{"id":936,"date":"2022-03-17T16:09:34","date_gmt":"2022-03-17T16:09:34","guid":{"rendered":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=936"},"modified":"2022-03-18T10:56:45","modified_gmt":"2022-03-18T10:56:45","slug":"un-decennale-da-ricordare-vallo-e-la-sua-storia-a-due-secoli-dalla-nascita-del-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fattidistoria.org\/?p=936","title":{"rendered":"Un decennale da ricordare: Vallo e la sua storia a due secoli dalla nascita del comune"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Sembra ieri, ma sono passati dieci anni. A marzo del 2012 presentavamo il libro<em>Da paese di conciatori a citt\u00e0 di servizi. Gli ultimi duecento anni a Vallo della Lucania<\/em>, pubblicato dall\u2019editore Plectica di Salerno e curato dai proff. Rossi e Santangelo. Nell\u2019allora appena ristrutturata Aula consiliare del Palazzo della Cultura (l\u2019ex Convento dei Domenicani, che cominciava ad assumere il nuovo pomposo nome voluto dall\u2019amministrazione comunale), la manifestazione \u2013 molto partecipata dai cittadini, non saprei dire se pi\u00f9 per curiosit\u00e0 ed interesse verso la storia locale o per la presenza di relatori che lasciavano presagire un certo <em>appeal<\/em> anche mondano dell\u2019evento, quali il sindaco Aloia, il vescovo Miniero, i proff. Rossi, La Gloria e Castiello \u2013 presentava i risultati di un\u2019ampia ricerca voluta dallo stesso Comune (ma partita dall\u2019iniziativa del precedente sindaco Cobellis) sulla storia di Vallo nell\u2019et\u00e0 contemporanea. Si trattava di celebrare i due secoli della nascita del nostro Comune, ripercorrendone con uno sguardo retrospettivo (non celebrativo) il lungo cammino di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-679x1024.jpg\" alt=\"Locandina della manifestazione del 2012\" class=\"wp-image-927\" width=\"404\" height=\"609\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-679x1024.jpg 679w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-199x300.jpg 199w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-768x1159.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-1018x1536.jpg 1018w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-1357x2048.jpg 1357w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-1230x1856.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/001-scaled.jpg 1696w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a><figcaption>Locandina della manifestazione del 2012<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Il contenuto temporale dei due tomi che compongono il volume \u00e8 reso chiaro dal sottotitolo, che parla degli \u201cultimi duecento anni\u201d, mentre il titolo indica le linee di un percorso storico, la principale direttrice socio-economico lungo la quale si muove il paese in questo periodo: quella che lo conduce dall\u2019essere una comunit\u00e0 dedita a un fiorente artigianato e commercio delle pelli e dei cuoi, &#8211; un \u201c<strong>paese di conciatori<\/strong>\u201d, appunto -, attivit\u00e0 di derivazione settecentesca e di tipo proto-industriale, al divenire un centro con funzioni di tipo urbano grazie alla presenza di un terziario privato e, soprattutto, pubblico col quale fornisce a un vasto territorio circostante servizi di varia natura, tra cui quelli amministrativi, sanitari, giudiziari, educativi \u2013 la \u201c<strong>citt\u00e0 dei servizi<\/strong>\u201d, di cui ancora al titolo. Un percorso che ne sottende un altro, di tipo istituzionale, col costituirsi dei due casali di Corinoti (o Vallo) e Spio in Comune agli inizi dell\u2019Ottocento, la sua elevazione a sede di Sottointendenza (in seguito, Sottoprefettura) e, a met\u00e0 secolo, di Tribunale circondariale, fino agli snodi novecenteschi che, tra alti e bassi, lo collocano stabilmente tra le realt\u00e0 civiche pi\u00f9 rilevanti dell\u2019area cilentana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Insomma, c\u2019era molto su cui indagare e scrivere, ed ecco il motivo per cui il materiale prodotto dagli autori coinvolti \u00e8 stato suddiviso in modo da occupare due tomi per un totale di circa 700 pagine. I saggi in cui si articola il lavoro affrontano i pi\u00f9 diversi temi e problemi del periodo ed offrono un panorama ampio e variegato per contenuti e metodi. Era la prima volta che si cercava di coprire ambiti temporali e problematici cos\u00ec vasti. Se