20 dicembre 1956, alla presenza del Prefetto di Salerno, del Vescovo Mons. Biagio D\u2019Agostino, dei rappresentanti della Provincia di Salerno e di molte altre Autorit\u00e0 civili, militari e religiose. Al momento dell\u2019inaugurazione l\u2019ospedale disponeva di cinquanta posti letto<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In realt\u00e0, da circa due anni, nella struttura in via di completamento era gi\u00e0 in attivit\u00e0 un poliambulatorio dell\u2019Inam, che occupava i locali disponibili e che era stato ospitato fin dal \u201950 nell\u2019edificio del Conservatorio di \u201cS. Caterina\u201d attraverso una convenzione tra l\u2019istituto mutualistico e don Alfredo Pinto, presidente degli \u201cIstituti riuniti Pinto e S. Caterina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-644x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-504\" width=\"330\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-644x1024.jpg 644w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-189x300.jpg 189w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-768x1221.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-966x1536.jpg 966w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-1288x2048.jpg 1288w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15-1230x1955.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/15.jpg 1474w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">In ogni caso, da quel \u201956 inizia la nuova storia della sanit\u00e0 pubblica a Vallo e nel suo ampio territorio. L\u2019esistenza di un ospedale che cura gratuitamente i suoi pazienti, anche se attraverso un sistema di \u201cCasse mutua\u201d che solo alla fine degli anni \u201970 diventer\u00e0 il Servizio Sanitario Nazionale, rende pi\u00f9 difficile la vita alle cliniche private che, per loro natura, erano state e continuavano ad essere a pagamento, curando i poveri solo dietro rimborso delle spese da parte del Comune. \u00c8 probabile che questo sia stato uno dei fattori che avrebbero portato, da l\u00ec a qualche anno, alla chiusura di due delle tre strutture esistenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-614x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-506\" width=\"298\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-614x1024.jpg 614w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-180x300.jpg 180w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-768x1281.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-921x1536.jpg 921w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-1228x2048.jpg 1228w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-1230x2052.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-scaled.jpg 1535w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Negli anni in cui ne \u00e8 responsabile il can. Guglielmotti, il \u201cSan Luca\u201d si ingrandisce di molto e lo far\u00e0 ancora di pi\u00f9 nei decenni successivi. Nel volume questa evoluzione, che porta il piccolo fabbricato iniziale a diventare l\u2019odierna grande struttura, \u00e8 seguito punto per punto anche con un\u2019ampia documentazione fotografica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-700x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-505\" width=\"330\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-700x1024.jpg 700w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-205x300.jpg 205w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-768x1123.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-1050x1536.jpg 1050w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-1400x2048.jpg 1400w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-1230x1799.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/16-scaled.jpg 1750w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Interessante il rilievo che d\u00e0 conto delle dinamiche messe in atto dall\u2019apertura:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">\u201c<em>Oltre a rappresentare un essenziale presidio per la salute dei cilentani, da quel momento l\u2019ospedale fu anche la base per il decollo economico del territorio, in particolare di Vallo della Lucania, non solo perch\u00e9 offriva a molti una professione e un posto di lavoro, ma anche perch\u00e9 stimolava l\u2019imprenditoria locale, specie quella edile. Inoltre permetteva a molti medici locali di non spostarsi e ai professionisti di occupare i Quadri direttivi del nosocomio sia in campo amministrativo che sanitario<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-603x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-507\" width=\"373\" height=\"634\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-603x1024.jpg 603w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-177x300.jpg 177w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-768x1303.