si guarda, infatti, alla scarna produzione bibliografica specificamente dedicata alla storia di Vallo, si trova un solo lavoro di livello scientifico, quello del 2000 di uno dei due curatori, dal titolo <em>Vallo della Lucania<\/em>, nel quale Luigi Rossi compendia e rielabora i suoi numerosi studi precedenti sul paese e il territorio; mentre risale alla prima met\u00e0 degli anni Ottanta la pubblicazione di <em>Vallo Lucano e suoi dintorni<\/em>, curata dallo stesso Rossi, ma, in questo caso, si tratta della raccolta di scritti storici del canonico Giovanni Maiese risalenti ai primi decenni del \u2018900 e ancora inediti, raccolta assai documentata e ricca di notizie che segue, per\u00f2, il modello delle ricerche erudite di stampo ottocentesco. Per trovare un terzo titolo, occorre risalire alla fine degli anni Venti del secolo scorso, quando l\u2019avvocato Tommaso Cobellis pubblic\u00f2, col sostegno del comune, il volumetto <em>Origini e storia di Vallo della Lucania<\/em>, stampato dalla locale tipografia di Luigi Spera. Anche in questo caso, per\u00f2, si trattava di un saggio di tipo erudito, scritto a ridosso delle retoriche celebrazioni dei 100 anni dei moti del 1828. Sono libri di cui prima o poi ci occuperemo; qui li abbiamo richiamati per evidenziare la novit\u00e0 e l\u2019ampiezza del progetto di ricerca alla base del volume che stiamo analizzando.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-929\" width=\"331\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-726x1024.jpg 726w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-213x300.jpg 213w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-768x1084.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-1088x1536.jpg 1088w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-1451x2048.jpg 1451w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003-1230x1736.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/003.jpg 1680w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-712x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-928\" width=\"325\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-712x1024.jpg 712w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-209x300.jpg 209w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-768x1104.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-1069x1536.jpg 1069w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-1425x2048.jpg 1425w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002-1230x1768.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/002.jpg 1745w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Dunque, tornando ai due tomi del 2012, c\u2019\u00e8 da dire che, quasi a fare da premessa ai temi otto-novecenteschi, i saggi di <strong>Elio De Magistris<\/strong>, sul territorio vallese nell\u2019antichit\u00e0, di <strong>Giuseppe Cirillo<\/strong>, su Spio e Corinoti tra medioevo ed et\u00e0 moderna nell\u2019ambito dello Stato di Novi, di <strong>Alfonso Conte<\/strong>, sul complesso rapporto intessuto a cavallo tra et\u00e0 moderna e contemporanea dall\u2019uomo col territorio cilentano, e di <strong>Michele Santangelo<\/strong>, sulle dinamiche di lungo periodo della vita religiosa, tentano di ricostruire alcune delle vicende che interessano il comprensorio vallese nell\u2019antichit\u00e0, nel medioevo e nell\u2019et\u00e0 moderna, facendo luce su una storia della quale siamo quasi completamente all\u2019oscuro, a causa della scarsa documentazione e dell\u2019ancora pi\u00f9 scarsa attenzione storiografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quanto all\u2019Ottocento, la sua analisi \u00e8 condotta nei contributi di <strong>Grazia De Vita<\/strong> e <strong>Giuseppe Palmisciano<\/strong>. Quest\u2019ultimo porta la sua attenzione sul Risorgimento, con la partecipazione dei vallesi e dei cilentani alle insurrezioni del periodo e la diffusa e continua effervescenza politica e dell\u2019ordine pubblico che interessa quest\u2019area in quei decenni. L\u2019analisi presenta un ampio respiro cronologico, parte infatti dal 1799, si diffonde sul periodo francese per approdare ai decenni della Restaurazione. Di questa vengono presi in esame, in particolare, i due grandi momenti insurrezionali: quello del 1828-29, specificamente cilentano, e il 1848, quando il comprensorio partecipa al sommovimento generale di quell\u2019anno. Lumeggiando episodi, personaggi e limiti, l\u2019autore riesce a fornire un quadro di questi eventi efficace, privo di toni celebrativi e tutto calato nel contesto e nelle dinamiche create dai concreti rapporti di forza tra i ceti locali. Suo merito \u00e8 quello di aver utilizzato in maniera convincente fonti documentarie specifiche, quelle prodotte dalla polizia borbonica e conservate presso gli archivi pubblici napoletani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">La De Vita, invece, in due saggi, dedicati rispettivamente a \u201c<em><strong>Vallo nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento<\/strong><\/em>\u201d e al periodo \u201c<em><strong>A cavallo tra la fine dell\u2019Ottocento e i primi decenni del Novecento<\/strong><\/em>\u201d, compie un\u2019analisi articolata delle dinamiche economiche e di quelle amministrative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Vi trovano spazio \u2013 nel primo \u2013 il racconto delle problematiche vicende del neonato Comune, che affronta i decenni iniziali della sua esistenza tra mancanza di risorse, disfunzioni gestionali, incapacit\u00e0 del ristretto ceto dirigente a operare per la crescita e il progresso del territorio e dei suoi cittadini; un racconto al quale si intreccia quello delle non meno difficili vicende sociali ed economiche, con un apparato produttivo preso in esame nei suoi settori costituenti: l\u2019agricoltura, l\u2019artigianato, la pastorizia, le attivit\u00e0 legate all\u2019economia del bosco. Settori che vengono opportunamente inseriti e considerati all\u2019interno di un contesto economico in cui la prevalenza dell\u2019autoconsumo, lo scarso sviluppo del mercato e il condizionamento della gestione delle terre demaniali \u2013 l\u2019annosa \u201cvertenza demaniale\u201d \u2013 evidenziano la complessiva arretratezza del paese e del suo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Ne emerge il quadro ampio e mosso di una realt\u00e0 che, pur favorita da alcuni dei cambiamenti promossi nel Decennio francese \u2013 quando Vallo diventa sede della Sottointendenza e quindi centro del comprensorio controllato dal funzionario governativo \u2013, non riesce ad adeguare le sue strutture produttive agli emergenti cambiamenti economici, n\u00e9 ad esprimere un\u2019<em>\u00e9lite<\/em> all\u2019altezza dei suoi nuovi compiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Nel secondo intervento, l\u2019autrice riprende il suo ordito narrativo, rivolto ora alla <strong>fase che dall\u2019Unit\u00e0 porta alla Prima guerra mondiale<\/strong>. Ritornano molti dei temi gi\u00e0 trattati, evidenziando che i rivolgimenti politici e istituzionali del 1860-61 hanno inciso relativamente sulle dinamiche amministrative ed economiche locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">E cos\u00ec le sue pagine si animano ancora con i personaggi, gli eventi e il clima complessivo della burrascosa vita dell\u2019amministrazione comunale, la cui responsabilit\u00e0 resta nelle mani della ristretta <em>\u00e9lite<\/em> cittadina. Essa appare sempre caratterizzata da localismo e clientelismo, invischiata con interessi politici ed economici di tipo notabilare, mossa quasi unicamente dallo scontro continuo delle fazioni. Tutto ci\u00f2 ne inficia l\u2019efficienza, condannando il Comune ad un\u2019evoluzione lenta e quasi impercettibile nella quale si ripropongono ripetutamente gli stessi problemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Circa il settore produttivo, agricoltura, artigianato, attivit\u00e0 silvo-pastorali subiscono in questi decenni la crisi generale, aggravata dall\u2019incapacit\u00e0 di rinnovarsi dell\u2019antica lavorazione di pelli e cuoi e dal protrarsi della vertenza demaniale. Sono ben messi in evidenza gli sforzi compiuti <strong>dall\u2019Amministrazione provinciale e dalla Societ\u00e0 Economica di Salerno <\/strong>attraverso i comizi agrari e le cattedre ambulanti di agricoltura. Sforzi che non danno i risultati sperati e non attenuano la stagnazione complessiva di questi settori che costituisce la causa principale dell\u2019emigrazione, fenomeno tristemente presente in questo periodo nelle terre cilentane con dimensioni sconosciute nel passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Anche per questa fase, emerge un quadro tutt\u2019altro che rassicurante: quello di una realt\u00e0 dedita a una modernizzazione frustrata da lentezze