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-905x1536.jpg 905w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-1207x2048.jpg 1207w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-1230x2087.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18.jpg 1488w\" sizes=\"auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Sorvoliamo sull\u2019elenco dei dirigenti, dei medici, degli impiegati tecnici e sanitari, su cui peraltro il libro si sofferma in abbondanza, e anche su quello delle religiose, le \u201cSuore della Carit\u00e0 di Santa Giovanna Antida\u201d, che svolsero un ruolo importante, soprattutto agli inizi, quando la gestione interna della struttura era improntata sul risparmio, sul rapporto personale con i pazienti e, pi\u00f9 in generale, su uno spirito di familiarit\u00e0 e solidariet\u00e0. A questo proposito, i ricordi dei tanti che hanno lavorato nella struttura sono assai significativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Una delle prime assunte nella struttura, la signora <strong>Giovanna Agresta<\/strong>, ricorda che, al momento di prendere servizio, don Guglielmotti \u201c<em>mi avvis\u00f2 che avrei dovuto svolgere qualsiasi attivit\u00e0 richiesta agli inservienti dell\u2019ospedale, dalla sistemazione dei cadaveri all\u2019allevamento delle galline, dalla pulizia dei locali al bucato a mano delle lenzuola, che nel vecchio fabbricato si faceva al piano terra, in un angusto e buio locale dov\u2019erano installate della vasche di cemento<\/em>\u201d. E aggiunge che \u201c<em>era molto vivo il cameratismo fra colleghi, la perseverante dedizione al lavoro e il rigoroso evitare ogni sorta di spreco<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-922x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-509\" width=\"337\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-922x1024.jpg 922w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-270x300.jpg 270w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-768x853.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-1382x1536.jpg 1382w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20-1230x1367.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20.jpg 1656w\" sizes=\"auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il signor <strong>Domenico Guzzo<\/strong>, un altro impiegato assunto negli anni \u201960, scrive: \u201c<em>Mi piace ricordare il grande spirito di collaborazione che esisteva fra noi, al punto da scambiarci le mansioni nel caso qualcuno mancasse o fosse troppo impegnato. Poteva succedere infatti che, da infermiere, sostituissi l\u2019addetto alla pulizia dei pavimenti. In verit\u00e0, nessuno escluso, davamo tutto all\u2019ospedale, e senza che ci fosse riconosciuto lo straordinario, lavorando ben oltre la fine dei turni<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-1001x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-508\" width=\"400\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-1001x1024.jpg 1001w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-293x300.jpg 293w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-768x785.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-1502x1536.jpg 1502w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-2002x2048.jpg 2002w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/19-1230x1258.jpg 1230w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\"><strong>Anella Tangredi<\/strong>, assunta come portantina, ricorda che, nello spirito di risparmio dell\u2019epoca, dava anche una mano in cucina: \u201c<em>Allevate in un grande pollaio sotto la scarpata sulla cui sommit\u00e0 corre via Torrusio, a volte i pasti comprendevano anche uova e carne delle galline alimentate con gli avanzi di cucina<\/em>\u201d. Inoltre, continua, \u201c<em>aiutavo a lavare la biancheria che ogni mattina arrivava dalle corsie, dove le mie colleghe e gli infermieri pulivano e cambiavano gli ammalati<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il primo a fare e richiedere sacrifici e risparmi era il presidente Guglielmotti, che spesso provvedeva di persona alla spesa, si riforniva di frutta e verdura dai contadini locali, controllava il materiale sanitario, esigeva un rigoroso risparmio energetico chiedendo a tutti, ad esempio, di fare attenzione nel non lasciare lampade inutilmente accese. Anche i medici erano coinvolti in questo scrupoloso regime economico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-600x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-510\" width=\"354\" height=\"604\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-600x1024.jpg 600w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-176x300.jpg 176w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-768x1310.