ed incapacit\u00e0, che stenta a decollare e non riesce mai a diventare un dato acquisito dello sviluppo locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Prima di proseguire, mi fermo per fare una riflessione. Da una lettura attenta, si pu\u00f2 ricavare l\u2019impressione che i due autori dipingano un quadro tutto in negativo e troppo pessimistico. In realt\u00e0, ci\u00f2 \u00e8 frutto del metodo e del punto di vista adottato: entrambi hanno scelto una lettura problematica dei fatti, evidenziando i momenti critici, i contrasti, le frizioni e le contraddizioni di cui \u00e8 costellata la vicenda storica, nella convinzione che non si d\u00e0 storia senza problema.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-931\" width=\"359\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-722x1024.jpg 722w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-211x300.jpg 211w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-1083x1536.jpg 1083w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-1444x2048.jpg 1444w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-1230x1745.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/005-scaled.jpg 1804w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Alla prima met\u00e0 del Novecento sono dedicati il mio intervento e quello di <strong>Lodovico Calza<\/strong>. Mentre quest\u2019ultimo si occupa del secondo conflitto mondiale, dal punto di vista del tutto particolare della \u201cvita quotidiana nella Valle di Novi\u201d in quegli anni, nel mio saggio ho preso in esame le vicende del nostro Comune dalla Prima alla Seconda guerra mondiale, in pratica il periodo fascista compreso, appunto e non a caso, tra i due scontri armati. Sicch\u00e9 avrei potuto intitolarlo \u201cDa guerra a guerra\u201d, visto che il fascismo nasce dalle trincee della Prima e porta ai campi di battaglia della Seconda, trovandovi la sua drammatica e ingloriosa fine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Nella mia ricostruzione mi sono avvalso soprattutto delle fonti conservate presso il locale Archivio comunale, cercando di valorizzare una risorsa inutilizzata e sostanzialmente sconosciuta, sempre in bilico tra conservazione e dispersione a causa della scarsa cura per i documenti archivistici e la memoria in essi racchiusa che caratterizza da sempre il nostro territorio. Se si potesse fare la storia di quell\u2019archivio, essa risulterebbe \u2013 consentitemi l\u2019esagerazione \u2013 pi\u00f9 travagliata dell\u2019intera storia politico-amministrativa e socio-economica locale. Naturalmente, questa fonte \u00e8 stata incrociata con la documentazione trovata presso l\u2019Archivio di Stato di Salerno, soprattutto nel Fondo Prefettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Le vicende prese in esame riguardano l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ultima amministrazione eletta prima delle riforme fasciste, quella di <strong>Gaetano Passarelli<\/strong> in carica dal 1920 al 1925, quella dei vari Commissari prefettizi che gli succedono dal 1925 al 1927 e quella dei podest\u00e0<strong> Luigi Scarpa De Masellis<\/strong> (1927-1936), <strong>Raffaele Passarelli<\/strong> (1937-1941) e <strong>Pasquale Pinto<\/strong> (1941-1943). Vi occupano inoltre notevole spazio i temi inerenti <strong>l\u2019avvento del fascismo<\/strong> e le sue manifestazioni locali; <strong>la riforma podestarile <\/strong>che, cambiando i criteri di scelta degli amministratori comunali e la natura del loro ruolo, investe in pieno la gestione del potere locale; <strong>le opposizioni al fascismo<\/strong>; gli <strong>strumenti di consenso costruiti dal Regime<\/strong> e operanti anche in paese \u2013 quali l\u2019Opera Nazionale Balilla, l\u2019Opera Nazionale Dopolavoro, l\u2019Opera Nazionale Maternit\u00e0 e Infanzia, l\u2019Ente Comunale di Assistenza; l\u2019impatto della guerra sugli assetti locali e, in particolare, i luttuosi eventi del<strong> bombardamento del settembre 1943<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Il quadro offerto \u00e8 molto ampio e racconta dell\u2019azione modernizzatrice svolta da alcuni di questi amministratori, con <strong>la costruzione tra il 1923-26 dell\u2019acquedotto consortile Vallo-Novi<\/strong>, la dotazione dell\u2019illuminazione pubblica elettrica per le frazioni \u2013 Angellara nel 1921, Pattano nel 1928 \u2013, i tentativi di migliorare l\u2019offerta formativa del paese con la <strong>nascita nel 1919 del Ginnasio e a met\u00e0 degli anni Trenta del Liceo <\/strong>(di cui vi abbiamo parlato in un articolo pubblicato su questo sito qualche mese fa), con la costruzione in quest\u2019ultimo decennio <strong>dell\u2019edificio scolastico per le elementari<\/strong>, il prolungamento dell\u2019acquedotto fino alla frazione di Pattano, gli interventi sull\u2019arredo urbano e sull\u2019igiene pubblica, la nascita di un Convitto comunale nel 1926.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Inoltre, vengono messi in luce i meccanismi mediante i quali il gruppo dirigente locale si confronta col fascismo fino a venirne assorbito, pur conservando i suoi antichi interessi e le prerogative del passato (su questo, potete leggere l\u2019articolo sull\u2019inaugurazione del monumento ai caduti nell\u2019ottobre \u201925).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Tra i tanti temi, tre meritano l\u2019attenzione. L\u2019individuazione di un <strong>partito amendoliano<\/strong> che si oppone al fascismo alle elezioni del 1924 e si mantiene critico in seguito per alcuni anni guidato dall\u2019avvocato<strong> Tommaso Cobellis<\/strong> col suo organo di stampa \u201c<em>La Voce del Cilento<\/em>\u201d(s\u00ec, \u00e8 l\u2019autore dell\u2019opuscoletto su Vallo del \u201929); la <strong>presenza a Vallo di confinati politici<\/strong> \u2013 non solo di Ferruccio Parri nel 1932, ma di altri anonimi oppositori \u2013, che ne fa una delle sede tipiche di questo strumento fascista; <strong>l\u2019ampliamento della circoscrizione comunale nel 1929<\/strong>, col comune di Vallo che ingloba il territorio dei comuni limitrofi di Cannalonga, Moio e Novi, sicch\u00e9 fino alla fine del conflitto la storia del comune vallese \u00e8 anche la storia della Valle di Novi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Sull\u2019opposizione degli amendoliani \u2013 l\u2019unico antifascismo in zona di cui si ha qualche notizia \u2013 avremmo voluto saperne di pi\u00f9, ma non sono riuscito ad individuare altri documenti e, comunque, la ricerca rimane aperta; qualche nome di confinato sono invece riuscito a trovarlo, come quelli del siciliano <strong>Filippo Di Dio Russo<\/strong>, che soggiorna a Vallo per alcuni mesi nel \u201936, e quelli del muratore senese <strong>Agostino Ceccarelli<\/strong> e del calzolaio genovese <strong>Arrigo Barilli<\/strong>, entrambi comunisti e condannati per \u201cpropaganda antifascista\u201d nel \u201939. A questi si aggiungono, nel \u201940, il fiorentino <strong>Giuseppe Vannetti<\/strong> e, nel \u201941, il siciliano <strong>Pietro Grassa<\/strong>, anch\u2019essi confinati politici. L\u2019elenco, anche se ci sfugge, \u00e8 certamente pi\u00f9 numeroso e ci informa sul fatto che Vallo \u00e8 in questi anni una sede di destinazione abituale di confinati comuni e politici. Un\u2019acquisizione non di poco rilievo, in quanto di riflesso ci consente di cogliere la situazione politica in paese, la sua sostanziale acquiescenza al regime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quanto all\u2019ampliamento del comune, questo pu\u00f2 essere visto come una sorta di compensazione rispetto a quanto Vallo aveva perduto negli anni precedenti a causa del fascismo: nel \u201923 era stato soppresso il Tribunale (ne parleremo in un prossimo articolo) e nel \u201926 la Sottoprefettura; due degli uffici pubblici storici presenti in paese. Ma i comuni inglobati non accetteranno mai di buon grado quell\u2019allargamento, subendolo fino a che, la caduta del regime, consentir\u00e0 loro di tornare autonomi. Una vicenda che, al di l\u00e0 del fascismo, ci racconta dei difficili rapporti tra le realt\u00e0 amministrative locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Di altra natura \u00e8 <strong>l\u2019intervento di Lodovico Calza<\/strong>. Non solo per l\u2019ambito cronologico \u2013 la seconda guerra mondiale \u2013 e tematico \u2013 la vita quotidiana \u2013, ma anche per le fonti e il metodo utilizzato. Si tratta, infatti, di un <strong>saggio di storia orale<\/strong> basato su interviste a persone che hanno vissuto gli eventi e sui loro ricordi e di quanti quei fatti li hanno sentiti raccontare. Un metodo ottimale per <strong>penetrare nella quotidianit\u00e0<\/strong> che sfugge alle analisi politico-istituzionali ed