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-900x1536.jpg 900w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-1200x2048.jpg 1200w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-1230x2099.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/21-scaled.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il <strong>dottor Pantaleo Palladino<\/strong>, che prese servizio negli anni \u201970 e fu anche direttore sanitario, ricorda che \u201c<em>erano anni eroici, quelli in cui l\u2019ospedale prendeva forma arricchendosi di nuovi padiglioni e specialit\u00e0 cliniche, ma anche di aghi per le iniezioni ringiovaniti sfregando sul marmo del davanzale la punta consumata dall\u2019uso. L\u2019operazione era chiamata Ammoll\u00e0. Gli infermieri, ancora assunti per chiamata diretta, spesso avevano nessuna o poca preparazione. Di conseguenza i loro compiti sanitari erano molto limitati, e sempre in presenza del medico. Erano per lo pi\u00f9 impiegati nella pulizia di locali e biancheria destinati ai pazienti. Sotto la supervisione delle suore, alcuni dedicavano un po\u2019 del loro tempo alla cura delle galline e dei maiali allevati sotto la scarpata della strada che conduce al cimitero. Carne e uova erano destinati agli ammalati. Consci dell\u2019importanza che l\u2019ospedale assumeva nei confronti della salute della popolazione, e delle attese che la gente nutriva verso quella nuova tanto auspicata realt\u00e0, i primi medici e infermieri furono quelli che pi\u00f9 dei loro successori vi dedicarono ogni energia, senza badare a famiglia, profitto personale e incarichi di prestigio<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">Il <strong>dottor Vincenzo Filpi<\/strong>, anche lui entrato in servizio negli anni \u201970 e divenuto primario di ginecologia, scrive: \u201c<em>Nel 1974 al San Luca funzionavano solo tre reparti, obbligatori per Legge per poter essere considerato regolamentare un ospedale: Medicina, con Primario il Dott. Gaetano Passarelli; Chirurgia, con Primario il Dott. Sapio; Ginecologia-Ostetricia, con Primario il Dott. Gaetano Luongo. Poco tempo dopo l\u2019ospedale si arricchiva del reparto di Radiologia e del Laboratorio di Analisi, e attorno alla met\u00e0 degli anni Ottanta, grazie al fattivo interessamento di Mons. Guglielmotti, del Presidente Rinaldi e di altri dirigenti, era quasi completo in ogni reparto<\/em>\u201d. Quanto al suo impegno, aggiunge: \u201c<em>L\u2019attivit\u00e0 di Ginecologia era sempre frenetica. Non era eccezionale portare a termine quattro o cinque parti al giorno, anzi a notte. Una volta mi lamentai con le partorienti del fatto che i nascituri attendessero la notte per venire al mondo. La risposta fu unanime e sorprendente: erano stati concepiti di notte!<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\" style=\"font-size:22px\">I ricordi e le testimonianze sono molto pi\u00f9 numerose, ma per quelle dei dott. Spiotta, Fusco, Di Scianni, Autieri, Carlone e di tanti altri non possiamo che rinviare al volume che, proprio per questa abbondante presenza di interventi personali, \u00e8 esso stesso un documento prezioso ed assume il valore di un vero e proprio libro-testimonianza. Di esso, dobbiamo ringraziare l\u2019autore, che non \u00e8 un cilentano ma ama questa terra come, e a volte pi\u00f9, di noi, suoi smemorati abitanti.<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"541\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il 1921, il \u201929 e il \u201948 sono date importanti per la sanit\u00e0 locale, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 il \u201956: anno di apertura&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":551,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,6],"tags":[10,69,82,70,78,85,74,84,83,80,81,63,77,32,65,11,66,75,79,67,73,64,8],"class_list":["post-541","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","category-storia-locale","tag-cilento","tag-clinica-lettieri","tag-don-eligio-rubino","tag-don-giovanni-dangiolillo","tag-donna-marta","tag-dott-francesco-lettieri-2","tag-dott-edoardo-cobellis","tag-dott-francesco-sica-2","tag-dott-giuseppe-moscati-2","tag-francesco-e-giovanni-cobellis","tag-generale-clark","tag-lodovico-calza","tag-marta-amodio","tag-morra-manlio","tag-ospedale-san-luca","tag-parco-nazionale-del-cilento","tag-policlinico-lucano","tag-prof-alberto-de-rosa","tag-prof-luigi-cobellis","tag-prof-raffaele-lettieri","tag-prof-leopoldo-cobellis","tag-sanita-vallo","tag-vallo-della-lucania","wpcat-7-id","wpcat-6-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/541","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=541"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/541\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}