economiche fondate su documenti pi\u00f9 o meno ufficiali, per <strong>ricostruire dal basso i fatti <\/strong>e conoscere in maniera concreta come essi sono stati vissuti ed interpretati dalla gente comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Il saggio \u00e8 godibile e da esso si apprende molto. Le reazioni e i sentimenti nei paesi della Valle di Novi allo scoppio del conflitto e le dinamiche che esse assumono in base all\u2019andamento delle operazioni belliche, i rapporti col fascismo e con i fascisti, il lavoro nei campi e quello nelle attivit\u00e0 svolte in paese, i tanti aspetti comuni e insoliti che animavano la vita giornaliera nelle piccole realt\u00e0 cilentane, le difficolt\u00e0 alimentari e i sacrifici per approvvigionarsi anche solo del minimo necessario nei mesi seguenti la caduta del Regime e l\u20198 settembre 1943.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Sono questi e vari altri i temi e i protagonisti presentati dall\u2019autore, in un quadro efficace di quegli anni difficili, quando pi\u00f9 che mai i grandi avvenimenti della storia generale si riflettono nei piccoli fatti di singoli individui e intere comunit\u00e0 che sostanziano la storia locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Altri due contributi completano il quadro del Novecento. Mi soffermo brevemente su di essi, sorvolando sugli altri saggi presenti nel volume. Si tratta degli interventi miei, sulle vicende elettorali nel secondo dopoguerra, e della De Vita, sulle dinamiche di sviluppo degli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quest\u2019ultima si sofferma su fenomeni e strutture che per la loro vicinanza agli anni pi\u00f9 recenti si collocano ancora a met\u00e0 strada tra storia e cronaca. Interessante \u00e8 il suo discorso su alcuni <strong>fenomeni propri della modernit\u00e0 <\/strong>che solo ora si affaccia in queste terre, quali <strong>il consumismo<\/strong> dettato da una maggiore disponibilit\u00e0 di prodotti forniti dal mercato e da un incremento delle risorse finanziarie utilizzabili dai privati per spese riguardanti la loro vita quotidiana. L\u2019attenzione portata su tali aspetti consente di verificare le dinamiche che conducono anche la popolazione locale a radicali cambiamenti degli stili di vita e di consumo. Interessanti sono anche i dati offerti sul<strong> sistema scolastico locale <\/strong>che in questi decenni si sviluppa notevolmente, arrivando ad articolare l\u2019offerta formativa del paese in un\u2019ampia gamma di istituzioni scolastiche. Non ultima per importanza \u00e8 l\u2019analisi \u2013 per forza di cose ancora limitata e descrittiva \u2013 del \u201creticolo dei servizi\u201d, cio\u00e8 delle strutture pubbliche presenti in paese, quali <strong>l\u2019Azienda ospedaliera<\/strong>, <strong>l\u2019Ente parco<\/strong>, <strong>il Consorzio irriguo<\/strong> e il ricostituito <strong>Tribunale<\/strong>. Di molti di questi fenomeni, servizi, strutture occorrer\u00e0 ancora fare la storia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-773x1024.jpg\" alt=\"Foto da T. Cobellis, Origini e storia di Vallo della Lucania, Stab. Tip. L. Spera, Vallo, 1929\" class=\"wp-image-932\" width=\"399\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-773x1024.jpg 773w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-226x300.jpg 226w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-768x1018.jpg 768w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-1159x1536.jpg 1159w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006-1230x1630.jpg 1230w, https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/006.jpg 1524w\" sizes=\"auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><\/a><figcaption>Foto da T. Cobellis, Origini e storia di Vallo della Lucania, Stab. Tip. L. Spera, Vallo, 1929<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Nel mio secondo contributo, scrivo sulle vicende politico-elettorali che vanno <strong>dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946 alle regionali campane del 2010<\/strong>. Un lungo <em>excursus<\/em> di oltre sessant\u2019anni in cui viene presentato un panorama sostanzialmente completo dei risultati ottenuti dai vari partiti, gruppi e singoli candidati nella cittadina di Vallo. Dalla scelta di quel primissimo dopoguerra che vede vincente la monarchia, come nel resto del Mezzogiorno, alla vittoria del candidato del polo conservatore, Caldoro, per la presidenza della regione Campania alle ultime consultazioni svoltesi prima della pubblicazione del volume: un lungo elenco di vittorie e sconfitte che cerca di non essere solo un arido catalogo di dati ma anche il racconto delle scelte politiche, ideologiche e personali fatte di volta in volta dai vallesi. I numeri fanno emergere le stagioni politiche che si susseguono nei decenni ed evidenziano anche i riflessi delle vicende nazionali sul quadro locale, che non di rado si discosta dagli orientamenti politico-ideologici espressi in ambito generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Quella evidenziata \u00e8 anche la <strong>storia della trasformazione del vecchio notabilato locale<\/strong> che deve inserirsi nelle strutture create dai partiti e nei meccanismi da essi gestiti per poter rinnovare controllo politico e predominio sociale; ed \u00e8 la <strong>storia dell\u2019affermarsi della Democrazia Cristiana <\/strong>a partire dalla fine degli anni Cinquanta, quando, scontato il prevalere dei monarchici dovuto soprattutto alla candidatura dell\u2019avv. De Marsico, si avvia a quella centralit\u00e0 politica presto divenuta vera e propria egemonia, fino alla caduta della cosiddetta \u201cprima repubblica\u201d. Vengono seguite anche le complesse e variabili vicende successive a quella caduta quando il sistema dei partiti e i precedenti assetti politici mutano radicalmente e si creano nuovi equilibri politici e amministrativi. In molti punti, i temi affrontati sono ancora cronaca per vicinanza temporale e qualit\u00e0 della documentazione; molti altri avrebbero meritato maggiore approfondimento, come, ad esempio, l\u2019analisi dei partiti e dei singoli candidati di volta in volta protagonisti, o come le figure di De Marsico e Luigi Cobellis, quelle di sindaci come Bellucci, Rinaldi e, pi\u00f9 vicino a noi, Miraldi. Ma il mio era solo l\u2019inizio di un discorso, uno schema di ricostruzione o, se si preferisce, uno scheletro da rimpolpare con ulteriori ricerche lasciate alla curiosit\u00e0 storiografica e alla sensibilit\u00e0 culturale della comunit\u00e0 vallese (ricerche, per\u00f2, che non mi sembrano all\u2019orizzonte).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:22px\">Intanto, il nostro contributo sembra aver retto i suoi primi dieci anni di vita. Intendeva essere uno snodo importante per lo studio della nostra storia locale; di essa, presentava le principali dinamiche negli \u201cultimi duecento anni\u201d, riscontrando quei fenomeni che sono propri dell\u2019et\u00e0 contemporanea, declinati secondo le caratteristiche assunte nel Mezzogiorno italiano e le peculiarit\u00e0 delle sue numerose aree periferiche. Chi scrive, pensa abbia assolto non indegnamente il suo compito e continui a farlo. Leggere per credere!<\/p>\n<div style=\"min-height: 30px;display: inline-block;\"><input id=\"936\" style=\"float: left;max-width: 50px;\" src=\"https:\/\/fattidistoria.org\/wp-content\/plugins\/wp-advanced-pdf\/asset\/images\/pdf.png\" alt=\"#TB_inline?height=230&amp;width=400&amp;inlineId=examplePopup1\" title=\"Export pdf to your Email\" class=\"thickbox export-pdf\" type=\"image\" value=\"Export to PDF\" \/><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra ieri, ma sono passati dieci anni. A marzo del 2012 presentavamo il libroDa paese di conciatori a citt\u00e0 di servizi. Gli ultimi duecento anni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":945,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[135,6],"tags":[166,31,10,163,165,104,169,168,63,108,100,167,32,11,171,170,164,112,8],"class_list":["post-936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","category-storia-locale","tag-alfonso-conte","tag-can-g-maiese","tag-cilento","tag-corinoti","tag-elio-de-magistris","tag-gaetano-passarelli","tag-giuseppe-palmisciano","tag-grazia-de-vita","tag-lodovico-calza","tag-luigi-rossi","tag-luigi-scarpa-de-masellis","tag-michele-santangelo","tag-morra-manlio","tag-parco-nazionale-del-cilento","tag-pasquale-pinto","tag-raffaele-passarelli","tag-spio","tag-tommaso-cobellis","tag-vallo-della-lucania","wpcat-135-id","wpcat-6-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=936"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/936\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fattidistoria.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}